Rifiuti Roma, Ama taglia il porta a porta. A Boccea, Giustiniana, Prima Porta e Cesano da gennaio tornano i cassonetti

«Il servizio costa troppo». La svolta indicata nel prossimo piano industriale che sarà illustrato lunedì

Rifiuti, il Campidoglio ci ripensa e Ama taglia il porta a porta. «Il servizio costa troppo»

di Francesco Pacifico

Una piccola anticipazione sul tema l’ha data tre giorni fa il presidente di Ama, Daniele Pace, intervenendo in commissione Bilancio del Comune. Il «porta a porta - ha spiegato - è una modalità utile, ma costa di più di quella su strada, quindi esiste una contraddizione tra il voler diminuire la Tari e il voler aumentare il porta a porta». Ma nel prossimo piano industriale - sarà presentato già lunedì in Campidoglio - la municipalizzata inizierà a mettere nero su bianco questo proposito: si va verso una prima riduzione della raccolta dei rifiuti a domicilio, con il ritorno (per quanto in chiave più tecnologica) dei cassonetti stradali per i diversi materiali. Con il risultato che nei prossimi quattro anni, la popolazione romana servita con questa modalità dovrebbe scendere dall’attuale 30 al 20 per cento. 

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I secchioni, già dall’inizio dell’anno prossimo, dovrebbero tornare sulle strade di alcuni quartieri più periferici di Roma Nord: Boccea, Casalotti, Maglianella, Tragliatella, Prima Porta, Borgo di Cesano, nei pressi di via della Giustiniana. Mentre è sicuro che l’attuale sistema dovrebbe restare intatto nel V e nel IX Municipio. Dopo il fallimento del porta a porta a Monti, per il Centro si guarderà all’introduzione di isole ecologiche come già avvenuto a Borgo Pio, anche perché le aree con le stradine più strette rendono più complesse e lunghe le attività di raccolta palazzo per palazzo.


Per la cronaca, già i precedenti vertici di Ama avevano frenato sul porta a porta. L’attività negli ultimi anni è stata rimodulata, se non ridotta, a Settebagni, a Colli Aniene o al Torrino. Anche perché questo tipo di ritiro comporta un costo del 75 per cento in più per ogni tonnellata ritirata, un maggiore impegno dei lavoratori, forti sforzi per controllare che i residenti inseriscano in modo corretto nei bidoncini i diversi materiali. Senza dimenticare che l’aumento dei costi dell’energia e un consistente calo della domanda da parte della Cina ha reso meno remunerative, nell’ottica dell’economica circolare, le attività per riciclare carta, plastica o ferro. 
Roberto Gualtieri, nelle vesti di commissario straordinario, ha inserito nel suo piano dei rifiuti l’obiettivo di portare la raccolta differenziata dall’attuale 45,2 per cento al 65 nel 2030 e al 70 nel 2035. E da questi livelli Ama non ha certo intenzione di derogare. Da qui l’intenzione di sostituire il Pap con isole ecologiche o con le cosiddette Domus, i cassonetti intelligenti che si aprono soltanto strisciando un badge sul lettore e capaci con i loro sensori di controllare che gli utenti abbiano correttamente separato i diversi materiali. 

 


LE ALTRE CAPITALI
Al riguardo Pace era stato chiaro mercoledì scorso in commissione Bilancio: «Che il porta a porta sia l’unico modo per aumentare la differenziata esistono opinioni e realtà differenti. In molti capitali europee non è l’unica modalità conosciuta di raccolta dei rifiuti». Per poi aggiungere: «Il porta a porta va reingegnerizzato. Abbiamo il 30 per cento di cittadini serviti con questa modalità ma si trovano in località spesso difficilmente raggiungibili. In alcuni posti abbiamo il rifiuto del porta a porta da parte dei cittadini mentre in altre c’è maggiore richiesta e anche utilità. L’importante è riuscire ad aumentare la differenziata, farlo col porta a porta o altri strumenti è secondario dal punto di vista della priorità».


Ieri, poi, il Cda della municipalizzata ha rinviato il via libera all’acquisto del terreno di Santa Palomba (valore dell’operazione 7,5 milioni di euro), dove la giunta Gualtieri vuole costruire il termovalorizzatore che a regime lavorerà 600mila tonnellate all’anno. A quanto pare, l’azienda ha deciso di fare ulteriori approfondimenti sulle dimensioni del sito e sull’accessibilità stradale, ma l’acquisizione dovrebbe slittare soltanto di una settimana. Intanto si rafforzano le voci dello sbarco in via Calderon de La Barca come nuovo direttore del personale di Antonio Migliardi, che ricopre lo stesso ruolo in Invitalia.
 


Ultimo aggiornamento: Sabato 1 Ottobre 2022, 11:31
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