Roma, ricette mediche false per avere farmaci gratis: 64enne si fingeva invalido di guerra

L'uomo è accusato di aver truffato l'Asl 1 per 36mila euro in 6 anni

Ricette mediche false per avere il Viagra gratis: 64enne si fingeva invalido di guerra

di Erika Chilelli

Si fingeva invalido di guerra per ricevere centinaia di farmaci gratis, alcuni dei quali usati per curare le disfunzioni erettili, come il Cialis e il Viagra. La disabilità, però, era un bluff e la firma del medico sulle ricette la metteva lui. L.C., 64anni, è accusato di aver truffato la Asl Roma 1 per circa 36.432 euro. La Procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio dell'anziano, difeso dall'avvocato Gabriele Germano, accusato di truffa e falsità materiale per aver contraffatto 591 prescrizioni farmaceutiche nell'arco di sei anni. L'udienza preliminare si svolgerà a novembre.

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I FATTI

Ogni volta che si presentava nella farmacia di fiducia in via Alessandria, a pochi passi da Porta Pia, aveva una ricetta diversa ma due cose non cambiavano mai: il codice di invalidità militare e la firma della stessa dottoressa, un medico pediatra della Asl Roma 1. Così, per 591 volte - da gennaio 2014 a dicembre 2019 - l'uomo ha ottenuto gratuitamente, grazie al codice di esenzione per gli invalidi di guerra, diverse tipologie di farmaci. Un bottino che comprende 68 confezioni di Cialis e 6 di Viagra, pasticche per il diabete, la pressione alta e il reflusso, creme cortisoniche e antidolorifici, fino ad arrivare all'ottenimento del Seroquel, utilizzato per la cura delle sindromi depressive e psicotiche. Nel maggio del 2018 la direzione sanitaria della Asl Roma 1, insospettita da sette prescrizioni scritte a mano per farmaci non pediatrici, ha convocato la dottoressa che le aveva sottoscritte. Quest'ultima, però, ha disconosciuto la sua firma e la grafia, mentre ha riconosciuto il timbro utilizzato fino al 2011 e il ricettario dal quale provenivano.

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LA DENUNCIA DELLA PEDIATRA

Il medico, convinta di essere stata truffata, si è recata presso la stazione dei carabinieri di Talenti per sporgere denuncia. «Le ricette le stampo dal computer e non le scrivo a mano», ha riferito ai militari. Poi ha specificato di conoscere l'uomo perché è il padre di tre sue pazienti: «Non le vedo dal 2014 circa, ultimo periodo in cui si sono recate nel mio studio. Mi sembra di ricordare che in alcune occasioni recenti ho prescritto delle impegnative per le bambine che mi sono state richieste per via telefonica».

IL COMPLICE

Per il 64enne, dunque, che come dichiarato dalla pediatra non si presentava in studio da diverso tempo, sarebbe stato impossibile munirsi del ricettario e dei timbri se non con l'aiuto di un complice all'interno. Le chiavi dello studio, come rivelato dalla dottoressa in sede di denuncia, erano in possesso degli addetti delle pulizie, di un'inserviente e della segretaria. L'ipotesi è che sia stata proprio lei ad aiutare l'indagato ad ottenere le ricette e apporre il timbro. Un'accusa che non potrà essere verificata poiché la donna è deceduta nel 2015.
Per avviare le indagini, condotte dai militari del nucleo di polizia-economica finanziaria di Roma, sono bastate sette ricette del 2018. I farmaci, come emerso dall'attività di verifica, sarebbero stati acquistati dall'uomo anche con prescrizioni ufficiali del suo medico di base. Ora il pubblico ministero Francesco Cascini ha chiesto il suo rinvio a giudizio con l'accusa di truffa e falsità materiale. A costituirsi parte civile la Asl Roma 1, che chiede il risarcimento dei danni materiali, pari a 36mila euro, e quelli morali: «Abbiamo subito un danno d'immagine».


Ultimo aggiornamento: Giovedì 15 Settembre 2022, 16:28
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