Stabile occupato a Roma, elemosiniere del Papa riattiva la luce. Salvini: «Ora paghi le bollette arretrate»

Ha staccato i sigilli del contatore e ha riacceso la luce nel palazzo occupato da 450 persone in via di Santa Croce in Gerusalemme (Spin time Labs) nonostante le bollette non siano state pagate e gli occupanti rimangano morosi. A staccare i sigilli è stato l'elmeosiniere del Papa, Konrad  Krajewski, che ieri è andato nel palazzo occupato a portare doni e cibo. «Sono intervenuto personalmente, ieri sera, per riattaccare i contatori. È stato un gesto disperato. C'erano oltre 400 persone senza corrente, con famiglie, bambini, senza neanche la possibilità di far funzionare i frigoriferi» ha detto il cardinale elemosiniere Krajewski, "braccio" caritativo di Papa Francesco per i casi di disagio. «Non l'ho fatto perché sono ubriaco», ha aggiunto Krajewski.  «Dall'elemosiniere un gesto di umanità, è consapevole delle conseguenze» fanno sapere fonti del Vaticano

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Salvini: ora paghi le bollette arretrate. «Conto che l'elemosiniere del Papa, intervenuto per riattaccare la corrente in un palazzo occupato di Roma, paghi anche i 300mila euro di bollette arretrate». Il leader della Lega Matteo Salvini interviene così, a un comizio elettorale a Bra (Cuneo), sul caso del palazzo ex Inpdap di Roma e sul gesto del cardinale polacco Konrad Krajewski. «Penso che voi tutti, facendo sacrifici le bollette le pagate - dice rivolgendosi ai presenti -. Se qualcuno è in grado di pagare le bollette degli italiani in difficoltà siamo felici...».
 
 

Condomini stupiti. «Siamo increduli, quello che è successo la scorsa notte è qualcosa di incredibile, Non possiamo altro che ringraziare il cardinale». Esordisce così Paolo Perrini, presidente di Spin Time, l'associazione del palazzo Ex Inpdap occupato in via Santa Croce di Gerusalemme a Roma, commentando l'iniziativa dell'elemosiniere del Papa, il cardinale polacco Konrad Krajewski, che, sabato sera ha riallacciato personalmente la corrente elettrica staccata per morosità e assumendosi in piena consapevolezza la responsabilità del gesto. «Il cardinale, che già in passato è stato nostro ospite perché viene a prendersi cura di anziani, malati e bambini che vivono nella struttura - ricostruisce quanto accaduto Perrini -, era arrivato nel pomeriggio di ieri, verso le 17, a bordo di un furgone carico di regali per i più piccoli. Sapeva che eravamo da tre giorni senza corrente. Appena giunto ha chiamato al telefono in prefetture e al Comune di Roma chiedendo di riattivare, entro le 20, l'energia elettrica altrimenti lo avrebbe fatto lui stesso. E così è stato. Alle 20:15 circa, il cardinale è tornato, ci ha spiegato che era competente di energia elettrica perché prima di prendere i voti, in Polonia, aveva lavorato nel settore, ha di nuovo chiamato le autorità cittadine per esplicitare il suo intento, poi si è calato nella buca dove c'è il nostro impianto di media tensione, ha attuato una serie di manovre, come si usa nel gergo tecnico, e la luce è tornata. Non so bene come abbia fatto, ma lo ha fatto». La corrente è stata riattivata attorno alle 22, ma immediatamente la società elettrica che gestisce l'infrastruttura si è accorta dell'anomalia ed è giunta sul posto scortata da alcune camionette della polizia. Gli occupanti, al grido di «senza luce non si vive», hanno presidiato in massa la cabina elettrica fino alle 3 di notte circa, quando le forze dell'ordine hanno abbandonato lo stabile. Per domani lunedì 13 maggio, è stata indetta un'assemblea pubblica a Spin Time, per spiegare l'accaduto. «Ci sarà anche un rappresentante del Vaticano» assicura Paolo Perrini.

 

Nonostante l'intervento della polizia, non è stato possibile rimettere i sigilli alla cabina elettrica.  Il debito accumulato dal 2013 sembra che ammonti a oltre 300mila euro e il Campidoglio  ha già fatto sapere che non salderà le bollette della luce arretrate. Spin Time Labs è la ex storica sede dell’Enpas e poi dell’Inpdap occupata abusivamente dal 2013.

Gi occupanti avevano fatto un appello: «Siamo senza acqua e luce da tre giorni. Qui vivono 420 persone (tra cui 98 minorenni) e ci sono 25 realtà culturali. Ma non sarà certo il buio a fermarci. Questo è un'appello alla città di Roma»: così, in una nota, dicevano gli attivisti di SpinTime Labs tra quanti occupano lo stabile ex Inpdap di via Santa Croce di Gerusalemme 55, incitando alla partecipazione «con torce e ogni fonte di luce possibile ad una serata a sostegno di chi si fa strada tra il buio creato da chi alimenta odio, razzismo e disparità».

Oggi all'interno ci sono anche un'osteria, un laboratorio di birra artigianale, una falegnameria, una sala prove e «un punto di approdo, aperto a tutti, attento ai giovani, agli ultimi e ai più bisognosi». 



 
Domenica 12 Maggio 2019, 14:10
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