Tiziana morta precipitando in una grata. «Dopo 4 anni nulla è cambiato»
di Adelaide Pierucci

Roma, Tiziana morta precipitando in una grata. «Dopo 4 anni nulla è cambiato»

La grata è stata riappoggiata, l’area circoscritta alla meglio, il degrado è rimasto lo stesso. Erbacce alte bruciate dal sole, cumuli di rifiuti, passaggi pericolosi. C’è solo una targa posta dagli amici a largo San Giovanni Artigiano a ricordare che si può morire per incuria. Sulla piccola lastra il nome di Tiziana Laudani, 37 anni, morta il 9 agosto del 2016 mentre passeggiava su una strada carrabile, risucchiata dal vuoto creato da una grata divelta in un cantiere abbandonato. Un cantiere che nel progetto avrebbe dovuto ospitare giardini e parcheggi sotterranei, rimasti bloccati da dieci anni di controversie col Campidoglio.

Grata spostata, donna morì precipitando nel vuoto: a giudizio solo la ditta dei lavori

IL RICORDO
Portonaccio, però, non dimentica e a quattro anni dalla disgrazia il Comitato Beltramelli Meda lancia un appello a portare oggi un fiore nello spiazzo del degrado. Una rosa, un gladiolo, garofani e crisantemi. Anche un fiore colto dai balconi. «Là, nell’area che ci ha portato via Tiziana, c’è ancora degrado e abbandono», ha denunciato la sorella della vittima, Ombretta Laudani. «È stata solo appoggiata di nuovo la grata, il pericolo però permane. L’appello a portare un fiore avrà per noi un doppio significato: non dimenticare Tiziana e ricordare che di degrado si può morire». «A noi manca Tiziana. Ha lasciato me, i nostri genitori e un bambino che ha una forte disabilità e l’adorava. Ci aspettavamo più vicinanza. Magari una piazza decorosa e sicura in suo nome. Non si può morire camminando». A lanciare l’appello per i fiori Fabrizio Montanini, il presidente del Comitato Beltramelli Meda Portonaccio. «Per domenica 9 agosto - ha proposto - in occasione della ricorrenza della tragica morte di Tiziana, portiamo un fiore dove in un altro anniversario abbiamo inaugurato con una apposita targa ‘vialetto Tiziana Laudani’, a largo San Giovanni Artigiano». «Chi la dimentica - ha attaccato Montanini - è complice di quel disinteresse politico che sta privando da circa dieci anni i ragazzi del quartiere della loro unica piazza e che, soprattutto, ha tolto la vita a una giovane mamma».

L’INCHIESTA
Tiziana Laudani era stata risucchiata nel vuoto per nove metri di sera. Un amico magrebino si era salvato solo perché lo schianto era stato attutito dal suo corpo. In una città piena di buche, voragini, avvallamenti quella morte assurda aveva fatto scalpore. A partire da novembre però, in un’aula di tribunale a pagare per la mancata messa in sicurezza non sarà né il Campidoglio, né il Municipio ai quali dopo il fallimento della società costruttrice i patron tentarono, inutilmente, di riaffidare i terreni per la messa in sicurezza, ma un solo indagato e con l’accusa di omicidio colposo, Gianluca R., il curatore fallimentare della Sile srl, la ditta titolare del diritto di superficie. La grata, che faceva parte dell’impianto di aerazione del parcheggio mai ultimato, era stata divelta chissà da chi e ritrovata sotto al cantiere abbandonato. Per il pm Francesco Dall’Olio, titolare dell’inchiesta, sarebbe bastato un segnale di pericolo per salvare la passante o una rete metallica, come quella che ora protegge, nel degrado, l’area delle grate traballanti. 

 
 

Ultimo aggiornamento: Domenica 9 Agosto 2020, 00:04
© RIPRODUZIONE RISERVATA