Rimborsi M5S, Di Maio fa il duro
ma spunta l'ipotesi condono
di Stefania Piras

Rimborsopoli M5S, Di Maio fa il duro ma spunta l'ipotesi condono

«Errori tecnici». La credibilità politica trattata, anche questa, come un software che si può inceppare. È la spiegazione con la quale il M5S sta salvando la senatrice Barbara Lezzi e con la quale proveranno a salvare anche Giulia Sarti. Mentre gli otto finiti nella black list, Di Maio promette di denunciarli per danno di immagine. Il candidato premier lavora, appunto, sulla sua di immagine di uomo di governo europeo. E ieri, al francese Le Monde, ha detto che il suo modello è Emmanuel Macron, il quale ha «meriti immensi», che «il M5S è pro-Europeo» ma soprattutto che il referendum sull'euro «non è più di attualità». Vola alto, il leader, ma nel Movimento questa è l'ora dei veleni.

La posizione di Giulia Sarti per ora è congelata. Anche lei morosa nell'impegno delle restituzioni, ha denunciato l'ex fidanzato Andrea De Girolamo che ha risposto così: «Io ho un brutto vizio: registrare tutto e pure le telefonate». E ancora: «Andrò in procura, la verità è tutta un'altra. Usciranno diverse conversazioni, messaggi e mail» afferma De Girolamo, noto per essere fra l'altro il volto social del tg Cinque Stelle su Facebook. Che Sarti, deputata della commissione Giustizia e Antimafia abbia denunciato per salvarsi di fronte al capo politico Di Maio? Congetture certo, ma questo balletto dei soldi non restituiti potrebbe portare a una contro denuncia per la candidata Sarti (uninominale e capolista nel plurinominale di Rimini).

SPESE DI SOGGIORNO
Più a sud, in Salento, dove nelle sedi dei meetup cominciano a comparire manifesti listati a lutto, il senatore Maurizio Buccarella accusato di aver trattenuto 137 mila euro è candidato nel plurinominale sotto la capolista Lezzi. Buccarella ieri si è lasciato andare a una confessione sincera e in una lunga lettera al Nuovo Quotidiano di Puglia ha scritto: «Poco più di 3 mila euro mensili netti non mi avrebbero permesso, alla mia età, di tornare alla mia vita, nel mio studio professionale a alcun paracadute o vantaggio acquisito per i contatti professionali - con una accettabile serenità per me e la mia famiglia».

E poi si sfoga, perché non ci sta a finire nel tritacarne: «Avrei magari potuto gonfiare le mie rendicontazioni delle spese del soggiorno a Roma, indicandone di fittizie, e segnare quindi somme minori da versare sul fondo». E infatti c'è chi versava sempre e solo il minimo tabellare. Spulciando nei mesi in cui le Camere sono chiuse, o ci sono parlamentari che, per esempio, erano in viaggio di nozze, si notano spese molto alte. Ma, ovviamente, sono tutti rimborsi extra scontrino, e quindi non rendicontati come invece recita il nome del sito M5S che vorrebbe essere l'ideale della polizia fiscale, giusta e severa, del M5S.

I vertici, intanto, affidano alla comunicazione l'elaborazione della linea politica da tenere per attraversare indenni la bufera dei bonifici tarocchi. E se da una parte Davide Casaleggio si mostra intransigente al Corsera: «Al primo dubbio nessun dubbio», si fa largo l'ipotesi del maxi condono tombale. Proprio come i bonifici, l'intransigenza qui è solo a parole e il regolamento di conti interno al M5S prevede patteggiamenti. La strategia del condono vincerà: «Se degli errori sono capitati a Bernini (ma non si dice quali ndr) che ha restituito così tanto possono capitare a tutti, anche a Lezzi e Sarti». Ma agli altri inseriti nella black list però non poteva capitare.
Sabato 17 Febbraio 2018, 08:33
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