Covid, il sondaggio: 
paura di contagi al minimo, 
ma non al lavoro
di Paola Marano

Coronavirus, il sondaggio: preoccupazione di contagio al minimo, ma non sui luoghi di lavoro

A quasi un mese dall’avvio della fase due dell’emergenza sanitaria, la preoccupazione per il Coronavirus tra gli italiani è al minimo dall’inizio della pandemia. Lo rivela il radar settimanale di Swg, che analizza come il Covid 19 stia portando profondi mutamenti nell’opinione e nei comportamenti delle persone.
 
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Dall’analisi dell’istituto di ricerca emerge che ancora un italiano su due ritiene però ancora probabile essere contagiato: nel dettaglio il 46 per cento degli intervistati nella settimana che va dal 25 al 31 maggio crede tuttora nel rischio di contrarre personalmente il virus, mentre il 24 per cento resta preoccupato per il covid 19. Tra gli stati d’animo percepiti cala leggermente l’incertezza, ma la rabbia raggiunge i livelli massimi dall’inizio del monitoraggio, iniziato il 16 marzo, con il 21 per cento degli italiani che include l’emozione negativa tra le provate più spesso in questo periodo.

Si riduce invece il pessimismo sulla situazione economica del breve periodo: nella penultima settimana di aprile il 64 per cento degli italiani riteneva che l’economia non si sarebbe ripresa per molto tempo, dato che ad oggi è sceso di due punti percentuali al 62 per cento.  La percezione che nelle ultime due settimane la situazione possa invece essere peggiorata cala dal 64 al 51 per cento.

Cresce la propensione ad andare in un ristorante all’aperto che varia di 13 punti percentuali (55 per cento nella settimana che va dall’11 maggio al 17 per passare al 68 per cento rilevato tra il 25 e il 31 maggio). Stesso trend per i centri commerciali: la voglia di andare a fare shopping in grandi magazzini passa dal 53 al 61 per cento.
 

 

Con la ripresa delle attività produttive milioni di italiani hanno fatto ritorno alle loro attività professionali. Secondo l’indagine condotta da SWG, 4 lavoratori su 10 si sentono a rischio di perdere il posto e di essere coinvolti in possibili tagli al personale più di quanto lo dichiarino i titolari d’azienda. Sul tema della sicurezza e della riorganizzazione degli spazi per svolgere le proprie attività, un terzo dei dipendenti invece si sente esposto a rischio di contrarre il virus.
  
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Le istituzioni europee, guardate con diffidenza durante la prima parte dell’emergenza,  sembrano ora recuperare credito agli occhi dei cittadini italiani. Il piano del Recovery Fund presentato dalla Commissione Europea, che dovrebbe prevedere circa 170 miliardi destinati all’Italia, è stato accolto positivamente, non soltanto dagli elettori della maggioranza, ma anche da quelli dell’opposizione. Quasi il 70 per cento degli italiani guarda in maniera abbastanza positiva al provvedimento, in particolare elettori del Pd e M5s, seguiti in percentuale minore da sostenitori di Fratelli d’Italia e Lega.
 
Questo ha permesso agli indicatori di gradimento dell’UE, della BCE e della Commissione guidata da Von der Leyen di risalire quasi a livello pre-Covid, dopo il tonfo subito a fine marzo. Il piano dovrà essere ancora discusso e approvato e su questa prospettiva gli ottimisti sono in minoranza: soltanto il 6% crede che possa passare nella forma originale e il 36% con un ridimensionamento limitato dei benefici per l’Italia.
 

 
Secondo il sondaggio, se le elezioni politiche in Italia si fossero svolte il 1 giugno il 27per cento degli italiani avrebbe espresso la propria preferenza per la Lega di Matteo Salvini. Il 19, 5 per cento avrebbe invece destinato il  voto al Pd, il 16 per cento al M5s e quasi il 14 per cento a Fratelli d’Italia.
 


Ultimo aggiornamento: Giovedì 4 Giugno 2020, 09:44
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