La corsa dell’Europa ad armare gli ucraini, dalla Germania missili e colpi anti-carro
di Marco Conti

La corsa dell’Europa ad armare gli ucraini. Dalla Germania missili terra-aria e colpi anti-carro

Migliaia di soldati in più a difesa del confine Est della Nato e una valanga di armi per l’esercito ucraino sono in arrivo dai Paesi Ue in attesa che Bruxelles attivi l’European Peace Facility che permette di acquistare equipaggiamenti e strumenti militari da fornire all’Ucraina. Una decisione verrà presa oggi dai ministri degli Esteri Ue. Nella frenetica corsa a fornire uomini e mezzi in grado di fermare le ambizioni russe, le repubbliche baltiche sono le più attive nel timore che Putin intenda ricalcare le cartine dell’impero zarista e non fermarsi all’Ucraina. Il fatto che non ci siano solo le sanzioni, lo conferma la svolta che c’è stata ieri a Berlino che dopo l’invio di 5 mila elmetti - che hanno scatenato l’ira del premier ucraino - ha deciso di mettere a disposizione di Kiev mille armi anticarro e 500 missili Stinger terra-aria. 

Lungo la linea del conflitto si muove anche l’intervento italiano che invierà nell’Europa dell’Est altri aerei militari Eurofighter e sosterrà la difesa del popolo ucraino fornendo materiale da protezione e rilevatori di ordigni. «L’Italia potenzierà la propria presenza in Romania raddoppiando il numero dei velivoli Eurofighter già operanti nell’attività di airpolicing», spiega il ministro della Difesa Lorenzo Guerini facendo riferimento al decreto licenziato il giorno prima dal consiglio dei ministri. «Ulteriori quattro aeroplani - conclude - verranno inviati nella base di Mihail Kogălniceanu di Costanza e quindi saranno otto gli caccia-intercettori Eurofighter impegnati in Romania». Il consiglio dei ministri ha anche stanziato 174 milioni per finanziare le manovre militari che potranno contare su 3.400 uomini e donne in divisa, già mobilitati. 

In accordo con la Nato lo schieramento italiano servirà per potenziare le missioni già attive in Lettonia e in Romania, dove appunto arriveranno altri aerei, e nel Mediterraneo orientale. Si tratta, fino al 30 settembre, di 1.350 militari delle forze “ad alta prontezza”, che risponderanno al Comando supremo alleato in Europa. Altre forze di deterrenza, circa duemila unità, sono state messe a disposizione dall’Italia. 

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Inoltre tre milioni di euro sono stanziati dall’Italia per sostenere la popolazione ucraina nell’ambito del meccanismo europeo di protezione civile. Verranno inviate duecento tende da campo per un totale di mille posti letto. Un nuovo pacchetto di “aiuti” militari potrebbe essere deciso a breve anche in vista delle comunicazioni che martedì farà Mario Draghi in Parlamento e sul quale i partiti saranno chiamati a votare e, magari, a non dividersi. Possibile l’invio di armi anticarro, armi antiaeree e mitragliatrici in modo da allineare l’Italia alle decisioni già prese da altri Paesi Ue. 

Su twitter il ministero degli Esteri ucraino ieri mattina ha postato una specie di lista della spesa: «La vostra solidarietà, amici, non a parole ma con i fatti». Oltre alle sanzioni si chiedono «per sostenere l’Ucraina, armi, carburante e mezzi finanziari». All’appello ha risposto il Belgio annunciando di fornire entro breve all’Ucraina duemila mitragliatrici e 3.800 tonnellate di carburante per i mezzi dell’esercito. Il ministro della Difesa della Repubblica Ceca, Jana Cernochova, assicura mitragliatrici, fucili di precisione, pistole e munizioni. Molti altri Paesi, a partire dalla Polonia, hanno iniziato da giorni a inviare munizioni e lo stesso fanno Estonia e Lituania che hanno inviato missili anticarro “Javelin” e materiale sanitario. Gli invii arrivano via terra e possono essere oggetto degli attacchi russi, ma un intervento diretto dei velivoli della Nato, a protezione dei convogli, farebbe salire di livello lo scontro.


Ultimo aggiornamento: Domenica 27 Febbraio 2022, 11:00
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