Roma, ospedali al collasso: primi prefabbricati per ospitare i malati

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di Flaminia Savelli

Nel piazzale dell’ospedale Grassi, a Ostia, ne hanno allestiti due: uno per il triage, l’altro per i colloqui. Al Sant’Eugenio, all’Eur, invece ospita i casi sospetti Covid: così per allargare la rete dei servizi essenziali, in carenza di spazi, gli ospedali si sono organizzati con i prefabbricati. I “lavori” sono terminati la scorsa settimana dopo l’ondata incontenibile di contagiati che ha travolto le strutture sanitarie della Capitale.

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Con l’ordine, dalla Regione Lazio di attivare 5.300 posti da destinare ai positivi al coronavirus. E per convertire i letti negli ospedali è stato necessario chiudere padiglioni, reparti, sale visita e sale d’attesa oggi trasformate in stanze. Durante il picco della seconda ondata infatti, la pressione è stata tanto forte che anche le ambulanze sono state utilizzate come “ambulatori” dai medici che visitavano a bordo i pazienti in attesa del ricovero. A quel punto, è scattato anche l’ordine di attrezzare i piazzali degli ospedali con le strutture mobili. Una soluzione adottata lo scorso marzo, quando l’esercito aveva montato le tende da campo al San Filippo Neri. Dove, già dall’inizio del mese di ottobre, sono state subito riattivate per non bloccare le ambulanze con i pazienti in attesa di ricovero. 

Un soluzione dunque necessaria per alleggerire la pressione sia sulle strutture ospedaliere che sulle ambulanze. E in affetti negli ultimi due giorni non è stato registrato nessun blocco dei mezzi del 118. Con le strutture mobili allestite e attivate in diversi ospedali. Dal Grassi di Ostia, al Sant’Eugenio all’Eur. In alcuni casi vengono utilizzate per separare i pazienti Covid da quelli con altre patologie. Come all’ospedale di Palestrina dove i pazienti non contagiati vengono destinati negli spazi del prefabbricato, all’esterno della struttura ora interamente riconvertita in Covid. Ancora al San Camillo, sono stati terminate ma ancora non operative, altri due strutture come sala visite parenti. Al Sant’Andrea invece, i tre prefabbricati ospitano già 10 pazienti: un “mini reparto” per i contagiati.

Ancora a Bracciano, all’ospedale Padre Pio, dove il reparto di Prima osservazione è stato trasferito nella struttura esterna. Mentre la corsa del virus sembra rallentare. Secondo il bollettino regionale, ieri a Roma sono stati 1470 i nuovi casi, tre in più rispetto a giovedì. In calo anche i dati regionali: su quasi 27 mila tamponi nel Lazio (-632 rispetto al giorno prima) si registrano 2667 casi positivi (-30). Sono invece 41 i decessi, 20 in meno, con 421 i guariti in più. Rimane sotto al 10% il rapporto tra i positivi. Resta comunque alta l’allerta soprattutto nelle Rsa: è stato registrato un altro cluster presso la casa di riposo “La Francescana” ad Anzio. Con 19 casi positivi tra anziani e operatori sanitari, tutti asintomatici che non verranno trasferiti. Mentre è stato accolto il ricorso della clinica San Raffaele per essere riaccreditata nel sistema sanitario.
 


Ultimo aggiornamento: Sabato 21 Novembre 2020, 00:10
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