Roma, stretta sui monopattini: casco obbligatorio e vietate le consolari
di Lorenzo De Cicco

Roma, stretta sui monopattini: casco obbligatorio e vietate le consolari

Il regolamento allo studio del Campidoglio: subito l’ok in Aula e divieti al via da febbraio. In Centro sosta solo negli stalli ad hoc

Casco obbligatorio, consolari vietate, stop alla sosta selvaggia, almeno in Centro storico a Roma, dove i monopattini si potranno parcheggiare soltanto negli stalli riservati. Il Campidoglio prepara un regolamento per i bicicli elettrici che, a 18 mesi dal debutto sulle strade dell’Urbe, continuano a moltiplicarsi, oggi sono oltre 16mila, e soprattutto per l’eccessiva libertà di manovra di certi utenti, e una buona dose di inciviltà, stanno diventando un problema. Serve una stretta. Arriverà in tempi brevi, anche sulla scia dell’ultimo incidente mortale, due notti fa sulla Colombo, quando un 48enne della Garbatella è morto, colpito in pieno da un’automobile che, secondo i primi testimoni sentiti dai vigili, passava col verde.

 

 


Il caso ha voluto che poche ore prima dello schianto, l’argomento fosse all’ordine dei lavori dell’Assemblea capitolina. Era calendarizzata una mozione presentata da Fratelli d’Italia, che preme per nuovi divieti da almeno un anno, richiesta sempre ignorata dall’ex giunta di Virginia Raggi. Col Pd invece sembra esserci intesa. Il presidente della Commissione Mobilità del Comune, il dem Giovanni Zannola, infatti ha chiesto ai meloniani di ritirare l’atto, che è stato stralciato, con la promessa di produrre a stretto giro un testo condiviso. Spiega proprio Zannola: «Una regolamentazione comunale non è più rinviabile. Pensiamo al casco obbligatorio e a una limitazione della sosta, per evitare che i monopattini vengano parcheggiati ovunque, sui marciapiedi, creando problemi al passaggio di tutti e in particolare dei non vedenti». I tempi? «Rapidi. Entro questo mese vogliamo votare in Aula un atto di indirizzo, poi le regole potrebbero scattare per febbraio del 2022, in modo da permettere alle ditte dello sharing di attrezzarsi». Il cronoprogramma piace ai Fratelli d’Italia. «Quando battevamo su questo tasto con la Raggi siamo stati sostanzialmente trascurati. Ora, con la nuova amministrazione, sembra che ci sia la volontà di lavorare insieme sull’argomento. E senza continui rimandi».

 

MONOPATTINI, ZONE VIETATE

 

Insomma, è questione di tempo. Entro tre mesi, per montare sulle pedane-eco sarà necessario allacciare il casco, come ha già deciso di fare a Firenze il sindaco Nardella. Ieri, primo giorno dell’ordinanza, sono state staccate le prime multe, non tante, una decina. A Roma, oltre al dispositivo di protezione, si pensa a una riforma più articolata. Per esempio col divieto di transito sulle strade di grande scorrimento: la Colombo, ovviamente, dov’è avvenuto l’incidente dell’altra notte. Ma anche la Pontina, la Tuscolana, la Tiburtina, l’Aurelia, la Portuense. Per mettere in atto il divieto, le opzioni sono due. La prima, vecchia scuola, è il blocchetto dei vigili urbani: se le pattuglie sorprendono qualcuno a sfrecciare sulle grandi strade, compilano il verbale. Ma potrebbe esserci un’alternativa tecnologica, decisamente meno dispendiosa dal punto di vista del personale da impiegare nei controlli: i colossi dello sharing potrebbero modificare i monopattini, per fare in modo che in certe zone, rallentino fino a fermarsi.

 

 

 


I numeri degli incidenti del resto impressionano: 15 al mese, vale a dire 176 dal maggio del 2020, quando Raggi ha firmato i primi contratti con le ditte del settore, a giugno 2021, secondo un report della Municipale. Che solo in Centro storico ha staccato oltre 800 multe. Gli illeciti più diffusi, in base alle regole già in vigore oggi: il trasporto non consentito del passeggero (insomma, a bordo erano in due), parcheggi nelle aree già oggi vietate e mancato uso del casco, che è obbligatorio per i minorenni.
Eugenio Patané, l’assessore alla Mobilità di Gualtieri, è convinto che «per i monopattini vada rivisto il sistema complessivo. Parliamoci chiaro: è finita la “fase 1”, quella necessaria a far capire ai romani che sui trasporti c’è bisogno di un cambio comportamentale e che lo sharing è una risorsa e un’alternativa all’auto privata. Ma ora c’è bisogno di una regolamentazione, il monopattino dev’essere il mezzo dell’ultimo miglio, non per avventurarsi per chilometri sulle grandi strade. Lavoreremo per definire nuovi criteri di sicurezza e nuove norme in tempi rapidi».

 


Anche la politica nazionale è in pressing. Patrizia Prestipino, deputata del Pd, è intervenuta ieri. Raccontando di avere assistito alla scena dell’incidente della Colombo. «Terribile - ha scritto - Però mi chiedo se sia possibile che si possa transitare in monopattino, in sostanza nudi, senza alcuna protezione, su una strada ad alto scorrimento come la Colombo. Là dove non arriva il buon senso, deve arrivare però la legge. Che non sempre arriva…». Ora però il Campidoglio si è messo in moto.


Ultimo aggiornamento: Venerdì 3 Dicembre 2021, 08:56
© RIPRODUZIONE RISERVATA