Variante Delta a Roma «in un caso su due». Dossier Spallanzani: è già dominante
di Lorenzo De Cicco

Variante Delta a Roma «in un caso su due». Dossier Spallanzani: è già dominante

Nel Lazio la variante Delta è già dominante. L’istituto Spallanzani ha appena terminato il primo sequenziamento del 100% dei tamponi positivi. Il risultato: la mutazione indicata con la sigla B.1.617 - la cosiddetta «indiana» - è al 50%. Di fatto, è la prima forma di Covid-19 in circolo nella regione. Una crescita esponenziale, considerando che nel report del 18 maggio questo ceppo era al 3,8% (ed era diffuso principalmente nell’area di Latina) e che già il 21 giugno i contagi Delta erano decuplicati, arrivando al 34,9% del totale.

 

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Variante Delta a Roma, il report

Ora l’ultimo balzo: la variante indiana riguarda un caso su 2. Stavolta si tratta di una fotografia esatta della situazione: per la prima volta infatti lo Spallanzani, insieme al Seresmi (il Servizio regionale per l’epidemiologia e la sorveglianza delle malattie infettive) ha analizzato la totalità dei test positivi al Covid e non più solo un campione marginale spedito dai laboratori. Il quadrante dove la Delta è più diffusa si conferma quello del litorale: nel territorio dell’Asl Roma 3, che va dal Portuense a Ostia, Fregene e Fiumicino, la mutazione B.1 è al 71,4%. Cresce anche la mutazione brasiliana, al 15,1%, mentre la forma britannica sembra ormai soppiantata dai nuovi ceppi.

 

 

 

TRASMISSIONE RAPIDA - Con la Delta a questi livelli, ha spiegato l’assessore alla Sanità di Zingaretti, Alessio D’Amato, «i contagi sono destinati a raddoppiare a breve, perché questa variante è molto più veloce nella trasmissione». Francesco Vaia, il direttore sanitario dello Spallanzani, conferma: «La Delta crescerà ancora, come ampiamente previsto e prevedibile. Ma quello che ci deve preoccupare non è la variante ma i comportamenti. I giovani devono essere i protagonisti della battaglia finale contro il Covid, vaccinandosi in massa».

 

I GIOVANI - Nel Lazio l’80% dei contagi ormai riguarda la fascia 20-29 anni, all’interno della quale solo il 18% ha concluso il ciclo vaccinale, mentre il 32% ha ottenuto la prima dose e aspetta la seconda. Il 50% non ha ricevuto alcuna vaccinazione. «Permettiamoci tutto - riprende Vaia - vacanze, viaggi, concerti, eventi sportivi, festeggiamo e facciamo anche l’amore ma assolutamente in sicurezza. Quando ci si conosce, è bene sapere se siamo vaccinati o se siamo negativi al tampone». L’altro obiettivo della campagna di queste settimane, continua il direttore dello Spallanzani, sono «i cittadini intorno ai 60 anni che fanno fatica a vaccinarsi, anche per la cattiva comunicazione su AstraZeneca.

 

 

 

 

Bisogna convincerli che il vaccino oggi è uno strumento essenziale, come dimostrato non solo dagli studi ma anche da dati empirici: si contagia più facilmente e si ammala chi non è vaccinato». Nel 97% dei casi ormai chi si infetta non è protetto o ha ricevuto solo la prima dose e aspetta il richiamo. Nel Lazio ieri è stata raggiunta quota 5,9 milioni di dosi somministrate, di fatto un adulto su due ha completato il percorso vaccinale. La Pisana conferma di poter tagliare il traguardo del 70% degli adulti vaccinati per l’8 agosto. La cosiddetta «immunità di gregge». Da quel momento in poi, secondo gli esperti del Sistema sanitario regionale, anche i contagi a trazione Delta dovrebbero cominciare a scendere. 


Ultimo aggiornamento: Lunedì 12 Luglio 2021, 01:21
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