Roma, ultrà ed estrema destra: rischio scontri e nuovi assembramenti

di Simone Canettieri
L’attenzione è «alta», dicono dal Viminale. Il timore è che oggi al Circo Massimo a Roma si possano unire - in una miscela pericolosa - gruppi ultras, estremisti di destra e poi tassisti, partite Iva, piccoli imprenditori, magari semplici passanti. Tutti insieme, nell’arena, per protestare contro il governo, per denunciare gli effetti della coronavirus sulla vita reale. E poi magari i complotti, i vaccini, l’Europa matrigna. Insomma, un grande effetto “gilet arancioni”, ma senza il generalissimo Pappalardo. Anzi, a dire il vero rispetto alla manifestazione del 2 giugno, questa volta al ministero dell’Interno e anche alla questura di Roma serpeggiano consapevolezze diverse, per via degli organizzatori. 

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I NUMERI
Innanzitutto, i numeri: non saranno cinquemila, ma secondo fonti investigative sono attese circa 2mila persone. Comunque tante. Chi sono? In primo piano ultras ed estremisti di destra, insieme per una protesta «libera e rabbiosa» contro un governo «non eletto da nessuno, probabilmente il peggiore che la nostra amata Patria abbia conosciuto in uno dei suoi momenti più difficili». All’inizio tutto era partita dal no dei tifosi alla ripresa del campionato di calcio. Ma nel frattempo le curve si sono divise. L’iniziativa è stata partorita dal Veneto Fronte Skinhead assieme ad alcuni gruppi organizzati del Brescia e annunciata da settimane sui social dal pagina “Dalle curve alle piazze” firmata da ‘I ragazzi d’Italia”.

L’attesa è stata accompagnata da proclami di questo tipo: «Non indosseremo le mascherine, ma i passamontagna». Non ci saranno gli ultrà di Napoli e Atalanta, che hanno annunciato pubblicamente la loro assenza, e non dovrebbero esserci i gruppi organizzati di Roma, Juve, Inter e Milan. Saranno invece presenti frange estreme dei tifosi di Verona, Brescia, Lazio, Padova e altri gruppi minori, assieme ai movimenti di estrema destra, a partire da Forza Nuova. Suor Paola, tifosa biancoceleste da una vita, è preoccupata: ««Se vanno solo tifosi bene, altrimenti, se in mezzo ci deve essere altra gente che vuole fare politica, meglio che i tifosi si ritirino». Ma sarà possibile nella folla una distinzione del genere? Alla fine le bandiere dei club dovrebbero essere bandite. Al contrario di quelle di Forza Nuova, pronta a riprendersi la scena, almeno a Roma, complice anche le vicissitudini passate in queste ore da Casapound, alle prese con uno sgombero che prima o poi avverrà.

CLIMA ROVENTE
Dal ministero dello Sport sembrano tirare un sospiro di sollievo: più passa il tempo e più sfuma l’ipotesi che oggi sia il giorno del «no alla ripresa del calcio». Perché ormai la saldatura con la politica sembra far pendere la bilancia dalla parte di quest’ultima. Gennaro Montuori, meglio conosciuto come “Palummella”, per oltre 30 anni capo ultras della curva B del Napoli fa un passo indietro, per esempio. Ecco cosa dice: «Contro il Governo lo siamo un po’ tutti, perché siamo abbandonati e mai tutelati. Ma il tifo è apolitico, non ci piace aderire a queste cose perché non ci interessa».

Il clima è abbastanza rovente. Alla fine è probabile che ci sia un poliziotto per ogni manifestante, o quasi. D’altronde scenari di questo genere sono chiari al ministero dell’Interno già dalla fase 1 della pandemia: manifestazioni in piazza, movimenti sovversivi di estrema destra pronti a cavalcare l’onda del malcontento popolare causato dalla crisi economica. Non a caso ieri sulla pagina Facebook degli organizzatori si abbassavano i toni belligeranti («Niente violenza»), ma allo stesso tempo si rivendicava la bontà dell’iniziativa di chi «vuole urlare a questo governo che siamo pronti a scendere in piazza fianco a fianco di chi ha bisogno, dei più deboli, di chi non sa più come fare per mettere un piatto in tavola ai propri figli». 

L’area del Circo Massimo sarà blindata. E il centro della Capitale, tra bus deviati e strade interrotte al traffico, sprofonderà per l’ennesima volta in un film già visto: un sabato di tensione e disagi per tutti.

I sindacati dei funzionari di polizia (Anfp) sono i più preoccupati. «Il compito delle forze di polizia sarà complesso e delicato - dice il portavoce Girolamo Lacquaniti - e per questo ci auguriamo che tutti coloro i quali rivestono ruoli di responsabilità e di rappresentanza dei cittadini, sappiano modulare le loro azioni e le loro parole affinché il legittimo dissenso non degeneri in azioni criminali». Sarebbe il peggiore degli autogol. 
  

Ultimo aggiornamento: Sabato 6 Giugno 2020, 10:37
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