L’ospedale S. Giovanni sotto attacco hacker: «In tilt tutto il sistema»
di Flaminia Savelli

Roma, attacco hacker all'ospedale San Giovanni: «In tilt tutto il sistema»

Cartelle cliniche oscurate. Esami radiologici e di laboratorio cancellati. Registrazione dei pazienti in pronto soccorso “sospesa”: così l’intero sistema di rete e telecomunicazioni dell’ospedale San Giovanni Addolorata ieri è saltato per un attacco hacker. Le indagini per accertare cosa sia accaduto sono tutt’ora in corso. Intanto è stata depositata una denuncia alla polizia Postale. Mentre medici, infermieri e dirigenti sanitari sono alle prese con i tantissimi disagi causati dal sistema in down.

L’allarme per il mal funzionamento è partito la mattina all’alba dal pronto soccorso della struttura ospedaliera. Quando il personale in servizio non è più riuscito ad accedere alle cartelle dei pazienti. Quindi sono state attivate tutte le procedure di controllo. Ma nessuno è più riuscito ad accedere al sistema operativo che ha messo fuori uso 300 server e 1500 client (browser).

 

 

LE INDAGINI 

La direzione sanitaria già dal primo pomeriggio ha confermato il blackout: «Stiamo lavorando alacremente per ripristinare tutte le funzioni nel più breve tempo possibile, garantendo la continuità dell’assistenza ospedaliera» ha scritto in una nota ufficiale la dirigente sanitaria Maria Pia Ruggieri. Con i tecnici informatici da ore impegnati per ripristinare il sistema e nel salvataggio di tutti i dati. I medici invece, stanno riportando a mano i risultati degli esami medici dei ricoverati. Mentre le richieste di trasferimento vengono inoltrate tramite email personalizzata.

Ma ai disagi operativi si sommano quelli medici: «Bloccare un ospedale, significa causare dei morti tra persone indifese» commentano i sanitari della struttura che non hanno dubbi: «Si è trattato di un attacco hacker gravissimo». A causa del sistema fuori uso infatti, l’ospedale è stato tagliato fuori dalla piattaforma regionale ospedaliera. Gli investigatori dovranno ora stabilire se le informazioni sui ricoverati sono state copiate. Non è stato inoltre, ancora chiarito se è stato richiesto un riscatto. E se c’è un collegamento con l’attacco hacker dello scorso luglio. Anche in questo caso, come conferma la dirigenza sanitaria dell’ospedale San Giovanni, si è trattato di un «attacco informatico di tipo ransomware».

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IL PRECEDENTE 

Dunque le due piattaforme sono state attaccate con lo stesso sistema: i cyber criminali con un virus telematico hanno limitato l’accesso al sistema informativo dell’ospedale che è diventato illeggibile. Per sbloccarlo è necessaria una specifica chiave crittografica. Ed è a questo punto che scatta il ricatto. La notte del 30 luglio i pirati del web, avevano attaccato la piattaforma della Regione bloccando il sistema di prenotazione dei vaccini, ordini, dati informatici e sanitari.

La maxi inchiesta si è subito allargata agli investigatori dell’Fbi statunitense e quelli dell’Europol, centro europeo per la criminalità informatica. Non c’è ancora nessun indagato nel fascicolo d’inchiesta aperto dalla procura e coordinato dal pool Antiterrorismo e da quello Reati informatici. Come le indagini hanno poi stabilito, i cyber criminali erano approdati già nel giugno scorso con accessi anomali alla rete informatica. I movimenti dentro alla rete del Lazio, che dovevano fare accendere la spia, non sono stati notati. L’attacco informatico ha causato rallentamenti e disagi all’intera rete regionale. 
 


Ultimo aggiornamento: Martedì 14 Settembre 2021, 16:52
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