Roma, vie dello shopping a numero chiuso: «O sarà zona rossa»

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di Camilla Mozzetti

Un piano operativo ancora non c’è ma è chiaro l’obiettivo che si vuole raggiungere entro giovedì sera per scongiurare lo scenario peggiore, ovvero quello di decretare una zona rossa. Al comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza in Prefettura che si è tenuto ieri pomeriggio in video conferenza, la Regione - per voce dell’assessore alla Sanità Alessio D’Amato - è stata chiara: «O si interviene oppure bisognerà optare per la soluzione più drastica».

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Il nodo da sciogliere però è capire come fare per evitare folle e assembramenti anche all’aria aperta perché l’ultimo Dpcm del governo stabilisce una forte raccomandazione a limitare gli spostamenti ma non dispone, ad esempio, divieti sulla circolazione delle persone.
Vero anche però, come ravvisato dalla Prefettura nell’ultimo weekend, che scene sul modello di quelle che si sono verificate a via del Corso o sul litorale di Ostia non possono essere replicate. È una questione di pubblica sanità e di tutela di tutte le persone. Motivo per cui l’ipotesi al vaglio del prefetto Matteo Piantedosi e delle forze dell’ordine, di concerto con Campidoglio e Pisana, è quello di mettere in pratica dei moduli di contenimento dinamici e appropriati alle diverse situazioni. 

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Lo scenario


Il che significa valutare le zone - dal Centro appunto con le vie dello shopping alle aree limitrofe fino al litorale, parchi e ville comprese - e gestire di volta in volta a seconda dello scenario che si potrebbe prefigurare, gli eventuali flussi di persone che potrebbero uscire anche nel prossimo fine settimana, considerata la chiusura dei centri commerciali e le temperature previste: cieli tersi e sereni con almeno 20 gradi attesi tra sabato e domenica. Il vertice di ieri pomeriggio nel quale si sono elencate e fotografate le varie criticità sulla base di quanto accaduto nell’ultimo fine settimana, è stato aggiornato a giovedì perché da oggi si aprirà un tavolo tecnico in Questura con tutti gli attori coinvolti per delineare i modelli operativi che entreranno in vigore a partire da venerdì. Modelli che appunto non dovrebbero prevedere chiusure “tout-court” ma moduli di contenimento (e non di contingentamento) da far scattare a seconda delle situazioni. 


I modelli


A titolo esemplificativo: se sabato o domenica prossima le vie del Centro dovessero riempirsi come accaduto nello scorso weekend, i flussi potrebbero essere dirottati su altre strade per permettere così la circolazione senza “ingolfare” un’unica strada attuando un modulo di contenimento diverso magari da quello che potrebbe invece scattare in altre zone. Gli scenari sono diversi così come le soluzioni che si intendono mettere in pratica. Si sta ragionando anche in ottica trasporti pubblici.

Nel novero delle zone calde ci rientra anche il quartiere Prati, l’area intorno a via Cola di Rienzo o i lungotevere considerato il piano già in essere sulla semi-chiusura di piazze come piazza Trilussa o Campo de’ Fiori. È un po’ il modello-movida, sperimentato già da quest’estate a tenere banco: non chiusure preventive, ma laddove se ne crei la necessità. Poi c’è il tema dei controlli, che vanno rinforzati: in arrivo un’ulteriore stretta su chi passeggia senza mascherina, in base anche all’ordinanza del Lazio che è più stringente anche delle norme nazionali. Un compito che spetterà alla forze dell’ordine ma che dovrà vedere i vigili in prima linea. 


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 11 Novembre 2020, 11:30
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