Vaccini, terza dose da gennaio: via con Pfizer (dal medico di base) per contrastare le varianti
di Mario Ajello

Vaccini, terza dose da gennaio: via con Pfizer (dal medico di base) per contrastare le varianti

Quando ci si va a vaccinare, se si riesce ad entrare in confidenza con i medici e gli infermieri quelli ti dicono per lo più: tanto tra pochi mesi dovrai fare la terza dose. Ormai è scontato, perché le varianti del Covid non hanno lasciato la scena e rischiano di occuparla sempre di più. La terza dose comincerà a gennaio e sarà Pfizer, al momento questo è l’orientamento, perché Pfizer è il siero che sta vincendo la gara dei vaccini. Tutti negli hub e nei tendoni dunque il prossimo inverno? No, il vaccino lo faranno i medici di base. E già in questo la terza ondata vaccinale sarà diversa dalle prime due. Il ministero della Salute ha già cominciato a lavorare al nuovo piano.

 

 

 

GLI OBIETTIVO - L'obiettivo primario anche questa volta sono le persone a rischio, vale a dire più di 20 milioni di italiani considerati fragili per patologie o età. Soggetti fragili e over 60-65 sono coloro ai quali sicuramente verrà consigliato di fare la terza dose, una volta finito l'effetto delle prime due. Non bisogna dimenticare poi coloro che sono a contatto con queste persone, ossia gli operatori sanitari, e chi svolge lavori che prevedono lo stare continuamente a contatto con altri individui, ad esempio le forze dell'ordine. Riuscire a coprire loro equivarrebbe a coprire un terzo della popolazione, con particolare attenzione nei confronti di anziani e fragili. Il pilastro è uno: bisogna uscire dalla logica dell’emergenza e passare a quella della programmazione, prendendo spunto dalla campagna contro l’influenza.

 

 

I CAPISALDI - Tra i punti fermi al momento c’è appunto la marca del vaccino che verrà utilizzato. Del resto la Commissione europea ha già detto di non voler confermare per l’anno prossimo i contratti con chi produce quelli a vettore virale, in particolare AstraZeneca. C’è invece un accordo per l’acquisto di 900 milioni di dosi di Pfizer, basato sulla tecnologia dell’Rna messaggero che viene considerata molto affidabile per efficacia e sicurezza. I dubbi più grandi però riguardano i tempi previsti. Proprio per questo sono già stati avviati i contatti per confrontarsi con la struttura commissariale con a capo il generale Figliuolo. Sarebbe comodo, a detta del ministero della Salute, iniettare la terza dose in concomitanza con il vaccino influenzale. La campagna vaccinale per quest'ultimo però incomincia a novembre.

 

I TEMPI - Troppo presto per la terza dose perché il green pass dura nove mesi ma la copertura del vaccino può arrivare tranquillamente a un anno. «Sarà una campagna molto spalmata nel tempo che potrebbe arrivare a marzo, aprile o maggio» - spiega Silvestro Scotti, segretario della Fimmg, sindacato dei medici di famiglia - «Sono d'accordo con l'idea di coprire solo i fragili ma intanto bisogna diffondere la vaccinazione nel mondo per evitare che nascano varianti pericolose». Rappresenta molto più di una semplice ipotesi il vaccinare negli ambulatori al posto degli hub. In merito Scotti afferma: «Basta Open Day. Vaccinare negli studi medici di famiglia per puntare sulla qualità della vaccinazione, somministrata da un medico che conosce bene il paziente che ha di fronte e non sulla quantità». Dello stesso avviso anche l'assessore regionale al Welfare lombardo Letizia Moratti: «Se ci saranno, come si pensa ci possano essere, dei possibili richiami nella campagna vaccinale con la somministrazione della terza dose, le farmacie avranno un ruolo rilevante».

 

 

A COSA SERVE - Il personale sanitario riceverà la somministrazione in Asl e ospedali, come avviene normalmente anche per prevenire l’influenza. La terza dose, pensano al ministero della Salute, potrebbe servire a contrastare le varianti di coronavirus che stanno circolando adesso quando calerà l’immunizzazione della popolazione. Del resto sono efficaci anche contro quella ora più temuta, l’indiana. Ma se ci saranno cambiamenti significativi del coronavirus l’industria potrebbe modificare leggermente il vaccino per contrastarle. Proprio l’industria in questi giorni sta diffondendo il più possibile l’idea che la terza dose sarà certamente necessaria, puntando anche sugli altri vaccini che ha sul mercato magari per abbinarli a quello anti Covid. Se è tutto marketing o se davvero servirà il richiamo lo si capirà tra un po’ di tempo. Intanto il ministero cerca di organizzarsi anche se si An sala un po’ nel buio (e infatti il governatore Veneto, Luca Zaia, non ci crede: “Manca un piano nazionale per le terze dosi”), per essere pronti nel caso il nuovo piano di immunizzazione diventi necessario.

 

LA COPERTURA - Il problema è quanti durano gli anticorpi generati dai diversi vaccini. E questo lo si capirà solo con il tempo: potremmo andare verso un richiamo per tutti, tutti gli anni, o potremmo non doverci vaccinare più. In ogni caso, però, il generale Figliuolo ha spiegato che "abbiamo già opzionato, di concerto con l'Unione europea, una quantità tale di vaccini per coprire tutta la popolazione con un ulteriore dose ed anche con una robusta riserva". Ora si tratterà di monitorare attentamente come andrà l’estate e poi intervenire. Si spera con maggiore tempestività, lucidità e pragmatismo di quanto accadde alla fine della scorsa estate.


Ultimo aggiornamento: Giovedì 10 Giugno 2021, 16:17
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