Roma, Gualtieri si insedia: incontro con Raggi. Giunta, idea Sinibaldi

Ieri la proclamazione, oggi il passaggio di consegne. Ai grillini un seggio in più in Aula (a scapito di Calenda)

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di Lorenzo De Cicco

Ore 11: Roberto Gualtieri entra in Campidoglio, prima volta da sindaco. Ieri sera l’ex ministro dell’Economia è stato proclamato ufficialmente primo cittadino della Capitale, oggi in mattinata si vedrà con l’ex sindaca Raggi, passaggio di consegne intorno al Marc’Aurelio. Dopo i sorrisi stirati e i veleni della campagna elettorale, sarà un saluto abbastanza al miele - ma chissà... - «è prevista anche una foto insieme in Aula Giulo Cesare», dicono nello staff del neo-sindaco, dopo l’affaccio sul balconcino vista Fori. Parleranno dell’Expo, della candidatura di Roma e del dossier da chiudere entro fine mese. E Raggi, ha promesso Gualtieri nell’incontro riservato della settimana scorsa, se vorrà potrà avere un ruolo nel comitato dell’Esposizione 2030. Intanto, dovrà accomodarsi sui banchi dell’opposizione, probabilmente coi galloni di capogruppo del Movimento 5 Stelle. E da lì, giocherà la sua partita ai vertici del M5S, sognando il seggio alla Camera nel 2023.

Gualtieri guarda naturalmente avanti. Coltiva la rete di contatti internazionali: ieri telefonate con Olaf Scholz, a un passo dalla cancelleria tedesca per la Spd, e il sindaco di New York Bill De Blasio. E lavora alla giunta. Archiviata l’idea di un’operazione lampo, modello Sala, nel Pd ipotizzano almeno due settimane-20 giorni di trattative con i partiti. Le consultazioni, un po’ in sordina, sono iniziate, incontri con tecnici e delegazioni delle correnti dem.

Trapelano i primi nomi di assessori papabili, con alcune caselle sguarnite e altre in over booking. Per il Bilancio, come raccontato ieri dal Messaggero, è in pole Silvia Scozzese, ex commissario del maxi-debito capitolino, consigliere della Corte dei Conti, assessora di Marino per un anno (poi si dimise). Per la Cultura, Gualtieri ha incontrato, tra gli altri, Marino Sinibaldi, ex direttore di Radio Rai 3, già presidente del Teatro di Roma, ora in pensione. Continua a circolare il nome di Giovanna Melandri, anche se l’ex ministro ha detto: «Il mio posto è al Maxxi». Si vedrà.

 

 

I NOMI

Per Turismo, Grandi eventi, litorale e Sport circola il nome di Alessandro Onorato, coordinatore della lista civica, che col 5,4% è la seconda forza della coalizione. Per la civica, potrebbe avere un posto in giunta anche Monica Lucarelli, ex presidente dei Giovani imprenditori di Roma, forse al Commercio. Quasi certo un posto per la zingarettiana Sabrina Alfonsi, per 8 anni minisindaco del Centro (Verde o Scuola). I Rifiuti potrebbero andare a Luisa Melara (papabile anche per un ruolo all’Ama, di cui è stata presidente per 5 mesi prima di scontrarsi con Raggi). Per i Trasporti, se sarà un politico, è in pole Eugenio Patanè. Ma potrebbero essere assegnati a un tecnico. “Sindaco della notte sarà Tobia Zevi. Per la Sinistra, avanza Andrea Catarci, ex minisindaco della Garbatella.

Per il posto di vice-sindaco, resta più di una suggestione Francesca Bria, ex assessora alla Digitalizzazione di Barcellona, che però dovrebbe lasciare il posto nel Cda della Rai (66mila euro lordi all’anno). La prima nomina di Gualtieri, probabilmente già oggi, con un’ordinanza, sarà il capo di gabinetto: Albino Ruberti, che lascerà lo stesso incarico alla Regione di Zingaretti.

Anche l’Assemblea capitolina si prepara a una batteria di nomine: per la presidenza dell’Aula, potrebbe essere una partita a due tra Svetlana Celli e Andrea Alemanni (entrambi vicini a Franceschini), mentre Maurizio Veloccia, zingarettiano come Alfonsi, potrebbe fare il capogruppo. A proposito di Aula: ieri alla proclamazione degli eletti, è spuntato un posto in più per il M5S (andrà a Daniele Diaco), a discapito della lista Calenda. Proprio l’ex ministro dello Sviluppo ieri avvertiva i suoi, dopo i rumors sul dialogo tra l’ala renziana e il Pd: «Ricordo a tutti gli eletti che abbiamo preso l’impegno, ripeto l’impegno, con gli elettori di rimanere all’opposizione. E la parola data agli elettori vale più di quella eventualmente data al proprio partito». Nella Lega invece è battaglia di preferenze: l’ex consigliere Davide Bordoni annuncia un ricorso al Tar.

 


 


Ultimo aggiornamento: Giovedì 21 Ottobre 2021, 09:50
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