Gran Bretagna, raggiunta quota 40 milioni di vaccini. «Immunità di gregge vicina». Da domani riaperture

Gran Bretagna, raggiunta quota 40 milioni di vaccini. «Immunità di gregge vicina». Da domani riaperture

La Gran Bretagna si appresta a superare la soglia delle 40 milioni di dosi di vaccini anti-Covid somministrati, dopo aver superato le 32 milioni di iniezioni e ad oggi i 7 milioni di richiami. Uno studio dell'Imperial College di Londra aveva preannunciato il raggiungimento della cosiddetta immunità di gregge a quota 40 milioni di vaccini. Ma sulla possibilità di raggiungere il traguardo di protezione collettiva della popolazione dal virus, che dovrebbe iniziare a fermare davvero la pandemia, non tutti gli esperti si trovano concordi.

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Il professor Karl Friston ei suoi colleghi dell'UCL hanno affermato, sulla base del loro modello causale dinamico, che entro il 9 aprile il 73,4% della popolazione avrebbe raggiunto l'immunità tramite i vaccini o le avvenute infezioni da Covid. Precisando tuttavia, «Proprio come le previsioni meteorologiche a lungo termine, le previsioni che ne derivano non dovrebbero essere prese troppo sul serio perché c'è un'incertezza intrinseca (sebbene quantificata) sulle variabili epidemiologiche e socio-comportamentali sottostanti».

Eppure in Gran Bretagna, con l'apertura dei viaggi all'estero, le riunioni durante l'estate e le varianti, il concetto di immunità di gregge, solleva ancora più dubbi. Sir Patrick Vallance, il direttore scientifico, ha stimato che per raggiungere una protezione di gregge, il 60% della popolazione avrebbe bisogno di diventare immune, anche se potrebbe arrivare fino al 70%, riporta il  The Guardian.

 

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Domani giornata di riaperture

Scatta domani in Inghilterra l'attesa riapertura di negozi non essenziali, parrucchieri, palestre e del servizio limitato per ora all'aperto di pub, ristoranti, oltre che dell'intrattenimento outdoor, confermata nelle scorse settimane dal premier Boris Johnson nell'ambito di un'uscita graduale e a tappe dal terzo lockdown anti Covid destinata a completarsi del tutto non prima del 21 giugno prossimo.

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Ma malgrado le cautele di questo percorso, più lento ancora di quello stabilito dai governi locali di Scozia, Galles e Irlanda del Nord, le tre nazioni minori del Regno, non mancano preoccupazioni da parte di alcuni medici ed esperti. I dati nazionali di oggi confermano la tendenza verso il calo dei casi e decessi giornalieri, rispettivamente a 1730 e ad appena 7 (sebbene in parte per il consueto ritardo statistico parziale del weekend); mentre i vaccini sfiorano ora la quota di 40 milioni di dosi somministrate (quasi 32,2 milioni di prime dosi e quasi 7,5 milioni di richiami, con oltre mezzo milioni di altre iniezioni nelle ultime 24 ore censite). Ma fra gli specialisti non manca chi nota un'incidenza di contagi non ancora rassicurante (fino a 60 casi certificati dai tamponi per 100.000 abitanti) in singoli territori del Paese, fra cui qualche contea dell'Inghilterra settentrionale: con il rischio che le riaperture possano rivelarsi premature, soprattutto se interpretate dalla gente in modo estensivo, e alimentare un rimbalzo della pandemia anche al di là di quanto l'alleggerimento del lockdown comporta inevitabilmente in una certa misura stimata accettabile.

Allarmi che il governo di Boris Johnson e i consulenti scientifici dell'esecutivo al momento minimizzano, giurando di voler continuare il cammino badando «ai dati e non alle date», ma non senza rinnovare tuttavia gli appelli alla popolazione a non considerare la minaccia finita e a non abbassare ancora la guardia oltre misura.

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Ultimo aggiornamento: Lunedì 12 Aprile 2021, 09:35
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