Variante Delta, da Trastevere al Pigneto: norme anti-Covid violate, raffiche di multe ai locali della movida

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di Lorenzo De Cicco e Alessia Marani

Altro che distanze, sanificazioni e mascherine per camerieri e barman. Quasi il 40% dei locali controllati dall’Ispettorato del Lavoro di Roma dalla fine di giugno a oggi non rispettava le più basilari regole anti-Covid. «A volte si ha la sensazione del “tana libera tutti”», racconta preoccupata Carmina Mancino, la direttrice dell’Ispettorato territoriale di Roma, che fa capo al Ministero del Lavoro. Sembra che rispetto all’estate scorsa non sia cambiato nulla: negli avamposti dello sballo notturno, i divieti annotati dagli scienziati nei protocolli vengono annacquati o ignorati del tutto. Come prima, più di prima. Anche se la maggior parte dei ragazzi che affollano pub e locali, se va bene, ha ricevuto solo la prima dose del vaccino. E non basta ad arginare la diffusione delle varianti più contagiose, a cominciare dalla Delta, destinata a diventare dominante, con una capacità di trasmissione molto più rapida rispetto alle forme di coronavirus circolate finora nel Lazio e nel resto del Paese.

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«Siamo in campo con controlli serrati, abbiamo attivato la vigilanza serale, per monitorare quello che avviene nei locali - riprende la responsabile dell’Ispettorato del Lavoro di Roma - Purtroppo anche rispetto ai dati dei controlli dell’estate scorsa, registriamo un peggioramento». Da fine giugno, sono stati controllati 30 locali. E al 40%, si diceva, sono state contestate irregolarità che comportano quantomeno una sanzione amministrativa per il mancato rispetto delle normative anti-Covid. Le zone sorvegliate sono quelle classiche della movida sfrenata: da San Lorenzo al Pigneto, da Campo de’ Fiori a Trastevere. «Serve la responsabilità di tutti, a cominciare dai giovani - riprende Mancino - anche perché noi, purtroppo, possiamo contare su forze limitate».

In spiaggia

Anche le Asl si stanno attrezzando per rafforzare le ispezioni. Per capire chi rispetta le regole della pandemia e chi no. Si pensa a controlli sugli stabilimenti balneari, per evitare che, come accaduto durante l’estate 2020, si trasformino in propulsori del contagio. Nel territorio dell’Asl Roma 3, che copre buona parte del lungomare romano, da Ostia a Fregene e Fiumicino, già oggi la variante Delta è predominante: secondo l’analisi a campione dei test positivi condotta dall’Istituto Spallanzani, il ceppo “indiano” sarebbe già al 70%. Si infettano soprattutto i giovani: l’80% dei contagiati ha meno di 30 anni.

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«Noi residenti a rischio»

Eppure, come se il problema non esistesse, frotte di ragazzi continuano ad assiepare locali e strade dei luoghi della movida. In primis Trastevere da dove i residenti lanciano, per l’ennesima volta, un grido d’aiuto. «Non riusciamo più a dormire, ma soprattutto per entrare e uscire di casa dobbiamo attraversare una sfilza di assembramenti a nostro rischio e pericolo - raccontano Lorenzo, commercialista capitolino e la sua compagna - Inutile fare attenzione e usare precauzioni per arginare il Covid se poi in queste strade le regole non valgono e nessuno interviene seriamente. Fino alle 2 di notte è tutto aperto, l’alcol viaggia a fiumi. I titolari dei locali, forse temendo un nuovo lockdown, fanno di tutto per vendere e lavorare».

A piazza Bologna i residenti si sono già riuniti, pensano ad un “piano d’azione”. Carabinieri e polizia sono intervenuti più volte su segnalazione dei cittadini, per locali e bar sono fioccate le sanzioni. Ma non basta. E ora arriva anche l’Sos dei sindacati di polizia. «In un incontro di venerdì con il questore ci è stato prospettato che, dopo la finale degli Europei di domani in cui sarà impegnata la nazionale, il personale impegnato nei venerdì e sabato per i servizi di movida sarà dimezzato», avverte il Siulp. Si confida che molti cominceranno a lasciare Roma per le vacanze e le località di mare. Il timore è che, però, il problema si sposterà sul litorale.

 

 


Ultimo aggiornamento: Sabato 10 Luglio 2021, 23:59
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