Roma, Ponte di Ferro riaperto. I dubbi dei residenti: «Rischi per bici e pedoni»

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di Francesco Pacifico

I prossimi step saranno allargare la carreggiata, costruire delle nuove banchine ciclopedonali e, soprattutto, consentire il transito degli autobus. Settanta giorni dopo l'incendio che ha distrutto le passerelle esterne laterali (quelle che ospitano le canaline delle utenze) e una destinata al passaggio pedonale, ieri è stato riaperto alla viabilità il Ponte di Ferro. E in entrambi i sensi di marcia. All'inaugurazione, il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha parlato «di tempi record», volendo marcare in più occasioni la «riapertura rapida e tempestiva che ridà ossigeno a un intero quadrante». «Anche perché negli ultimi due mesi - ha aggiunto l'assessore ai Trasporti, Eugenio Patanè - la circolazione delle auto tra i quartieri Ostiense e Marconi era andata in tilt, creando anche ripercussioni sul versante di Portonaccio e di Monteverde». Una velocità nel ripristino dell'opera che però si scontra con i malumori dei residenti. I quali sono preoccupati perché rispetto al passato è disponibile soltanto un marciapiede pedonale, mentre resta chiusa la pista ciclabile sulla banchina del Tevere, collocata proprio sotto il Ponte di Ferro. «Per noi è una cosa inaccettabile se si pensa che in tanti si muovono in bicicletta anche per andare al lavoro», dice Stefano Casini di Salvaciclisti.

COLLABORAZIONE
Le prime auto hanno attraversato l'infrastruttura intorno a mezzogiorno e il Comune ha anche deciso di collocare una pattuglia della polizia municipale all'altezza di via Pacinotti per evitare il passaggio di mezzi sopra le tre tonnellate e mezzo. Come il sindaco, anche l'assessore ai Lavori pubblici, Ornella Segnalini ha rimarcato «il lavoro senza sosta per riaprire il ponte. Abbiamo tutti collaborato per accorciare i tempi: vigili del fuoco e carabinieri ci hanno subito indicato come muoversi con la Procura per chiedere il dissequestro, mentre siamo riusciti a farci consegnare la relazione dei periti sulla stabilità del Ponte di Ferro il 3 dicembre, mentre era attesa in un primo tempo per il 20».

Nonostante le alte fiamme che avvolsero le arcate nella notte tra il 2 e il 3 ottobre - a quanto per lo scoppio di un fornello - il fuoco non ha compromesso la stabilità del cavalcavia costruito nell'Ottocento in acciaio. Non a caso le autorità competenti - il Simu e la Sovrintentendenza capitolina - hanno dato il via libera, dopo che i test su alcuni campionamenti hanno dimostrato che il metallo non veniva compromesso neanche ad alte temperature. Di conseguenza, per riattivarlo, sono stati necessari una nuova asflaltatura della carreggiata e il montaggio di alcune placche d'acciaio.

Ma i lavori sul Ponte di Ferro vanno avanti. «Adesso vogliamo guardare avanti per risolvere i problemi storici», ha fatto sapere il sindaco. Intanto sarà montato a breve un parapetto per la sicurezza degli automobilisti. L'assessore Segnalini ha già aperto un tavolo con la sovrintendenza capitolina per aumentare il carico dei veicoli che possono attraversarlo, compresi gli autobus. Per farlo bisognerà allargare la carreggiata, eliminando i due marciapiedi pedonali, e parallelamente costruire una passerella all'esterno o sotto il cavalcavia per il passaggio di pedoni e ciclisti. La progettazione è già partita, mentre i costi sostenuti dell'operazione - sotto la soglia di gara - potrebbero permettere all'amministrazione di affidare i lavori in via diretta, senza dover lanciare le gare. In ogni caso ci vorrà almeno un anno.


Ultimo aggiornamento: Martedì 14 Dicembre 2021, 08:54
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