Omicron e scuola, l'ira dei presidi di Roma: «Lasciati soli, neanche avviati i lavori per l’areazione»

A un mese dall’inizio non è ancora stato deciso nulla su come si ripartirà

L'ira dei presidi: «La scuola lasciata sola, neanche avviati i lavori per l’areazione contro il virus»

di Lorena Loiacono

«Abbandonati a noi stessi»: è questo il grido d'allarme che arriva dalle scuole alle prese con i preparativi per il prossimo anno. Le vacanze infatti, per le segreterie scolastiche, praticamente sono già finite o quasi. E non si sa ancora nulla di come le classi riapriranno i battenti per il nuovo anno scolastico. Resta tutto un'incognita: le mascherine, il trasporto pubblico e gli orari d'ingresso. A provare ad attirare l'attenzione sul mondo della scuola, in questo caldissimo mese di agosto, sono i dirigenti scolastici, già a lavoro per far partire il nuovo anno, ma di fatto non hanno alcuna indicazione su come muoversi.

A scuola senza mascherine? Il protocollo scade il 31 agosto ma un istituto su 3 non ha impianti aerazione

Calendario alla mano, infatti, i giorni che mancano da qui al rientro tra i banchi sono davvero pochi: meno di un mese all'avvio dell'anno 2022-2023, che inizia formalmente il 1 settembre, e ancora meno per il rientro degli studenti che nelle scuole superiori hanno gli esami di recupero già a fine agosto. E non sono pochi gli alunni che dovranno recuperare le insufficienze visto che il 18,2% degli studenti ha avuto la sospensione del giudizio vale a dire circa 34mila ragazzi su un totale di 187mila che frequenta una scuola superiore a Roma. Una buona parte di questi studenti a fine agosto saranno già nelle scuole, cosa troveranno? Ad esempio, per quella data, fissata da ogni scuola in autonomia, il personale scolastico dovrà indossare mascherina? «Non sappiamo nulla - spiega Mario Rusconi, presidente dell'Associazione nazionale dei presidi di Roma - i ragazzi tornano a fine agosto o per i primi settembre per gli esami di riparazione. Non abbiamo indicazioni a riguardo e pure manca talmente poco tempo, non sappiamo se la mascherina sarà necessaria oppure no, per gli alunni e per il personale. Restiamo nel vago, evidentemente i partiti sono troppo presi dalla campagna elettorale per pensare alla scuola. Ci ritroviamo di fronte alla solita retorica, quando dicono che la scuola è al primo posto mentre invece è la cenerentola. Il problema delle mascherine è solo uno delle questioni aperte: non possiamo organizzare gli orari perché non sappiamo se possiamo tornare all'ingresso unico o restare al doppio ingresso e da qui la questione legata ai trasporti. Sappiamo bene che dobbiamo aspettare i dati epidemiologici ma la tendenza c'è già quindi potrebbero metterci nella condizione di lavorare e organizzare il rientro al meglio».


LA RIPRESA
La ripresa della scuola a settembre, infatti, non è cosa di poco conto per l'intera città visto che si mette in moto una macchina organizzativa da grandi numeri: a Roma ci sono 50mila bambini che frequentano la scuola dell'infanzia, 165mila alunni di scuola elementare e 114mila studenti di scuola media. A questi si aggiungono i ragazzi delle scuole superiori: sono 187mila circa e sono quelli che principalmente si muovono con il trasporto pubblico, per i quali è scattato il doppio turno per evitare assembramenti su bus e metro. E questo è uno dei punti più spinosi anche perché tornare al turno unico vorrebbe dire tornare alla normalità, anche per le famiglie, ma sarà la curva dei contagi a deciderlo. Intanto la lotta al Covid continua o almeno dovrebbe andare avanti visto che i contagi non si sono affatto fermati. Eppure gli istituti stanno spettando ancora interventi mirati: «Non sono stati fatti i lavori di aerazione - continua il presidente dell'Assopresidi - e per questo dovremo tenere le finestre aperte. Recentemente ho avuto un incontro col sindaco Gualtieri e ho fatto presente ciò che concerne agli enti locali, come l'istallazione dei sistemi di ventilazione meccanica o la possibilità di trovare nuovi locali per favorire il distanziamento. Solo a Roma ci sono oltre 300 appartamenti di ex custodi, molti dei quali sono deceduti, occupati abusivamente e sarebbero molto utili per le scuole».


Ultimo aggiornamento: Giovedì 4 Agosto 2022, 14:23
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