Coronavirus Lazio, al via 300mila test sierologici: si parte con guardia di finanza e carabinieri

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di Camilla Mozzetti

Si parte lunedì 11 maggio e i primi a sottoporsi ai test sierologici della Regione Lazio saranno gli uomini della guardia di finanza, i carabinieri e il personale medico sanitario. Il progetto di indagine epidemiologica su 300 mila persone (60 mila delle quali appartenti alle forze dell'ordine) è ai nastri di partenza. Si è conclusa la procedura bandita dalla Regione per il reperimento di 450 mila kit con un finanziamento di oltre 4 milioni di euro. I test saranno svolti oltre che ai medici anche ai dottori di famiglia, pediatri, farmacisti e a tutti i degenti e dipendenti delle Residenze sanitarie assistenziali del territorio. Tra le forze dell'ordine rientrano  la guardia di finanza, polizia, carabinieri, vigili del fuoco, militari dell'esercito impegnati nel progetto "Strade sicure", ma anche guardia costiera e polizia penitenziaria.

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I dati sui prelievi che mirano a individuare la presenza delle immunoglobuline IgG (quelle che mostrano se un individuo ha sviluppato gli anticorpi specifici al Covid-19) saranno raccolti e archiviati, con il consenso informato dei soggetti. Lo scopo dell'indagine - che non è affatto diagnostica (dire se si è malati oppure no) - è quello di analizzare la circolazione del virus e capire come eventualmente si è diffuso all'interno di una determinata comunità. 

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La maggior parte dei kit acquistati dalla Regione sono del tipo "Clelia" ed "Elisa" e prevedono il prelievo venoso. Solo una parte (100 mila kit) sono test rapidi con prelievo da sangue capillare e saranno adottati in particolari contesti, come gli istituti penitenziari o di comunità, tramite l’impiego delle apparecchiature "Poct".
La scelta della tipologia di indagine a cui sottoporre le diverse forze dell’ordine è stata effettuata da ciascun corpo in base alle proprie esigenze organizzative. Per soddisfare le diverse esigenze logistiche l’indagine verrà avviata con gli operatori della guardia di finanza e successivamente si procederà con l’Arma dei carabinieri.

«La capacità di processo laboratoristico dei test sierologici è di almeno 10 mila test al giorno - commenta l'assessore alla Sanità della Regione Lazio Alessio D'Amato - Contiamo di avere i primi risultati intorno alla data del 25 di maggio. E’ la più grande indagine di sieroprevalenza che si svolge in Italia, fatta attraverso il prelievo venoso e non attraverso l’utilizzo di card che hanno dimostrato una non piena affidabilità. L’indagine di sieroprevalenza non rappresenta in alcun modo una ‘patente di immunità’, ma bensì aiuta a comprendere quant’è stata la circolazione del virus sul territorio».

Nei prossimi giorni, poi, sarà pubblicato dalla Regione l'elenco dei circa 80 laboratori privati di analisi che potranno anche loro svolgere i test coordinandosi poi con la Regione per i risultati. Nella delibera della giunta regionale sull'indagine epidemiologica è stata data la possibilità «Per enti e/o imprese di media/grande dimensione» di potersi sottoporre al test. Banalmente le aziende, prossime alla riapertura, che vorranno eseguire l’indagine epidemiologica tra i propri dipendenti, potranno farlo. Questi esami esulano i 300 mila che saranno condotti dalla Regione, ma potranno essere svolti dai laboratori privati che dovranno seguire lo stesso protocollo. Sempre nella delibera viene indicato il prezzo delle prestazioni da seguire: da  12,65 a 15,07 euro a test.


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 6 Maggio 2020, 21:38
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