Covid a Roma, altri 1.500 contagi allarme “sudafricana”: caso sospetto a Ostiense

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di Lorenzo De Cicco

È rientrata da Zanzibar, arcipelago della Tanzania, dove il presidente John Magufuli nega ogni traccia di contagio da settimane: «Qui il virus non c’è», è il mantra. Eppure proprio il vicepresidente dell’isola è morto il 17 febbraio per complicanze riconducibili al coronavirus. Un’italiana, residente in zona Ostiense, tornata da poco a Roma dopo una trasferta di lavoro nel paese africano è risultata positiva al Covid. Gli esperti del Sisp (Servizio di igiene e sanità pubblica) dell’Asl Roma 3 l’hanno classificata come un caso sospetto di variante sudafricana. Se confermata, sarebbe la prima traccia nella Capitale della mutazione 501Y.V2, identificata per la prima volta in Sud Africa nel dicembre 2020. Il campione del test sarà spedito stamattina all’istituto Spallanzani per la conferma col sequenzimetro del laboratorio di virologia.

 

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LA DIFFUSIONE
In base all’ultimo report diffuso dall’Unità di crisi Covid, nel Lazio finora sono stati rintracciati 90 casi di variante: 80 positivi al ceppo inglese, altri 10 alla mutazione brasiliana. Ma la diffusione, soprattutto della variante britannica, potrebbe essere molto più vasta: al policlinico Tor Vergata, secondo il direttore dell’Unità di Malattie Infettive, Massimo Andreoni, il 46% dei pazienti ricoverati ha il virus inglese.


I RISCHI
Nel caso della sudafricana, secondo la circolare sulle varianti diffusa dal Ministero della Salute il 31 gennaio, «dati preliminari indicano che possa essere caratterizzata da maggiore trasmissibilità». In sostanza è più contagiosa del ceppo tradizionale. Per gli esperti del Ministero, «al momento non è chiaro se provochi differenze nella gravità della malattia. Sono in corso studi sulla maggiore frequenza di reinfezioni, in quanto la variante 501Y.V2 potrebbe sfuggire alla risposta anticorpale neutralizzante provocata da una precedente infezione naturale». Altri casi di variante sudafricana sono stati tracciati in Europa dopo il rientro di alcuni viaggiatori da Zanzibar: in Croazia pochi giorni fa è capitato a due cittadini appena tornati.

 

 

 

 


Nel Lazio la curva dell’epidemia resta critica: l’indice Rt a 0,98, un filo sotto l’1, ha permesso alla regione di rimanere in fascia gialla per un’altra settimana. Ma i contagi sono comunque stabilmente sopra i 1.500 al giorno: ieri erano 1.525 i nuovi positivi (-177) a fronte di 38mila test, 19 i decessi (-3). «Nella regione aumentano i ricoveri e le terapie intensive», spiega l’assessore alla Sanità, Alessio D’Amato. I posti letto occupati in rianimazione sono 248, +14% in una settimana.


IL FOCOLAIO


Preoccupa un cluster a Casal Palocco: in una palestra di pallavolo per minorenni sono stati trovati positivi al Covid 24 tra atleti e insegnanti. Molti hanno meno di 14 anni. L’indagine epidemiologica interessa 130 tesserati.
Capitolo vaccini: ieri è stata scavallata quota 500mila dosi somministrate (180mila agli ultra-ottantenni). Il Lazio corre il più possibile, il ritmo ormai è di 18mila punture al giorno, il problema è che scarseggiano le fiale, AstraZeneca continua ad annunciare tagli. Da 24 ore è stata attivata la prenotazione online per gli over 70, si comincia con chi ha 79 e 78 anni: nel primo giorno è stata superata quota 40 mila prenotazioni. A rilento, si stanno attrezzando gli studi medici: finora 949 dottori di famiglia (su 4.216 nel Lazio) hanno inoculato le prime dosi, ma la Pisana è convinta che entro 10 giorni il numero delle adesioni raddoppierà, se non di più. Oggi intanto aprirà il nuovo centro vaccinale alla stazione Termini.
 


Ultimo aggiornamento: Sabato 6 Marzo 2021, 15:07
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