Movida violenta a Roma, il prefetto Piantedosi: «C'è un'energia esplosiva»
di Lorenzo De Cicco

Movida violenta a Roma, il prefetto Piantedosi: «C'è un'energia esplosiva, col coprifuoco alle 23 più gente in giro»

Prima una bomba carta scagliata contro i vigili urbani. Poi le coltellate tra 20enni a San Lorenzo, rione principe dello sballo notturno della Capitale, qualche minuto dopo le 23, all'avvio del coprifuoco, mentre a centinaia tutt'intorno erano ancora in giro. Un filotto di violenze che non fa presagire molto di buono per le settimane a venire, in questa estate che deve convivere con l'ultima coda delle restrizioni Covid.

Il prefetto di Roma, Matteo Piantedosi, smorza i toni, invita alla calma: «La risposta delle forze dell'ordine è stata tempestiva, l'episodio di San Lorenzo è drammatico, ma l'aggressore è stato rintracciato e fermato nel volgere di pochi minuti, peraltro in una giornata in cui gli agenti erano già stati impegnati in diverse manifestazioni.

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Insomma, lo Stato è presente». Ma c'è una riflessione di fondo che va affrontata, oltre il singolo episodio di rabbia feroce. «La mala-movida - ragiona Piantedosi - c'è sempre stata, ma il timore è che stavolta abbia inciso il periodo di contenimento, sembra quasi che ci sia un'energia che è stata contenuta e che è pronta a esplodere. È una suggestione, non è qualcosa di misurabile, anche per questo dobbiamo stare più attenti e raccomandare ai cittadini di essere ancora più responsabili. Perché questo è il problema da gestire nelle prossime settimane».
Va amministrata la voglia di tornare alla normalità, anche in anticipo rispetto allo scadenzario del governo. È un impulso che dopo un anno e mezzo di pandemia affiora in tutta la sua urgenza, soprattutto tra i giovanissimi, schiacciati tra la Dad e le chiusure. «Di notte si vede molta più gente in giro, non c'è dubbio - riprende il prefetto di Roma - ma episodi come quello di San Lorenzo sono ingiustificabili in qualsiasi contesto; sferrare 9 coltellate, che avvenga a mezzanotte o a mezzogiorno, è una violenza barbara, non è qualcosa che può essere messo in correlazione col coprifuoco». C'è un pezzo d'Italia che già si sente in zona bianca. Piantedosi lo sa. «Sicuramente molte persone, con la bella stagione, aspirano a tornare alla vita normale, ma questo è un desiderio che accomuna tutti. Attenzione però a non fare commistioni, altrimenti si rischia di creare una sorta di giustificazione per comportamenti inaccettabili».


Come se ne esce? Per chi non collabora, spiega Piantedosi, ci sono le multe. Salate: da 400 fino a mille euro per chi se ne infischia dello stop notturno. «Se una legge c'è e non viene rispettata, non c'è dubbio che questo accada, è perfino banale dirlo». Ma pensare di gestire una fase così delicata staccando verbali dal blocchetto, aggiunge, sarebbe un abbaglio. «Senza la collaborazione dei cittadini abbiamo qualche difficoltà, quantomeno a prevenire. A intervenire in repressione, in reazione, ci riusciamo benissimo, anche in una città complicata come Roma. Ma la collaborazione delle persone è fondamentale. Serve una risposta spontanea, responsabile, dei cittadini, per isolare i fenomeni peggiori».

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Si può delegare tutto all'auto-disciplina? Naturalmente no. «Raffineremo il nostro dispositivo», promette Piantedosi. Lo schema è quello della chiusura delle piazze della movida, transenne a tempo, per tagliare le gambe agli assembramenti fuori controllo. «Andremo avanti per tutta l'estate, è un modello che ha funzionato nella prima parte della pandemia, che non è finita».

 


 


Ultimo aggiornamento: Martedì 25 Maggio 2021, 10:58
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