Green pass, Ricciardi: «Controlli severi per evitare gli errori del 2020»

Video
di Mauro Evangelisti

Quando ha invocato il lockdown per arginare la terza ondata invernale, è stato additato come il portavoce dei pessimisti. Oggi, però, anche il professor Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute per l’emergenza coronavirus e docente di Igiene all’università Cattolica di Roma, vede un futuro meno cupo: «Di certo il prossimo autunno non sarà simile a quello del 2020, sarà migliore. Io rivendico il fatto di avere messo in guardia di fronte alla seconda e alla terza ondata visto che hanno mietuto più morti della prima che potevano essere evitate. La riapertura delle discoteche? Si può fare, ma usando il Green pass e facendo rispettare con scrupolo le regole».

 

 

Green pass e Covid, il punto

Professor Ricciardi, la variante Delta come va affrontata? Come dobbiamo organizzarci?

«Dobbiamo prepararci seriamente. Si tratta di una variante molto più contagiosa della britannica che a sua volta era molto più contagiosa della precedente. Nel momento in cui trova terreno fertile, cioè molte persone non vaccinate, allora ci dobbiamo preoccupare. Può infettare anche soggetti vaccinati, soprattutto quelli con una sola dose, ma per fortuna in quel caso quasi sempre il decorso clinico è molto lieve, questo è molto rassicurante. Detto ciò, non va sottovalutata. Per questo devono preoccupare i 3 milioni di ultra sessantenni non ancora vaccinati. Bisogna accelerare con le vaccinazioni. E buone abitudini come la distanza, l’igiene delle mani e le mascherine devono restare».

Per le mascherine intende al chiuso?

«Certo, con le attuali condizioni l’indicazione del Cts sull’abbandono delle mascherine all’aperto è congruente, però è molto importante che negli ambienti chiusi o all’aperto con distanze ravvicinate si mantengano i dispositivi di protezione. La variante Delta si è dimostrata contagiosa anche all’aperto, se non si mantengono le distanze. Però lontano da luoghi affollati, va bene abbandonare le mascherine se non siamo al coperto».

Si va verso la riapertura delle discoteche. La variante Delta si diffonderà tra i giovani?

«Se le discoteche vengono gestite con attenzione all’uso del Green pass, direi che le preoccupazioni sono limitate. In linea di massima, chi accederà nei locali sarà immune. Se il procedimento viene derogato e le regole non sono rispettate, allora il problema c’è, perché in un ambiente come la discoteca basta un solo soggetto che ha la variante Delta a contagiare tutti gli altri. In sintesi: riapriamo le discoteche, ma con controlli rigorosi della regole. Si entra solo con il Green pass».

Il Green pass però viene concesso non solo ai vaccinati, ma anche a chi ha ricevuto un tampone antigenico negativo nelle ultime 48 ore. Questo può essere un punto debole del sistema.

«Sì, ma se c’è comunque attenzione al rispetto delle regole comporta un rischio marginale, perché parliamo di un locale in cui entreranno solo vaccinati o negativi al tampone. Può sfuggire qualcuno, però le possibilità di diffusione si ridimensionano».

Vanno aumentati i controlli nei luoghi delle vacanze e del tempo libero?

«Senza dubbio. La protezione è condizionata al rispetto delle regole. Giusta maggiore libertà, ma rafforziamo i controlli perché le regole che restano siano rispettate, altrimenti è certo che la variante Delta troverà terreno fertile per diffondersi. Proprio ieri al Parlamento olandese è stato detto che da loro la variante Delta diventerà dominante a settembre. Lo stesso può accadere anche in Italia, anche se è difficile dirlo perché non abbiamo dati molto accurati dal punto di vista del tracciamento. Però se non controlliamo, se non facciamo rispettare le regole, la variante Delta si diffonderà anche da noi in modo sostenuto».

A settembre la riapertura delle scuole, con i ragazzi che torneranno dalle vacanze, può fare ripartire il contagio?

«In tutti i luoghi in cui c’è prossimità, vicinanza, c’è rischio. Per questo le riaperture delle scuole dovranno avvenire con maggiore attenzione rispetto all’anno scorso, monitorando i trasporti, l’afflusso in classe, ma anche la qualità dell’aria e il ricambio. Ormai è accertato che Sars-CoV-2 si trasmette per aerosol, gli istituti si devono attrezzare per il controllo e il monitoraggio dell’aria. Infine, bisogna accelerare al massimo la vaccinazione per gli over 12».

Cosa si aspetta per il prossimo autunno? È più ottimista?

«Sono sempre realista, credo che dobbiamo continuare a essere molto attenti. Ma sono anche realista nel senso positivo del termine: il fatto che abbiamo tante persone vaccinate proteggerà il Paese da un impatto di carattere sanitario. Anche negli Usa, in Israele e nel Regno Unito dove i casi stanno aumentando, l’impatto sanitario è limitato perché i più vulnerabili sono protetti dal vaccino. Sarà un autunno differente rispetto al 2020».

Si parla di un calo delle consegne di Pfizer. Questo può allontanare l’obiettivo di velocizzare la protezione dei vaccini per arginare la variante Delta?

«No, penso che la frenata sarà lieve».

Giusto giocare la finale degli Europei a Londra?

«In questi giorni è la meno adatta delle sedi, sarebbe migliore una città europea in cui la circolazione del virus è più limitata».

 


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 23 Giugno 2021, 22:50
© RIPRODUZIONE RISERVATA