Mascherine all'aperto, quando metterle e quando toglierle. Ricciardi: «Cautela o arriverà una nuova ondata»

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di Francesco Malfetano

Un’Italia tutta bianca e, 262 giorni dopo l’ultima volta, senza mascherina all’aperto. La data di oggi, 28 giugno, è una di quelle che ricorderemo a lungo. Non solo perché anche la Valle d’Aosta passa in bianco, quanto perché cade finalmente l’obbligo di indossare la mascherina introdotto lo scorso ottobre. Non del tutto però: la protezione resta necessaria al chiuso e in alcune situazioni all’aperto. Una cautela questa, dettata dal timore che la variante Delta possa far re-impennare i contagi.  Così se, ad esempio, passeggiando in strada non è più obbligatorio coprire le vie respiratorie, lo diventa qualora non si riesca a mantenere il distanziamento. Per questo bisogna avere la mascherina sempre con sé, in modo da indossarla nel caso in cui ci si ritrovi in un assembramento. D’altronde quello di oggi non è un liberi tutti come ribadisce Walter Ricciardi, consulente del ministro Roberto Speranza: «Contro la variante Delta i vaccini non possono bastare da soli, meglio continuare ad essere cauti». Per cui, appunto, «distanza di sicurezza e mascherina quando non è possibile rispettarla all’aperto, lavaggio e disinfezione delle mani».

 

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Mascherina, quando toglierla

 

Non indossarla all’aperto sì, lasciarla a casa decisamente ancora no. È questo, in estrema sintesi, il nuovo rapporto che gli italiani instaureranno con le mascherine. Il dispositivo di sicurezza infatti, ormai da tempo diventato simbolo di questa emergenza sanitaria, a partire da oggi non è più obbligatorio. Solo all’aperto però, e anche con delle eccezioni. Nel caso in cui sia impossibile rispettare le distanze di sicurezza ad esempio, la mascherina va indossata anche in un ambiente esterno. A stabilirlo è un’ordinanza del ministero della Salute emanata la scorsa settimana. Allo stesso modo, bisogna utilizzarla per coprire le vie respiratorie ogni qualvolta si entra in un locale pubblico, che si tratti di un negozio, di un bar o di qualunque altra attività. L’addio italiano alle mascherine è dunque solo parziale e segue, in alcuni casi con notevole ritardo, la strada già percorsa da molti altri Paesi.  Gli Usa ad esempio hanno iniziato ad aprile scorso, eliminando l’obbligo all’aperto ma solo per i vaccinati (da tempo però è decaduta anche questa limitazione). Lo stesso hanno già fatto la Francia, la Germania, Israele (anche al chiuso, salvo poi revocare tale indicazione a causa della crescita dei contagi da variante Delta) e più recentemente anche Spagna e Svizzera.  Un passo verso la normalità, tanto in Italia quanto all’estero, che è stato dettato non solo dalla circostanza che il corposo calo di morti e ricoveri ha abbattuto una soglia psicologica (di fatto, come per il coprifuoco in passato, in moltissimi già non rispettano la regola) ma anche da evidenze scientifiche. I dati disponibili, secondo uno studio di Oxford pubblicato già a febbraio, ci dicono che le probabilità di infezione all’aria aperta sono inferiori dalle 4 alle 20 volte rispetto a quanto avviene al chiuso. Inoltre solo il 10% delle infezioni di cui è stata ricostruita la catena di contagio è avvenuta all’aperto, e nei casi noti si tratta quasi sempre di interazioni prolungate e non per un breve saluto o un contatto con un passante.

 

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Mascherina, quando metterla: ogni volta che si entra al bar o in un negozio 

 

Al centro commerciale, nei negozi, al bar se non si sta consumando o al ristorante se si è all’interno e non si è al tavolo. Quello di oggi, con le mascherine, per l’Italia non è un addio definitivo. La protezione resta infatti ancora obbligatoria all’aperto qualora non si possa rispettare un’adeguata distanza di sicurezza e dunque ci si ritrovi in un assembramento o in un punto molto affollato. Bisogna quindi averla sempre con sé. Non solo, la mascherina resta obbligatoria nei locali al chiuso. Per cui, appunto, bisogna indossarla per entrare in bar, ristoranti, negozi, centri commerciali o comunque in tutti i locali pubblici. Una limitazione dettata dal solito e giusto principio di massima cautela che, soprattutto in un momento delicato come questo con la variante Delta che sta causando un nuovo boom di contagi in diverse parti del mondo, vuole evitare di dover fare i conti con una nuova ondata ora oppure in autunno. Proprio per questo, in alcuni luoghi bisogna inoltre rispettare regole specifiche. È il caso dei ristoranti: ogni volta che ci si alza da tavola (anche se si è all’esterno) e, ad esempio, si entra nel locale per andare in bagno o per pagare il conto, è assolutamente necessario indossare la mascherina. Allo stesso modo, i camerieri e i dipendenti che fanno la spola tra l’interno e l’esterno di un locale dovranno sempre utilizzarla.  Regole molto rigide anche per quanto riguarda gli spostamenti. Su aerei e treni infatti non cambia nulla e bisogna sempre indossare il dispositivo di protezione, anche tenendo conto che la capienza dei convogli è stata portata all’80%.  Per quanto riguarda il trasporto pubblico locale, vale a dire bus, tram e metropolitane, a bordo la mascherina dovrà necessariamente essere utilizzata per coprire naso e bocca per tutta la durata del tragitto. Si tratta infatti di un luogo chiuso e non sono previste eccezioni.

 

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LE INTERVISTE

 

Nicola Lagioia: «Non vedo l’ora di farne a meno anche al chiuso»

(di Francesco Musolino)

«Finalmente posso togliermela!». Di ritorno a Roma dalla sua Bari, lo scrittore e Premio Strega Nicola Lagioia esulta. Direttore del Salone del Libro di Torino, ha appena annunciato che la XXXIII edizione si terrà dal 14 al 18 ottobre e col pubblico in presenza. 
Lagioia, come si comporterà con la mascherina?
«La toglierò. Ho sempre seguito i dettami di legge e non vedo l’ora di farne a meno, in attesa che cada l’obbligo al chiuso».
Siamo stati bravi?
«La Regione Lazio ha fatto un super lavoro, in pochi giorni ho avuto il green pass e mi sono sentito sollevato. Sono orgoglioso di essermi vaccinato, sento di aver fatto il mio dovere civico».
E se ci saranno altri richiami?
«Li farò, senza pensarci due volte. Dobbiamo riprenderci la nostra vita e dobbiamo farlo in tutta sicurezza». 

 

 

Jessica Rossi: «Sentirsi liberi? No, è presto. Ricordiamo ciò che abbiamo visto»

di Giuseppe Mustica

«Nonostante io sia vaccinata, continuo e continuerò a portare la mascherina. Sto andando a una manifestazione che aspetto da cinque anni». Jessica Rossi sarà insieme a Elia Viviani una dei due portabandiera azzurri alle Olimpiadi di Tokyo. Da oggi cade l’obbligo, in Italia, di portarla all’aperto, ma la campionessa invita alla prudenza: «Non dobbiamo dimenticare quello che abbiamo passato. È giusto non portarla in alcune situazioni, quando si è soli, ma è altrettanto giusto metterla appena si crea un assembramento. E chiedo a tutti gli italiani di farlo. Non dobbiamo sentirci liberi». 
«A Tokyo comunque andrò serena. Le misure di sicurezza saranno importanti. E poi essendo vaccinata – ha concluso - c’è sicuramente un po’ più di tranquillità. Ma è comunque giusto rispettare le regole».

 

 

Massimo Ghini: «La toglierò, ma sarei più sereno se tutti  fossimo vaccinati»

di Ilaria Ravarino

Vincitore ieri sera al Taormina Film Fest del prestigioso Premio Manfredi, l’attore romano Massimo Ghini, 66 anni, è pronto a toglierla.
La mascherina: la leva?
«Si, sono vaccinato e quindi me la levo. Sarei più sereno se la gente si vaccinasse, specialmente gli over 60 che ancora non si sono decisi. Sapere che tante persone della mia età non si sono vaccinate, oltre a stupirmi, mi fa sentire meno protetto». 
Come attore? Toglierla sul set sarà liberatorio? 
«Il Covid è stato una tragedia per chi fa il nostro lavoro, ma la gente non lo sa. Si è sentito il dolore dei gestori di ristoranti, degli operai, ma non il nostro. La mascherina, per quanto terribile a dirsi, è servita a rendere visibile la difficoltà: era conferma visiva che eravamo bloccati. Ora ci si accorgerà che il nostro mondo è ancora in crisi?».

 

 

Maurizio De Giovanni: «Non la sopporto però non è il tempo della leggerezza»

di Francesco Malfetano

«Non è il momento della leggerezza ma non la sopporto più». Dalla sua Napoli, lo scrittore Maurizio De Giovanni - in uscita con Una sirena a Settembre (6 luglio, Einaudi) - giudica con la consueta ironia l’ordinanza del governatore De Luca che prolunga l’uso delle mascherine anche all’aperto.
Oggi cade l’obbligo. Lei cosa farà?
«Non in Campania. Evidentemente De Luca ne sa di più..».
Si sente più tranquillo?
«Non sono per la disobbedienza civile ma i numeri in Israele e Inghilterra, dicono che corriamo rischi concreti. Purtroppo, non è ancora il momento della leggerezza».
Fuori dalla Campania, la toglierà?
«Seguirò la legge. Scherzi a parte, la Campania ha una densità di popolazione altissima ma ciò detto non la sopporto più, ci priva di scambiarci un sorriso».

 

 

 

 


Ultimo aggiornamento: Lunedì 28 Giugno 2021, 10:10
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