Ristoranti e bar, da oggi consumo anche all'interno ma con metà capienza. «E le pedane restano»
di Flaminia Savelli

Ristoranti e bar, da oggi consumo anche all'interno ma con metà capienza. «E le pedane restano»

Doppi turni, orario no stop e servizio all'interno dei locali: da questa mattina bar e ristoranti della Capitale tornano alla normalità. Almeno in parte. Perché per il servizio interno che riprende oggi dopo tre mesi di sospensione, i gestori dovranno comunque preoccuparsi di far rispettare le norme anti Covid.

Nello specifico: mantenere il metro di distanza tra un tavolo e l'altro, l'uso della mascherina non obbligatoria quando si sta seduti e infine la lista dei clienti da contattare in caso di contagio. Per le attività della ristorazione si tratta comunque della vera ripartenza. La spinta economica che macinerà anche posti di lavoro: «Sul tavolo ci sono in ballo 10mila assunzioni tra camerieri, baristi e cuochi» precisa Claudio Pica, presidente di Fiepet Confesercenti di Roma e Lazio. I primi della lista che verranno chiamati sono i dipendenti in cassa integrazione. Seguiranno poi gli stagionali. Si tratta di un passaggio delicato per consentire la ripresa ma non senza difficoltà: molti, soprattutto tra i lavoratori stagionali costretti a casa per la pandemia, si sono reinventati.

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«Non dimentichiamo che bar e ristoranti sono stati chiusi per mesi. I titolari - spiega Pica - non hanno avuto alternative e hanno lasciato a casa i dipendenti». Che nei mesi hanno trovato altre occupazioni diventando fattorini o riders. «Ora dobbiamo formare nuovo personale e ne abbiamo bisogno più che mai. La maggior parte dei locali si è organizzato con spazi esterni e quindi almeno fino al prossimo dicembre, si lavorerà sia all'interno che all'esterno tirando al massimo il lavoro per rientrare sulle ingenti perdite» dice ancora il presidente Pica.
GLI INCASSI
Intanto il bilancio, dopo la ripresa dello scorso 26 aprile, ha segnato un incremento di 6 milioni di euro a settimana. Ora però si punta al raddoppio già dalla prima settimana di ripresa. «C'è da tenere conto di tutto il lavoro della fascia mattutina, quello nei bar soprattutto» dice Sergio Paolantoni presidente della Fipe-Confcommercio di Roma. Perciò l'obiettivo è quello di incassare 12 milioni di euro.


Nel maxi incasso, rientrano anche le 5mila attività che erano rimaste fuori dal decreto Riaperture bis. In sostanza, tutti quei locali che non hanno avuto la possibilità, per motivi di spazio, di occupare il posto all'esterno. Intanto tra pedane e gazebo, nel 2021 sono stati 65mila i metri quadrati in più di occupazione di suolo pubblico.
«Tutte le concessioni sono valide fino al prossimo 31 dicembre - sottolinea Paolantoni- ciò significa che dal primo gennaio, chi non avrà proceduto con una richiesta, dovrà liberare marciapiedi e strade. A chi invece, verrà accordata dovrà pagare». Un fronte, quello dell'occupazione di suolo pubblico, che si aprirà comunque non prima del prossimo anno. Intanto baristi e ristoratori si preparano ad affrontare la stagione della ripresa: «L'ultimo nodo da sciogliere è sul coprifuoco. Pensiamo soprattutto per i pub e i cocktail bar, gli ultimi rimasti fortemente penalizzati dalle misure anti Covid ancora in vigore» conclude il presidente Fipe-Confcommercio.
flaminia.savelli@ilmessaggero.it

 


 


Ultimo aggiornamento: Martedì 1 Giugno 2021, 08:01
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