Vaccini, il “no” dei farmacisti: «Stop a J&J». Ed è caos sui richiami
di Flaminia Savelli

Johnson & Johnson, il “no” dei farmacisti nel Lazio: «Stop al vaccino». Ed è caos sui richiami

Il passo indietro ieri lo hanno fatto i farmacisti. Ma sono state tantissime anche le cancellazioni dell’ultimo minuto di chi era prenotato e in lista per il Johnson & Johnson. Un vaccino destinato agli under 60 ma che per analogie con AstraZeneca, potrebbe essere ristretto a categorie e fasce d’età. Anche se dalla Regione Lazio non è arrivata ancora nessuna nuova direttiva. Solo un parere, quello del 12 giugno del Cts: «i dati non permettono di trarre valutazioni conclusive rispetto al rapporto beneficio/rischio». Intanto lunedì molti farmacisti- due su dieci - hanno “sospeso” chiamate e iniezioni. Un caos che si è risolto solo in tarda serata, al termine di una maxi riunione tra farmacisti e Federfarma. 

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APPUNTAMENTI SALTATI

Il nodo nella partita della vaccinazioni, allargate per la prima volta alle farmacie, è sui rischi. Ecco perché da questa mattina i titolari dei presidi sanitari procederanno con un ulteriore foglio di anamnesi: «Faremo tutti un altro giro di controllo prima di eseguire la vaccinazione su un paziente. Un atto dovuto da parte nostra che dobbiamo poter esercitare con tutte le misure e le cautele del caso» annuncia Claudia Passalacqua, di Federfarma e presidente di Assifar Servizi srl. Nello specifico, nelle interviste ai vaccinandi le domande punteranno anche ai pregressi medici su cure ormonali e malattie del sangue.

Una battuta d’arresto dunque ma l’obiettivo è riprendere a pieno regime: «Rientriamo nella piattaforma regionale - precisa Passalacqua - e quindi facciamo ormai parte del sistema. Ma la questione sulla sicurezza ed eventuali rischi per le fasce d’età va risolta ora». Soprattutto perché l’intenzione della Pisana è quella di aumentare le dosi da destinare alle farmacie in un futuro molto prossimo. Già dal prossimo mese di agosto infatti, verranno “smantellati” i primi centri vaccinali e le nuove immunizzazioni verranno programmate in farmacia e dai medici di base. 

 

 

I RICHIAMI

Ancora ieri, la Pisana ha aggiornato il calendario dei richiami che non è più a 5 settimane ma a 21 giorni. Come disposto dal Cts che ha indicato l’intervallo tra la prima e la seconda dose dei vaccini a Rna messaggero può essere tra 21 e 42 giorni. Nessuna controindicazione dunque. E così, se a inizio maggio nella Regione guidata da Nicola Zingaretti la seconda dose di Pfizer era stata spostata a 35 giorni per permettere di aumentare il numero di persone a cui era stata iniettata almeno una dose, ora il giorno dell’appuntamento è cambiato nuovamente. Perciò le ultime prenotazioni per Pfizer e Moderna (partite domenica alle 24:00) avranno il richiamo a tre settimane.

In questo modo chi prenoterà dal 14 giugno in poi, avrà la possibilità di effettuare il richiamo dopo 21 giorni e non più a 35. Una misura necessaria anche per rispettare le scadenze previste dal piano vaccinale e iniziare a programmare il piano per le terze dosi. Come precisato dalla Pisana però: «Per chi aveva già un appuntamento fissato, il richiamo rimane dopo 5 settimane. La prenotazione è stata infatti inserita in agenda e il ciclo vaccinale si completerà prima di agosto». Quando, tutti i residenti nel Lazio avranno ricevuto la prima dose di vaccino. 

 

 



 


Ultimo aggiornamento: Lunedì 14 Giugno 2021, 22:15
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