La "street art" di Montani: «Trasformo i rifiuti più bizzarri di Roma in installazioni artistiche»
di Claudio Fabretti

La "street art" di Montani: «Trasformo i rifiuti più bizzarri di Roma in installazioni artistiche»

Roma trabocca di immondizia? I cittadini più indisciplinati scaricano in strada montagne di rifiuti improbabili - da elettrodomestici a televisori, da divani a scheletri di motorini? Non tutto è perduto. Almeno in un'ottica di "riciclaggio artistico". La pensa così Roberto Montani, 55 anni, romano, consulente finanziario e assicurativo, che ha iniziato a creare fantasiose installazioni artistiche utilizzando proprio i "pezzi da cassonetto" più bizzarri e stravaganti che incontrava sulle strade di Roma. «Mi autodefinisco "raccoglitore e assemblatore seriale" - racconta - Ho iniziato realizzando piccole installazioni di "land art" sulle spiagge, per poi ripiegare in città sui numerosi oggetti piccoli e grandi abbandonati in strada ("urbanjunk")».

 

Non è solo un semplice passatempo, ma una iniziativa che porta con sé anche un messaggio positivo, solo apparentemente scherzoso: «Il messaggio che vorrei far passare - spiega Montani - è che qualsiasi oggetto apparentemente da buttare può essere riutilizzato quasi all'infinito e se proprio il suo ciclo è finito, va portato nei centri di raccolta o nelle isole ecologiche». Per perseguirlo, Montani ricorre alle trovate più strampalate, rimettendo a lucido vecchi divani bucati, riutilizzando mobiletti da ufficio e sdraiandosi su giganteschi letti matrimoniali abbandonati o infilandosi negli scafandri di elettrodomestici a brandelli. E chissà se osservando queste bizzarre istantanee di "urbanjunk", i romani non possano sensibilizzarsi a un uso più responsabile del pattume da loro quotidianamente prodotto.

 

 


Le installazioni realizzate da Montani sono numerate e catalogate per tipologia, con buona dose di ironia: si spazia così da "TV watchin'" a "Enjoythebathroom", da "Kitchen picture" a "Ordine e pulizia", da "Summertime" a "Office 2020". Il sogno sarebbe ora trasformarle in una mostra: «Sarebbe una grande soddisfazione per me e potrebbe contribuire a diffondere questo messaggio di speranza, c'è sempre una seconda vita, anche per i rifiuti». L'arte può riuscire anche in questo miracolo.


Ultimo aggiornamento: Martedì 10 Novembre 2020, 15:14
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