Ballottaggio Roma, Gualtieri-Michetti: ora sono scintille Caccia agli indecisi

Niente più toni felpati, gli sfidanti litigano su occupazioni e CasaPound. Entrambi corteggiano gli elettori 5Stelle

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di Lorenzo De Cicco

Michetti come Rocky. «Enrico l’abbiamo preparato per 9 ore», raccontavano nel pre-match i comunicatori dell’avvocato-tribuno. Gualtieri ha spulciato i dossier fino all’ultimo: «Roberto è uno studioso, inseparabile dalle sue schede». Eccoli quindi negli studi Sky, a poco più di 24 ore dal gong del silenzio elettorale (oggi ci saranno i comizi finali). Il secondo e penultimo confronto tv della sfida Capitale si accende subito. Una partita a tennis. Si parla di Green pass, Michetti frena: «Sono vaccinato, ma sull’obbligo al lavoro c’è molto da riflettere».

 

 

Gualtieri replica: «Sto col governo e sarò alla manifestazione della Cgil, contro un attacco squadrista e neo-fascista». Il candidato del centrodestra in piazza non ci sarà: «C’è il silenzio elettorale». Sul tema la prende larga: «Mi ricordo i carri armati a Budapest (nel 1956, Michetti è nato nel 1966, ndr) i comunisti stavano con gli oppressori, io ero della Dc». «La Dc non metteva CasaPound in lista», affonda Gualtieri. Controffensiva michettiana: «Con Gualtieri vincerebbero i centri sociali, ha aperto la sua campagna in un palazzo occupato». Altra polemica: poco prima del dibattito, l’Agcom apre un’istruttoria per le frasi antisemite a Radio Radio, l’emittente che ha lanciato Michetti.

Si litiga pure sulle piaghe della città, naturalmente. I rifiuti. Entrambi promettono impianti. Ma Michetti attacca «la sinistra che da 10 anni non applica il piano rifiuti» (alla Regione). E allarga la domanda all’«accattonaggio, ci sarà tolleranza zero». «I poveri non sono rifiuti», punge Gualtieri. Replica: «Il degrado non c’entra coi poveri». Sciabolate anche sul Pnrr: «Da ministro non hai messo un euro per Roma», sostiene il candidato di FdI. «C’è la metro, mancavano altri progetti», risponde lo sfidante dem. Il debito di Roma: Gualtieri promette di sforbiciare l’addizionale Irpef. Michetti attacca ancora: «Il debito lo hanno fatto le giunte di sinistra». Sullo stadio di Roma e Lazio vanno d’accordo. Ma dura poco. Altra lite: i diritti civili. Per Michetti «è inclusiva» e cita come esempio alcuni «amici miei di Barcellona che mi hanno detto: qui il bus è gratis» (perché nessuno lo paga). L’ex ministro invece è convinto che «sui diritti Lgbt va fatto di più». 

 

Tutti e due corteggiano Raggi e i suoi elettori. Michetti di più: «Ha fatto tante cose buone». «Contro la criminalità ha svolto un’azione importante», concede Gualtieri, che punta forte sugli endorsement di Conte e di «tanti del M5S». E di Calenda. «Ma abbiamo tanti punti in programma con lui», ribatte Michetti.
Il confronto di Sky prova a scrostare un po’ la patina politichese, a svelare il lato umano. Domanda: 3 oggetti che portereste in Campidoglio? Gualtieri, unica concessione pop, cita l’amata chitarra. Poi torna serio: il dossier sul Pnrr. Michetti: «Io 3 libri sulla storia di Roma».

«Non bastano 3 bignami», frecciatina dello sfidante Pd. Altra domanda pop: chi vorreste in giunta tra 6 personaggi famosi sul maxi-schermo? Gualtieri indica Zeman («per le zone, siamo per la Roma dei quartieri»), Elodie e Gianotti del Cern. Michetti scarta l’amato Augusto per lanciare la Sora Lella e Andreotti: «Avercene!». Il profilo da vecchio Dc è anche un modo per scrollarsi di dosso gli attacchi. «Sono un civico - dice nell’appello finale - sarò libero dai partiti e da Bruxelles, ho annunciato la squadra con Bertolaso, Gualtieri invece non la nomina, per giochi di palazzo». Il candidato del Pd chiude puntando sul Cv: «Ho contribuito a portare in Italia 200 miliardi di risorse europee, ora votiamo per il rilancio di Roma».
 

 

 

 

 

 

 


Ultimo aggiornamento: Venerdì 15 Ottobre 2021, 11:46
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