Covid, impennata di positivi tra le mura domestiche: in famiglia tre focolai su quattro

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di Mauro Evangelisti
Tre focolai su quattro sono in famiglia. Il contagio corre in Campania, ma anche la Liguria. I più giovani sono stati colpiti in estate e ora la trasmissione del virus sta avanzando verso gli anziani, l'età mediana dei contagiati progressivamente si alza. Come siamo passati dai 1.869 nuovi positivi in 24 ore di sabato scorso ai 2.844 di ieri? Come è possibile che vi sia stato un salto di mille casi al giorno? Il numero maggiore di tamponi eseguiti (119mila ieri e 104mila sette giorni prima) non giustifica un incremento così rilevante. Tra l'altro, non è un incremento estemporaneo di un giorno, ma si conferma la tendenza di giovedì e venerdì (sempre attorno a 2.500 nuovi casi). Il vecchio tormentone «ci sono più positivi solo perché facciamo più tamponi» non regge: troviamo più positivi perché ci sono molti più positivi di un mese fa.

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Lo dimostra un'elaborazione della fondazione Gimbe sulla percentuale di infetti per numero di persone testate: nella seconda settimana di maggio eravamo al 3,6 per cento, nei giorni migliori, a metà giugno, eravamo allo 0,7, a settembre stiamo risalendo velocemente: 2,4 la prima settimana, 3,1 l'ultima. Inoltre, vi sono regioni che evidentemente eseguono un numero di tamponi non sufficienti: prendiamo sempre l'esempio della giornata di ieri. Il Lazio ha sì un numero alto di positivi (261), ma su molti tamponi, 13.349; stesso discorso per la Lombardia, 393 su 18.860. La Campania, al contrario, ha il record di infetti in un giorno, 401, ma su appena 7.498 tamponi.
LA FAVOLA
E va archiviata anche con la favola che dice stanno tutti bene. Non è così: certo, la situazione non è paragonabile a marzo e aprile, ma già oggi ci sono oltre 3.500 pazienti Covid in ospedale di cui 297 in terapia intensiva. Tutto questo premesso, come si è sviluppata l'onda alta? Secondo la cabina di regia dell'Istituto superiore di sanità e del Ministero della Salute il 76,5 per cento dei nuovi focolai sono in ambito familiare, solo il 7,2 è in un luogo di lavoro e il 4,5 in attività ricreative. Questo è un problema: salvo casi di incoscienza, tutti noi prendiamo precauzioni quando siamo fuori di casa, ma alziamo notevolmente la guardia in famiglia.

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L'età mediana dei contagiati è ormai salita: in estate era scesa a 29 anni, ora siamo a 41-42. Cosa significa? Che quando parliamo di 3 contagi su 4 in famiglia, vediamo solo l'ultima scena del film. Quest'estate sono stati contagiati soprattutto i ragazzi, nei grupponi della movida o durante la vacanze in Grecia, Malta ma anche in Costa Smeralda. Gradualmente, soprattutto in famiglia, hanno trasmesso il virus a genitori e nonni. Il fuoco divampa. Ovviamente non è colpa delle generazioni più giovani, semplicemente la fiamma è cresciuta e ora sta bruciando nelle case. I casi di importazione - immigrati che tornavano dal loro Paese e italiani che erano stati in vacanza all'estero - erano un fenomeno preoccupante in estate, ora hanno un ruolo residuale. Resta l'incognita delle scuole, soprattutto quelle superiori: nell'ultimo report, che però era aggiornato a fine settembre, la cabina di regia ha individuato 14 focolai in classe, ma il virus sta circolando in modo sostenuto nelle scuole, resta da capire se l'impennata di casi di questo fine settimana risenta già dell'inizio delle lezioni. Un dato ci fa capire dove sta avanzando con più forza il contagio: l'incidenza settimanale sulla base di 100mila abitanti ( report Iss tra il 21 e il 27 settembre). Corrono la Liguria (35,06 nuovi positivi ogni 100mila abitanti), le province autonome di Trento e Bolzano (33), il Veneto (25,27), la Campania (23,70 ma negli ultimi giorni ha avuto una accelerazione). Il Lazio e la Lombardia - tenendo sempre conto del numero di abitanti - hanno dati più bassi, 18,6 e 14,3. Sotto i 10 casi tre regioni: Molise, Marche e Calabria. Il dato dei decessi, purtroppo, sta crescendo (restando lontano, per fortuna, dalla tragedia di inizio pandemia): 27 morti ieri. Su scala europea l'Italia ha una incidenza di vittime bassa nelle ultime due settimane: sulla base dei 100 mila abitanti, l'indice è di 0,5, in Spagna è del 3,4, in Francia dell'1,8.
 
 

 
Ultimo aggiornamento: Domenica 4 Ottobre 2020, 19:15
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