Molestie a 15enne al liceo Massimo, nel pc del prof spuntano chat e video hard
di Michela Allegri

Liceo Massimo, nel cellulare del prof trovati i video hard


Decine di fotografie, messaggi audio spinti e chat erotiche. Nel cellulare e nel pc di Massimo De Angelis, il professore dell'Istituto Massimo arrestato per atti sessuali con una studentessa quindicenne, gli agenti della Polizia postale hanno trovato le prove di quella relazione confessata sia dal docente che dalla ragazzina. L'inchiesta è scattata a dicembre: i genitori dell'alunna sporsero denuncia dopo avere trovato nel suo telefonino un sms che lasciava poco spazio ai dubbi. Dopo essere stato arrestato, interrogato dal gip, il professore aveva ammesso tutto. Aveva spinto la quindicenne a cancellare tutti i messaggi che si erano scambiati per mesi, ma lui ne aveva conservato qualcuno. Di fronte al giudice il prof aveva detto che nel suo pc e nel telefono gli investigatori avrebbero trovato le prove di quella relazione iniziata tra i banchi del liceo nelle lezioni di recupero pomeridiane. Ora, il pm Stefano Pizza, chiederà per De Angelis il giudizio immediato. Poi, i legali del docente formalizzeranno una richiesta di rito alternativo.

È la notte tra il 18 e il 19 dicembre quando i genitori della ragazzina, consigliati da altri insegnanti, controllano il telefono della figlia. La chat su Whatsapp con De Angelis è stata cancellata, in quel momento il professore manda alla studentessa: «Notte amo, scusa». L'arresto è del 16 gennaio. Per il gip, quel messaggino è «inequivocabile», come altri scambi recuperati dal cellulare della quattordicenne. «Ho una voglia pazzesca di sentire l'audio di ieri», aveva scritto il prof il 22 novembre, riferendosi alle note audio erotiche che si scambiavano. «Abbiamo una relazione sentimentale», racconta la ragazzina al pm.

Nell'ordinanza di custodia cautelare si legge che il professore era riuscito a «plasmare la volontà» della giovane. Aveva convinto la ragazzina ad appartarsi con lui. Dopo giorni di «subdola seduzione», aveva ottenuto «baci, rapporti orali». Ma anche messaggi erotici, video. Quelli trovati ora. Interrogato, De Angelis confessa e il 27 gennaio ottiene i domiciliari: «Non so cosa mi sia successo». Riconosce in foto sia l'adolescente che l'aula dove si sarebbero consumati quelli che, per l'accusa, sono abusi. Si difende: «Rapporti consenzienti». I fatti contestati vanno da settembre a dicembre, anche se la ragazzina ha raccontato che già in luglio il prof aveva iniziato ad avvicinarla: «Ogni occasione di incontro era buona per per corteggiarla e sedurla», sostiene il gip.

 
Ultimo aggiornamento: Sabato 24 Febbraio 2018, 09:11
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