Green pass per matrimoni e concerti, ma non solo: a cosa serve e come ottenerlo

Green pass italiano per matrimoni e concerti, ma non solo: cos'è, come ottenerlo, a cosa serve e quanto dura la validità

Il green pass italiano, che da metà giugno o inizio luglio verrà sostituito dal Digital green pass europeo (DGC), per ora è essenziale per partecipare a feste di matrimonio, battesimo, comunione e cresima anche al chiuso. Ma presto diventerà la chiave di accesso anche per andare a concerti, fiere, convegni, congressi e in altri eventi aperti al pubblico. Con tutta Italia ormai in fascia gialla o bianca è invece ormai esaurita la funzione della certificazione verde per spostarsi in una Regione di colore rosso o arancione.

 

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Che cos'è

Per green pass, come spiega il ministero della Salute, «si intende una certificazione comprovante uno dei seguenti stati»: l’avvenuta vaccinazione contro il SARS-CoV-2, la guarigione dall’infezione da SARS-CoV-2 (che corrisponde alla data di fine isolamento, prescritto a seguito del riscontro di un tampone positivo), il referto di un test molecolare o antigenico rapido per la ricerca del virus SARS-CoV-2 e che riporti un risultato negativo, eseguito nelle 48 ore antecedenti».

 

 

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I vari tipi di green pass

Il ministero della Salute indica inoltre le seguenti tipologie di green pass. La prima: il normale certificato vaccinale rilasciato dalla Regione o dalla Asl alla fine del ciclo vaccinale che indica anche il numero di dosi somministrate rispetto al numero di dosi previste per l’individuo. La seconda: il normale certificato vaccinale rilasciato dalla Regione o dalla Asl dopo la prima dose che indica la data della seconda dose (se prevista). La validità è di 6 mesi. La terza: il certificato di fine isolamento rilasciato dalla Asl. La quarta: il referto del test antigenico negativo effettuato presso le farmacie autorizzate o i medici di medicina generale/pediatri di libera scelta.

 

Chi lo rilascia e validità

«La certificazione verde Covid-19 di avvenuta vaccinazione», spiega ancora il ministero della Salute, «viene rilasciata in formato cartaceo o digitale dalla struttura sanitaria o dal Servizio Sanitario Regionale di competenza. Al momento, la validità è dal quindicesimo giorno dopo la somministrazione della prima dose fino alla data prevista per il completamento del ciclo vaccinale (quando sono previste 2 dosi) e di nove mesi dal completamento del ciclo vaccinale. La certificazione verde Covid-19 di avvenuta guarigione viene rilasciata in formato cartaceo o digitale, contestualmente alla fine dell’isolamento, dalla struttura ospedaliera presso cui si è effettuato un ricovero, dalla Asl competente, dai medici di medicina generale o dai pediatri di libera scelta». Al momento, la validità è di sei mesi dalla data di fine isolamento. La certificazione verde di effettuazione di un test antigenico rapido o molecolare con esito negativo è rilasciata dalle strutture sanitarie pubbliche, private autorizzate, accreditate, dalle farmacie o dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta che erogano tali test. La validità della certificazione è di 48 ore dal prelievo del materiale biologico.

 

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Mascherina e distanziamento

Chi dispone del green pass dovrà ugualmente indossare la mascherina, rispettare il distanziamento e igienizzare di frequente le mani, questo perché non può essere garantita la totale eliminazione del rischio di prima infezione nei vaccinati o di reinfezione nei guariti, anche a causa della circolazione delle varianti, né può essere escluso il rischio di trasmissione del virus. Ugualmente, non è escluso il rischio di prima infezione e, conseguentemente, il rischio di trasmissione in chi abbia un tampone negativo.

 

 

 

Solo in Italia 

La certificazione verde è valida solo sul territorio nazionale, in quanto al momento il sistema e le regole del Digital Green Certificate (DGC) non sono entrati in vigore, pertanto per recarsi all’estero si è soggetti alle normative dei singoli Paesi. E il governo italiano consiglia di consultare i siti istituzionali degli altri Paesi prima di mettersi in viaggio.

 

Il certificato europeo

Per Digital Green Certificate (DGC) europeo si intende un certificato, digitale o cartaceo, di avvenuta vaccinazione contro il COVID-19, di avvenuta guarigione da COVID-19 e di effettuazione di un test molecolare o antigenico per la ricerca di SARS-CoV-2 con risultato negativo. Il DGC sarà «interoperabile a livello europeo», attraverso un codice a barre bidimensionale (QRcode), verificabile attraverso dei sistemi di validazione digitali, associato ad un codice identificativo univoco a livello nazionale. L’interoperabilità europea si avrà grazie alla definizione di dati e regole comuni, che devono essere utilizzate per l’emissione dei certificati nei 27 Paesi dell’Unione Europea e allo sviluppo di piattaforme e strumenti informatici nazionali ed europei deputati a garantire l’emissione, la validazione e l’accettazione dei certificati. Il DGC sarà gratuito e in italiano e inglese e, per la Provincia Autonoma di Bolzano, anche in tedesco.

 

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Ultimo aggiornamento: Lunedì 31 Maggio 2021, 09:44
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