Scontro nel Pd sui 5 stelle, l’arrivederci di Franceschini e l’addio di Renzi
di Marco Conti

M5S, scontro nel Pd: l’arrivederci di Franceschini e l’addio di Renzi

Saltato anche l’ultimo tentativo con il Pd di formare un governo, nel M5S sale la tensione e ciò costringe Beppe Grillo a tornare in campo per difendere Luigi Di Maio e i suoi 55 inutili giorni trascorsi a cercare un’intesa a destra come a sinistra. Al comico, per coprire lo scontro interno, non resta che recuperare le vecchie parole d’ordine. A cominciare dal referendum sull’euro che il M5S dice ora di volere. Grillo si guadagna così i titoli di prima pagina, ma contribuisce a cancellare la leadership di Luigi Di Maio che aveva speso gli ultimi sei mesi a dare un’immagine completamente diversa del Movimento. 

Un passo indietro, quello dei grillini, che Renzi sfrutta sostenendo un “ve l’avevo detto che non sono cambiati” che lo mette in rotta di collisione con Dario Franceschini. Il ministro, novello Giolitti, continua infatti a sostenere che il recupero del M5S di posizioni non proprio ortodosse in politica estera, sia anche colpa della mancanza alleanza con il Pd che ha spinto i grillini su posizioni più oltranziste.

L’oggetto del contendere interno al Pd, non è da poco perché rischia di coinvolgere anche la politica delle alleanze che i Dem saranno presto chiamati a spiegare. E così all’addio di Renzi a ogni ipotesi di intesa, si contrappone l’arrivederci che il ministro Franceschini ha rivolto ieri ai grillini. Ovviamente prima della sparata di Grillo sull’Europa e la moneta unica.

 
Ultimo aggiornamento: Venerdì 4 Maggio 2018, 15:30
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