Effetto Covid, romani in fuga dalla città: «Più sicuri nei paesi». Boom di nuovi residenti nei borghi

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di Chiara Rai e Riccardo Tagliapietra​

Il rifugio dall'Apocalisse? È in campagna e nei piccoli borghi che si arrampicano sulle colline. Il Covid in pochi mesi ha cancellato l'espansione centripeta che da sempre, guerre a parte, ha attirato la popolazione verso la Capitale. E nei primi cinque mesi più duri della storia recente circa 5 mila persone hanno lasciato Roma alla ricerca di una nuova terra. Coprifuoco, regole stringenti, mascherine, distanziamento hanno convinto molti residenti a trasferirsi altrove e da gennaio a maggio i comuni della provincia hanno acquistato circa 3 mila nuovi cittadini pronti a una vita più green, complici anche lo smart working e la voglia di stare all'aria aperta, lontani dall'incubo contagio.

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L'ADDIO
Molti hanno attraversato addirittura il Lazio e sono finiti in Umbria o nelle Marche a fare i contadini. Se prima si desiderava vivere in città con i suoi comfort e i negozi sotto casa, adesso si sogna la campagna, l'orto con i prodotti coltivati nel giardino, il pane fatto in casa: una vita a prova di lockdown e dove il coronavirus fa meno paura.
Boom di iscritti a Rocca di Papa che da febbraio ad oggi è aumentata di 507 nuovi residenti. «Siamo a un passo da Roma dice Marco che da qualche mese vive qui l'aria è buona e siamo immersi nel verde. C'è meno possibilità di contagiarci perché gli spazi sono grandi. E i miei bambini crescono sani». Ariccia, città castellana della porchetta e del barocco, conta 534 nuovi residenti durante il periodo Covid rispetto a 3 anni precedenti, quando in molti avevano lasciato la terra natia per cercare fortuna altrove. Adesso il trend è completamente capovolto. Basta una buona connessione wifi, capacità di adattamento e poi si cercano piccoli paradisi non lontani da Roma.
La paura di chi vive in città è di finire di nuovo prigioniero tra quattro mura con i bollettini della tv che lanciano macabri notiziari e i vicini che cantano dalle terrazze tentando di esorcizzare così la paura dell'isolamento.
Emblematico il caso di Canale Monterano, oasi verde immersa nella Riserva naturale, poco più di 4 mila abitanti. Dal 2017 al gennaio 2020 la popolazione è cresciuta di 20 persone, un saldo migratorio raddoppiato in questi mesi. Dal primo febbraio fino a metà ottobre 121 persone hanno preso la residenza in questo borgo incantevole pieno di animali e natura, dove si trovano i cinghiali, il tasso, la civetta, sono a portata di sguardo e dove si trova 31 per cento della fauna italiana e ben il 56 per cento di quella laziale.

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CAMBIAMENTO RADICALE
I numeri trovano terreno fertile. «In primavera racconta il sindaco Alessandro Bettarelli sono arrivati da noi tanti romani, molti dei quali hanno deciso di restare. Diversi sono i casi di chi, nonostante avesse un lavoro di un certo livello, ha deciso di cambiare radicalmente vita. Il lockdown ci ha messo di fronte alla paura della precarietà della vita, meglio tornare alla terra, i valori, le radici che le piccole comunità come la nostra coltivano ogni giorno».
La vicina Manziana ha avuto 202 iscritti. A Bracciano 394 nuovi abitanti da febbraio a oggi, numeri che hanno invertito in maniera straordinaria il saldo migratorio negativo registrato negli ultimi tre anni con meno 341 persone: adesso il saldo è sotto di sole 13 unità. Stesso discorso di Campagnano che nonostante sia stata anche zona rossa, ha accolto da febbraio a oggi 213 iscritti capovolgendo il dato negativo di 112 partenze con un saldo migratorio in netto recupero di soli 24 residenti in meno.

Sorprendenti i risultati di Trevignano che in tre anni conta un aumento di 104 persone e da febbraio ad oggi accoglie 183 iscritti al netto di un saldo migratorio di 66 nuovi cittadini. Formello, sulla Cassia bis, poco più di 13 mila abitanti, da febbraio a ottobre ha registrato 373 nuovi residenti o Fiano Romano, sulla Flaminia con 432 cittadini in più. E la piccola e deliziosa cittadina di Nemi, Castelli Romani, Covid free: in tre anni è aumentata di 20 persone, e solo durante il periodo Covid, fino a maggio, l’incremento è stato di 10 unità. Anche qui, si invecchia bene e il tempo sembra essersi fermato, sospeso tra lago e mare. A Frascati in 5 mesi 65 nuovi residenti, Castel Gandolfo 165, Grottaferrata 55. Insomma, il Covid oltre ad aver cambiato la vita di tutti, sta mutando radicalmente le abitudini e le scelte di molti. Quanto durerà questa migrazione anti-Covid? Difficile dirlo, visto che anche sul virus la parola fine non è ancora stata scritta. 

 

 


Ultimo aggiornamento: Giovedì 22 Ottobre 2020, 07:15
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