Covid a Roma, piazze off limits ma stretta a metà: luoghi affollati non vietati, solo transenne

Video
di Lorenzo De Cicco

Le piazze della movida di Roma non saranno chiuse, ma semi-chiuse. Al centro i vigili urbani srotoleranno i nastri gialli, per impedire adunate superaffollate, ma tutt'intorno si potrà passeggiare. Alla Pisana, dove pure serpeggia più di una preoccupazione per l'impennata dei contagi Covid, c'è chi, come l'assessore alla Sanità, Alessio D'Amato, vorrebbe il coprifuoco alle 23 in tutta la penisola, Lazio compreso, ma il governatore Nicola Zingaretti un'ordinanza regionale, per ora, non la firma. Attende di capire quali saranno le mosse del governo. Di cui, del resto, è azionista di rilievo, come segretario dem.

Covid nel Lazio, «Ospedali, a breve stop alle cure». La Regione: mancano rianimatori

Coprifuoco in Campania e Lombardia. Piemonte interviene su shopping e scuola, a Torino stretta sulla movida


I CONTAGI
Gli esperti della sanità regionale spingono per la stretta, da giorni. I contagi nel Lazio corrono (ieri nuovo record: 1.224 casi, 625 a Roma). Il sistema degli ospedali rischia di collassare nel volgere di poche settimane, se la curva dell'epidemia non rallenta. Nei reparti potrebbero esaurirsi i posti letto, tra un mese scarso. Già adesso non si trovano medici a sufficienza per le terapie intensive: mancano 176 rianimatori, come ha scritto la Regione ieri in una lettera spedita al Ministero della Salute. L'allerta è alta, anche se per ora, sulle chiusure, prevale un approccio soft, di compromesso.

Covid, positivo il 14% dei casi testati. Il Cts: serve la Protezione civile

Covid a Napoli, chiusi 2 ristoranti: trovati 120 invitati che festeggiavano comunioni e battesimi


Come per la movida. Il Viminale ha chiarito che prefetti e sindaci, d'intesa con le Asl, possono interdire l'accesso dei luoghi dove lo sballo notturno si fa più caotico e diventa ingestibile. Una giostra arruffata, dove le distanze di sicurezza sono un miraggio. Alcune città, per esempio Bari, hanno già disposto la chiusura a tappeto delle piazze più frequentate. A Roma la stretta è a metà. Le piazze non chiuderanno del tutto: una parte sarà interdetta, con le transenne della Municipale a impedire il passaggio, ma accanto si potrà transitare. Lo ha deciso ieri il Comitato provinciale per l'ordine pubblico convocato dal prefetto Matteo Piantedosi. Un vertice a cui ha partecipato la sindaca di Roma, Virginia Raggi, favorevole alla linea attendista. Da questo fine settimana, quindi, nelle piazze solitamente più movimentate, arriveranno i nastri dei vigili che delimiteranno i «corridoi» all'interno dei quali il passeggio sarà consentito, ma senza fermarsi per formare capannelli. Dove? Da Trastevere a Campo de' Fiori, a San Lorenzo. Le manovre di contingentamento partiranno alle 21, l'orario oltre il quale non è consentito sostare davanti ai locali. Poi dalla mezzanotte, giù la serranda per tutti, come da dpcm.

Dpcm, i ristoratori di Roma: «Si rischiano perdite da 300milioni e 70mila posti di lavoro in meno»


Sempre che alla Pisana non prevalga, alla fine, la linea della prudenza caldeggiata dall'assessore D'Amato. Col coprifuoco alle 23. «Con questo ritmo di crescita dei ricoveri e dei pazienti in terapia intensiva - ha detto D'Amato al Messaggero - il sistema ospedaliero non regge. Ciò che ha fatto la Lombardia, lo dovremo fare in tutta Italia. Con questa tendenza di incremento dei numeri, altro che lockdown a Natale, dovremo intervenire molto prima». I tecnici dell'assessorato alla Sanità sono dello stesso avviso. La fase «preparatoria», di valutazione, per un'ordinanza è partita. Ma la decisione finale spetta naturalmente al presidente Zingaretti. Il quale, spiegano nel suo entourage, non ha firmato nulla. Anche se, in tempi di pandemia, quello che vale oggi, potrebbe cambiare domani, se i contagi saliranno ancora.
L'ALLERTA
Il presidente dell'Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi, è convinto che sarebbe stato «meglio chiudere interamente le piazze, ma ancora più utile, adesso, sarà controllare i luoghi dove la movida si sposterà. D'estate le discoteche erano chiuse e in migliaia si sono riversati davanti ai bar o nei parchi». I contagi nel Lazio sono tanti, ma il rapporto tra positivi e tamponi, spiega Magi, «è basso rispetto ad altre zone d'Italia, al 5%. Anche perché siamo la regione che fa più test, in proporzione agli abitanti». Oltre 21mila tamponi ieri. «Significa che per ora siamo in grado di tracciare i positivi, ma alcuni iniziano a sfuggire al controllo». A questo servono i divieti.

 


 


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 21 Ottobre 2020, 06:10
© RIPRODUZIONE RISERVATA