Varianti, nuova allerta: «Paura per la Gamma»
di Flaminia Savelli

Variante Delta, nuova allerta: «Paura per la Gamma (brasiliana)»

Le Asl romane già impegnate nel tracciamento dei nuovi focolai da variante Delta. Un allarme - annunciato dalla Regione Lazio la scorsa settimana - che a macchia di leopardo si è acceso in diversi quadranti della Capitale. Da via del Casaletto, dove in 91 si sono contagiati frequentando le serate organizzate in occasione delle partite del campionato Europeo. Fino a Ostia, dove il copione si è ripetuto in un noto locale del lungomare dove i ragazzi contagiati sono stati 21. Su tutti sono in corso gli accertamenti per stabilire se siano positivi anche alla variante del virus. Ma la Delta, non è l’unica mutazione che sta circolando. A confermarlo sono gli studi di classificazione condotti dall’Istituto delle malattie Infettive Lazzaro Spallanzani. Gli esperti dei laboratori sono stati infatti incaricati - lo scorso giugno - di procedere con le analisi di comparazione sulle diverse variazioni già classificate negli altri paesi europei come in Spagna e Francia. Il risultato? Nella Regione Lazio sarebbero già diversi i casi da contagio di variante Gamma.

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La nota ministeriale - Con una nota inoltrata lo scorso quattro luglio dal Ministero della Salute a tutte le regioni italiane, chiamate a eseguire appunto i test, è emerso che nel Lazio la percentuale della Gamma era già al 39%, contro il 37% della Delta. Come mostra la tabella inoltre, è nel Lazio la concentrazione maggiore di casi di “P.1”. Più nota come “brasiliana” dai primi studi, ha un potenziale maggiore di trasmissibilità e un possibile rischio di reinfezione. Difficili le indagini di tracciamento, ma la diffusione sarebbe concentrata nel centro della città. Una trasmissione dell’infezione, facilitata dall’abbassamento delle misure sanitarie come il divieto abolito delle mascherine all’esterno.ù

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Doppio binario - L’attenzione dei medici dunque corre su un doppio binario. Da una parte, su spinta della Pisana, si sta accelerando per quanto possibile sul programma vaccinale. L’obiettivo è l’immunità di gregge, da raggiungere entro la seconda settimana di agosto. Dall’altra, contenere cluster e focolai da variante. «Sappiamo ancora molto poco della variante brasiliana» spiega Antonio Magi, presidente dell’ordine dei Medici del Lazio. «Dalle informazioni che disponiamo al momento, sarebbe un’infezione con sintomi molto vicini a quelli del Coronavirus. Per il resto, non ci resta che aspettare per capire in che direzione stiamo andando con le varianti. Non siamo sorpresi che si siano affacciate - precisa - sapevamo che sarebbe accaduto. Ma dobbiamo capire che tipo di evoluzione ci sarà». Infatti, secondo gli ultimi studi ottenuti dal tracciamento, la Delta sarebbe cresciuta in maniera esponenziale nelle ultime due settimane arrivando al 57% dei nuovi positivi. La concentrazione più alta, in questo caso, era stata registrata dalla Asl Roma 3 già la scorsa settimana. Individuando quindi, come zona a più alto tasso della Delta, il quadrante della città che si allunga tra Ostia e il Portuense. Proprio dove tra lunedì e venerdì, sono poi stati confermati i focolai. Il volano, in questo caso, sarebbero state le serate di Coppa Uefa. E ora si attende il peggio nelle prossime settimane. Con la curva del contagio già in veloce risalita. Anche perché, come precisa il presidente Magi: «Il dato certo sulle mutazioni che abbiamo studiato, è che sono molto più contagiose del Covid. Questo ci impedisce, almeno per il momento, di poter fare delle previsioni a lungo termine».

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Ultimo aggiornamento: Domenica 18 Luglio 2021, 00:15
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