Incendio Tmb Malagrotta, rischio diossina: chiusure e divieti in zona rossa. La mappa di municipi e strade coinvolte

Coinvolti tre municipi e tra 200 e 300 strade: niente attività didattica e ludica per 48 ore e stop al consumo di carne e vegetali nel raggio di 6 chilometri. L'ordinanza di Gualtieri

Rogo a Malagrotta, la mappa di chiusure e divieti

di Mario Landi

Scuole materne e asili nido chiusi. Divieto di consumo di alimenti animali e vegetali prodotti nella zona. Stop al pascolo e al "razzolamento" degli animali da cortile. Foraggi e cereali - sempre prodotti nell'area - banditi. Con in più la raccomandazione di tenere chiuse le finestre di casa ed evitare di praticare attività all'aperto. Il tutto per un paio di giorni. In attesa di conoscere con precisione quali conseguenze per l'ambiente avrà prodotto l'incendio nell'ex discarica di Malagrotta, il Campidoglio corre ai ripari.

 

La mappa di chiusure e divieti

Coinvolge il territorio di tre municipi - l'XI,  XII e XIII - e tra 200 e 300 strade l'ordinanza urgente firmata in via precauzionale dal sindaco di Roma Roberto Gualtieri. Le limitazioni e i divieti - per 48 ore - riguardano una porzione di città che si trova nel raggio di 6 chilometri dal Tmb interessato dalle fiamme. Quello che bisogna capire è se il rogo abbia sprigionato nell'area sostanze cancerogene quali la diossina, e in quali quantità.

L'aspetto giudiziario

Intanto una maxiconsulenza per accertare cosa abbia scatenato l'incendio è stata disposta dalla Procura di Roma che oggi ha formalmente avviato una indagine sul rogo. Tra gli obbiettivi dell'attività istruttoria, che verrà affidata anche ai carabinieri e agli specialisti del Noe, anche verificare eventuali analogie con altri incendi che hanno interessato in passato Tmb a Roma. All'attenzione degli investigatori anche il sistema antincendio presente nella discarica.

Le prime risultanze

E se per conoscere i risultati dei rilevamenti sull'aria bisognerà attendere il responso dell'Arpa atteso per i prossimi giorni, lo stesso Gualtieri ha potuto fornire in assemblea capitolna un quadro abbastanza positivo della situazione: «Abbiamo chiesto all'Arpa di installare le centraline necessarie. I primi dati relative alle centraline nell'arco di 2 chilometri e mezzo dicono che fortunatamente le polveri non indicano nessun superamento dei limiti di legge». 

Gli effetti della diossina

Una eventuale diffusione di diossina nell'aria causata dall'incendio determinerebbe enormi rischi per la salute umana, essendo ben noti gli effetti cancerogeni e neurotossici di tale sostanza sul corpo umano. Lo afferma la Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima) lanciando l'allarme su potenziali conseguenze per la popolazione. «La diossina è un inquinante organico persistente classificato dalla IARC come cancerogeno certo per l'uomo, oltre ad avere effetti neurotossici ed essere un distruttore endocrino - spiega il presidente Sima, Alessandro Miani - Il rischio aereo della diossina è limitato all'area interessata dai fumi del rogo e, in caso di nube tossica, a tutto il territorio colpito dalla ricaduta a terra dei fumi. Nel 90% dei casi l'esposizione umana alla diossina avviene per via alimentare attraverso il ciclo alimentare completo: frutta e verdura, foraggio di animali, allevamenti di animali, erbivori, carnivori di cui l'uomo si ciba. La diossina si bioaccumula soprattutto nei tessuti grassi dell'uomo e la sua emivita è piuttosto lunga: dai 5,8 anni ai 11,3 anni a seconda del metabolismo e dell'abbondanza di massa grassa. Studi effettuati nella terra dei fuochi hanno evidenziato presenza di diossina anche nel latte materno ed in quantità maggiori nelle donne più adulte che per più anni hanno assorbito ed accumulato l'inquinante tossico».

 

Gli esperti

«La via aerea di esposizione è invece limitata alla zona dell'incendio in quanto la diossina è una sostanza chimicamente pesante che tende a precipitare entro brevi distanze dal luogo di emissione in atmosfera - spiega ancora Miani - Oltre alla diossina anche altre sostanze tossiche e cancerogene come metalli pesanti e furani possono liberarsi da un rogo di rifiuti e su questo le autorità dovranno monitorare aria, suolo e acque per comprendere quali e quanti inquinanti hanno interessato l'incendio». La Società Italiana di Medicina Ambientale consiglia quindi di evitare, in attesa di analisi e dati certi, di mangiare prodotti agricoli coltivati nelle zone adiacenti la discarica di Malagrotta e carni di animali allevati nelle stesse aree. Bene evitare contatto diretto con i fumi tossici che possono contenere anche altre sostanze irritanti per le vie respiratorie e le mucose esposte.


Ultimo aggiornamento: Venerdì 17 Giugno 2022, 00:08
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