Coronavirus Roma, l'epidemiologo: «Il picco arriverà nei prossimi giorni
ma non sarà un altro caso Lombardia»

Video
di Fabio Rossi
Paolo D'Ancona, epidemiologo dell'Istituto superiore di sanità, è uno dei tecnici che raccolgono e approfondiscono le informazioni comunicate dalle Regioni e rese note dalla Protezione civile sulla diffusione del Covid-19.
Cosa ci aspetta, a Roma e nel Lazio, nei prossimi giorni?
«È plausibile che i casi aumentino nei prossimi giorni. Ma speriamo che l'impatto sia meno violento e meno ripido rispetto al Nord Italia, grazie alle misure introdotte che stanno limitando i contatti tra le persone».

Coronavirus, Fondi zona rossa nel Lazio: su 39mila abitanti 600 sono già in isolamento

Non si rischia di replicare l'emergenza della Lombardia?
«Il sistema sanitario lombardo è stato travolto soprattutto perché è stato il primo a subire l'ondata dei contagi. Noi invece dovremmo aver recepito alcune lezioni: in questo momento siamo ottimisti sul fatto che le misure di contenimento funzionino».
Le misure attuali sono sufficienti?
«Non è una decisione semplice introdurre misure così restrittive, anche per la loro sostenibilità. Sicuramente sono adeguate, visto che negli altri Paesi europei ci stanno imitando, dalla limitazione degli spostamenti alla chiusura delle scuole».
A Roma potranno arrivare brutte sorprese dalle tante persone rientrate quando la Lombardia è stata dichiarata zona rossa?
«Non particolarmente. Il tempo medio di comparsa dei sintomi è di circa cinque giorni: ormai chi doveva ammalarsi si è ammalato».
L'arrivo dei mesi caldi sarà d'aiuto?
«Il caldo aiuterà perché renderà meno frequenti raffreddori e sindromi influenzali, quindi la diagnosi dell'infezione da Covid sarà molto più facile. Per quanto riguarda l'effetto diretto sulla diffusione, l'Oms non ritiene che il caldo farà sparire il virus».
Quanti malati asintomatici si stima che circolino a Roma?
«Difficile fare una stima. La quota di persone asintomatiche, ossia quelle che trasmettono il virus senza avere sintomi, dovrebbe essere bassa. Peraltro questi ultimi, non tossendo e non starnutendo, hanno minore possibilità di contagiare. Poi ci sono quelli che hanno contratto il virus ma ancora non mostrano sintomi: in questo caso è molto importante che la Asl ricerchi i contatti stretti e li metta in quarantena».
 
Ultimo aggiornamento: Venerdì 20 Marzo 2020, 14:45
© RIPRODUZIONE RISERVATA