Grottaferrata, la caduta del sindaco Andreotti «Contro di me colpo di mano antidemocratico»

Grottaferrata, la caduta del sindaco Andreotti «Contro di me colpo di mano antidemocratico»

Si torna a votare in primavera

«Un colpo di mano burocratico e radicalmente antidemocratico nega a chi ha avuto l’onore di guidare Grottaferrata di svoltare l’ultimo tornante e portare serenamente il Comune a nuove elezioni». Luciano Andreotti, 71 anni, primo cittadino della località più elegante e benestante dei Castelli Romani, reagisce in modo duro e risentito al blitz con il quale nove membri del Consiglio Comunale si sono dimessi dalla carica davanti a un notaio, determinando - ope legis - la sua decadenza. Il sindaco ha divulgato il contenuto di una lettera indirizzata alla città in cui si percepiscono sorpresa e disappunto. La nota fatta diffondere dall'ufficio stampa di Andreotti, in carica dal 2017, descrive per iscritto la presa di posizione dell'esponente politico come «un atto d’accusa diretto in particolar modo all’indirizzo dell’ex presidente del Consiglio comunale, Francesca Maria Passini, e dell’ex capogruppo della Lista Andreotti, Federico Pompili». I due sono tra i nove consiglieri che si sono dimessi dalla carica davanti a un notaio di Velletri. Il comunicato, attribuendo il giudizio al sindaco, li definisce ora «"congiurati” e “voltagabbana" rimasti fino a ieri in maggioranza, coi quali, però, le minoranze non hanno esitato a fare un piano strategico e un accordo che non aiuta in nulla il bene della nostra città».

Grottaferrata, 26 mila abitanti, tornerà a votare in primavera dopo la "fragorosa" caduta. Che covasse un piccolo terremoto politico nella cittadina con il reddito pro-capite più alto dell'area lo si era avvertito da tempo. Andreotti, proveniente per estrazione dal Centroosinistra ma eletto quattro anni fa con le "stimmate" del candidato civico (senza insegne di partito), da tempo veniva criticato, dall'esterno ma anche da alcuni settori a lui vicini, par «la poca incisività dell'azione amministrativa». Un sito internet dei Castelli che gli è sempre stato ostile parla ora, giudicandone l'operato, di «fortino autocratico» e «condotta assolutista».  La maggioranza dei consiglieri comunali ora ci ha messo la firma. La legge dello Stato sui Municipi è così e solo una ulteriore legge potrebbe cambiarla: se la maggioranza dei rappresentanti elettivi lascia ufficialmente la carica davanti a un notaio tutto il consiglio decade e con il consiglio, legalmente, crolla pure il sindaco. Una "defenestrazione" giuridica, non solo politica. La stessa cosa accaduta mesi fa a Frascati a Roberto Mastrosanti, dove poi è stata eletta Francesca Sbardella, moglie dell'influente senatore del Pd Bruno Astorre.

Ma Andreotti non ci sta. «Questo gesto - sostiene - va a sporcare la nostra città  in un periodo ancora duro e complesso. L'emergenza socio-sanitaria ed economica è stata affrontata con onore dalla mia amministrazione. Cosa resta, oltre alla amarezza per la negazione di un ultimo confronto? Comunque tantissimo. A me, come sindaco uscente, rimarrà sempre l’onore profondo che ho provato verso la maggioranza dei concittadini che mi ha concesso di amministrare la nostra Grottaferrata per quattro anni e mezzo». Il sindaco, nella nota diffusa dai suoi, si chiede «perché bloccare ad arte i tanti discorsi ripresi (dal Biodistretto, al piano per l’urbanistica» e - sul secondo punto - sottolinea che «eravamo pronti, nella commissione urbanistica del 2 dicembre, con argomenti seri a votare contro la variante nella zona agricola di via Vascarelle». Un punto che nella zona conta, pare di capire.

La realtà, comunque, è chiara. Grottaferrata tornerà a votare in primavera. La notizia della caduta del sindaco Luciano Andreotti e della Giunta ha colto di sorpresa gli abitanti, città di spicco nel territorio dei Castelli Romani, cresciuta, prospera e tranquilla, attorno alla millenaria e affascinante Abbazia di San Nilo fondata nel 1004. Si sono dimessi le due rappresentanti di "Città al governo" Rita Consoli e Rita Spinelli, due consiglieri di "Farerete" Massimo Garavini e Veronica Pavani, il consigliere del gruppo misto Fabrizio Mari e la presidente del Consiglio comunale Francesca Maria Passini, la consigliera del Pd Paola Franzoso, il consigliere grillino Piero Famiglietti. A questi consiglieri di opposizione si è unito il consigliere di maggioranza Federico Pompili. Arriverà subito un commissario del Prefetto di Roma per gestire l'ordinaria amministrazione e preparare le elezioni. Grottaferrata, 26 mila abitanti, la più elegante delle località dei Castelli, con oltre ottanta ristoranti ricercatissimi dai romani, suscita appetiti non solo culinari, perché è un simbolo. Prendere il comune, per chi lo vorrà, non sarà uno scherzo. Ma la rovinosa caduta di Andreotti che non gli ha dato neppure l'occasione di dimettersi ricevendo l'onore delle armi fa pensare che esista un piano e sia congegnato.

 

 


Ultimo aggiornamento: Sabato 27 Novembre 2021, 16:19
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