Lamorgese: «Vaccineremo i giovani sarà un'estate in sicurezza»
di Cristiana Mangani

Vaccini, prenotazioni da maggio per i giovani. La ministra Lamorgese: «L'estate sarà sicura»

Sarà la seconda Pasqua in semi-lockdown per gli italiani, con la curva del contagio che non molla e l’orizzonte di una immunità di gregge ancora lontano. La ministra dell’Interno Luciana Lamorgese ha indetto per domani un Comitato per l’ordine e la sicurezza, per pianificare «controlli rigorosi», mantenendo, comunque, «un profondo senso di umanità».

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Ministra, il prossimo week end sarà zona rossa nazionale, quali misure verranno prese per far procedere tutto con regolarità?
«Verranno intensificate tutte le misure di prevenzione analogamente a quanto avviene in occasione delle più importanti festività, con un dispositivo di circa 70 mila donne e uomini in divisa. E come l’anno scorso, bisognerà tenere conto delle limitazioni imposte in tutta Italia per contenere la diffusione del Covid 19, con specifici servizi programmati a livello territoriale che riguarderanno, in particolare, le aree urbane più esposte al rischio di assembramenti, i parchi, i litorali più frequentati, le arterie stradali e autostradali, le stazioni ferroviarie, i porti e gli aeroporti. Proprio per la valutazione di tutti questi aspetti ho convocato per domani mattina al Viminale il Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica».


Nell’ultimo mese, nonostante buona parte delle regioni fossero in zona rossa la circolazione dei cittadini non si è fermata. Non ci sarà stata troppa tolleranza da parte delle forze dell’ordine?
«Cresce, soprattutto tra i ragazzi, un senso di stanchezza e di mancanza di fiducia per il futuro. Siamo alla seconda Pasqua chiusi in casa e questo crea altro disorientamento. Ma non è il momento di abbassare la guardia, e di far venir meno quel senso di responsabilità dimostrato finora: perché i progressi registrati dalla campagna per i vaccini fanno finalmente intravvedere un orizzonte diverso che ci consentirà di tornare gradualmente alla normalità. In questo contesto sociale molto delicato, le forze di polizia continuano a svolgere un’attenta attività di vigilanza e per questo voglio ringraziare tutti gli uomini e le donne impegnati con professionalità nelle nostre città».

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Quanti sono stati i controlli?
«Dall’11 marzo del 2020, le forze di polizia, insieme ai militari di “Strade sicure” e alle polizie locali, hanno effettuato quasi 40 milioni di controlli alle persone, di cui 633 mila sanzionate. Nei primi tre mesi di quest’anno, le persone controllate sono state più 8 milioni con 107 mila sanzioni».


Recentemente una sentenza ha stabilito che mentire nell’autocertificazione non è reato. Come può intervenire il Viminale davanti a queste scappatoie fornite dalle diverse interpretazioni della legge?
«Come ho appena ricordato, sono imponenti i numeri dei controlli effettuati sulle persone che poi hanno dovuto compilare l’autodichiarazione. Ovviamente, non commento le decisioni che la magistratura adotta in piena autonomia, ma ricordo a me stessa che stiamo sempre parlando di false dichiarazioni rese davanti a un pubblico ufficiale. Sono convinta che la maggioranza degli italiani sia consapevole che, al di là delle sanzioni e dei controlli, è il senso di responsabilità di ciascuno di noi il migliore alleato della salute pubblica».

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Il governo potrebbe decidere di “chiudere” l’Italia fino alla fine di aprile. Si riuscirà a convincere i cittadini ormai esausti a rispettare le regole? Si temono disordini?
«Le aperture e le chiusure, come ha detto il presidente del Consiglio, vengono decise in base ai dati sulla diffusione del virus. Mi rendo conto delle gravissime difficoltà in cui versano le categorie economiche più esposte alla crisi che manifestano il loro dissenso contro le misure adottate. Ma sono anche convinta che il Paese sarà in grado di superare unito questa fase cruciale della lotta al Covid 19 e, comunque, il Viminale continuerà a porre il massimo di attenzione sui possibili tentativi da parte di frange estremiste di infiltrarsi nelle manifestazioni di piazza».


I giovani non vanno a scuola in presenza da mesi, le palestre sono chiuse e anche i locali. Si parla di un’estate senza discoteche. Sono previste nuove forme di controllo anti assembramenti e movida per non commettere gli errori dello scorso anno?
«I ragazzi stanno pagando un prezzo molto alto: in termini di assenza forzata dalle aule di scuola e delle Università, di riduzione degli spazi di socialità e della libertà di viaggiare per motivi di studio e di vacanza. In vista dell’estate, per limitare al massimo il contagio, c’è bisogno di uno sforzo straordinario: ora che è stato raggiunto l’accordo con le Regioni per l’utilizzo della rete delle farmacie, tra maggio e giugno dovremmo iniziare a vaccinare anche le classi di età dei più giovani che, notoriamente, si spostano e socializzano più delle altre».

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Si comincia a parlare di passaporto vaccinale, cosa comporterà? Pensa che saranno ipotizzabili aperture di frontiere e vacanze all’estero?
«Il commissario Ue al Mercato interno, Thierry Breton, ha annunciato che un “passaporto sanitario europeo” potrebbe essere utilizzato a partire dal 15 giugno in tutta l’Unione. Il “passaporto” – che consentirà procedure più veloci alle frontiere – non sarà obbligatorio e sarà comunque utilizzabile anche da chi, in attesa del vaccino, si sottoponga al tampone molecolare prima dei viaggi all’estero. Credo che questo strumento, assicurando gli spostamenti in sicurezza, potrà contribuire anche alla ripresa del settore turistico così duramente colpito dalla pandemia».


L’inchiesta siciliana sui dati epidemiologici falsi apre un capitolo molto pericoloso anche per la credibilità dell’Italia in Europa. In che modo si pensa di intervenire?
«Posso solo osservare che in questa fase, caratterizzata da una grave emergenza sanitaria e da troppi lutti per le famiglie, la credibilità delle istituzioni e dei suoi atti rappresenti ancora di più il fulcro della convivenza civile. Per questo, mi auguro che la magistratura possa concludere quanto prima l’inchiesta».

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Quale il contributo del Viminale alla campagna vaccinale?
«A cura del Servizio sanitario nazionale e della Direzione centrale di Sanità della polizia, è già stata somministrata la prima dose al 90% dei circa 70 mila poliziotti che hanno dato la loro disponibilità. Inoltre, la Direzione centrale di Sanità ha messo a disposizione una sua struttura a Roma, nella quale già sono state vaccinate circa 10 mila persone tra ultraottantenni e soggetti vulnerabili. Sono operative le sedi del reparto mobile di Reggio Calabria e altre strutture della Polizia di Stato a Palermo, Padova, Firenze e Pescara, ed è stata data la disponibilità alle Regioni per l’utilizzo dei comandi provinciali dei Vigili del fuoco».
Lei si vaccinerà?
«Ho potuto fare la prenotazione on line sul sito della Regione Lazio proprio alla fine della scorsa settimana, appena è stato il turno del mio anno di nascita. Pertanto, mi vaccinerò al più presto».

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Con l’arrivo della bella stagione ricominceranno gli sbarchi di immigrati in maniera più massiccia: quale politica verrà adottata dal nostro paese? 
«Per la gestione dei flussi migratori è indispensabile una strategia comune da parte dell’Europa. Tuttavia, nella complessa trattativa sul Patto europeo Migrazione e Asilo, alcuni Stati membri si oppongono ad ogni forma di relocation obbligatoria. Ne ho parlato a Parigi, con il ministro Darmanin, e presto incontrerò il collega tedesco Seehofer. Un risultato molto significativo lo abbiamo già ottenuto ad Atene dove i Paesi del Med5 – Cipro, Grecia, Italia, Malta e Spagna – hanno sottoscritto un documento comune per la Commissione in cui vengono fissati due paletti irrinunciabili: il “principio di solidarietà e di equa ripartizione delle responsabilità”; e la necessità di istituire un meccanismo europeo gestito a livello centrale per facilitare i rimpatri su richiesta degli Stati membri. Sabato scorso, ho parlato di rimpatri anche con il ministro degli Esteri tunisino, Othman Jerandi, tenendo conto che i migranti irregolari tunisini generalmente non fanno la domanda per la protezione internazionale, essendo il loro Paese considerato sicuro: per questo, ho chiesto di implementare, anche con una maggiore flessibilità, l’accordo operativo sui rimpatri che ha già dato risultati importanti in questi anni».
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Ultimo aggiornamento: Giovedì 1 Aprile 2021, 08:42
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