Coprifuoco nel Lazio? D'Amato: «Gli ospedali non reggono, blocco andrebbe esteso a tutta Italia»
di Mauro Evangelisti

Covid, coprifuoco nel Lazio? D'Amato: «Gli ospedali non reggono, il blocco andrebbe esteso a tutta l'Italia»

«Ho l'impressione che non si sia compreso quello che sta succedendo in tutta Italia, c'è una sottovalutazione inspiegabile. Con questo ritmo di crescita dei ricoveri e dei pazienti che necessitano di un posto in terapia intensiva, il sistema ospedaliero non può resistere. Ciò che ha fatto la Lombardia, lo dovremo fare in tutta Italia. In altri termini: con questa tendenza di incremento dei numeri, altro che lockdown a Natale di cui ha parlato Crisanti, dovremo intervenire molto prima». A parlare è Alessio D'Amato, l'assessore alla Salute della Regione Lazio.

Covid, la Lombardia chiede coprifuoco dalle 23 alle 5. Ok di Speranza. Centri commerciali chiusi il weekend. Allarme terapie intensive


I RISCHI
Nei giorni scorsi è stato il sostenitore della linea del rigore, più o meno la sua posizione all'interno della giunta regionale laziale è simile a quella del ministro della Salute, Roberto Speranza, nel governo. Il ministro in questi giorni aveva chiesto a gran voce misure più severe di quelle poi effettivamente inserite nell'ultimo Dpcm. L'assessore D'Amato, da qualche settimana, ripete che bisogna avere il coraggio di accettare qualche rinuncia. Aveva, ad esempio, sostenuto la necessità (in questo caso trovandosi sulla stessa posizione del presidente Luca Zaia del Veneto), di ricorrere alla didattica a distanza, quanto meno per il 50 per cento degli studenti a rotazione, nelle scuole superiori, in modo da ridurre il numero dei ragazzi che ogni giorno usano i mezzi pubblici che viaggiano strapieni ovunque.
Così come Speranza è stato fermato dalla linea anti chiusure di Giuseppe Conte, anche D'Amato è stato arginato dalla volontà di Nicola Zingaretti di attenersi alla linea del governo evitando fughe in avanti. Il problema è che il numero dei contagi, nel Lazio come nel resto d'Italia, sta aumentando in modo esponenziale. A Roma e nelle altre quattro province laziali ci sono già 111 pazienti in terapia intensiva per Covid-19, solo un mese fa erano appena 22. Sono quintuplicati. I ricoverati negli altri reparti sono 1.130, un mese fa erano meno della metà, 445. Certo, il Lazio continua ad avere una percentuale bassa di tamponi positivi - attorno al 5 per cento, quella di altre regioni è molto più alta - però questo non toglie che il virus stia correndo rapidamente. I pronto soccorso sono affollati, i malati stanno aumentando di giorno in giorno.

Se Roma guarda alla diffusione del coronavirus nelle altre capitali europee - Madrid, Parigi, Bruxelles, Praga e Londra soprattutto - può dire che ancora sta resistendo, ma ciò che preoccupa è la tendenza. «Per questo - ripeteva ieri sera D'Amato, dopo avere letto le notizie sulla decisione della Lombardia di imporre il coprifuoco - dico che qualcosa va fatto. Subito. Però guardando alla Lombardia vedo anche una ipocrisia di fondo: il giorno prima ci sono state spinte della Lega perché nel Dpcm non vi fossero delle limitazioni troppo stringenti, il giorno dopo la più importante Regione governata dalla Lega, ha deciso di istituire il coprifuoco. C'è una schizofrenia inspiegabile. Così non andiamo da nessuna parte, forse non è chiara la situazione epidemiologica che sta affrontando l'Italia. Dobbiamo fermare ora l'aumento esponenziale dei contagi, prima che sia troppo tardi».


POSITIVO IN CONSIGLIO
Quanto stia correndo il virus la Regione lo sta vedendo anche nei propri uffici e nelle proprie sedi istituzionali: ieri in consiglio regionale sono stati effettuati i tamponi antigenici a tutti i consiglieri, prima della seduta. Uno di loro è positivo, vari dipendenti della Pisana già in precedenza erano risultati contagiati. «Parliamoci chiaro, io sono stanco di questa ipocrisia. Qui i temi sono molto seri e sono due: le terapie intensive e i posti letto in ospedale. Se continua questa tendenza alto che il lockdown a Natale di cui ha parlato il professor Andrea Crisanti... A mio avviso la Lombardia adotta un provvedimento che andrebbe adottato in tutta Italia. Però c'è una sottovalutazione di quanto sta avvenendo, e tutto questo è un preoccupante».


Ultimo aggiornamento: Martedì 20 Ottobre 2020, 12:57
© RIPRODUZIONE RISERVATA