Vaccino, come va richiesto (e chi ci contatterà)? Dalle Asl al Cup quello che dobbiamo sapere
di Lorena Loiacono

Vaccino, come va richiesto (e chi ci contatterà)? Dalle Asl al Cup quello che dobbiamo sapere

Due dosi, a distanza di un mese o poco più, e l’incubo del Covid potrebbe fare meno paura. Questo è lo scopo del vaccino che ha iniziato la sua campagna in Italia domenica scorsa. Dopo le prime immagini, simboliche, ora le dosi devono arrivare a tutta la popolazione per raggiungere una copertura del 90% da qui ai prossimi 12 mesi.

Vaccino Astrazeneca, Ema: «Improbabile via libera a gennaio. Servono dati»

Voglio aderire, come devo fare?

Si procede per step ben definiti, partendo dagli operatori sanitari e dagli over 80 per poi arrivare alle categorie più a rischio dal punto di vista medico ma anche lavorativo. E poi verranno vaccinate le persone “sane”. Ma non resta che capire chi si occuperà di chiamare le singole persone: che tipo di comunicazione arriverà al paziente che vorrà presentarsi alla vaccinazione?

«A Wuhan ci furono 500mila contagi e non 50mila». Lo studio choc degli scienziati cinesi

Pianificazione negli ospedali

In questa prima fase, che andrà avanti fino al mese di marzo, vengono coinvolti gli operatori sanitari e i pazienti delle Rsa: spetta quindi alle singole direzioni sanitarie degli ospedali o delle strutture mediche formulare un calendario di vaccinazioni.

Si parte dai medici e dagli infermieri in prima linea, nei reparti Covid, e dagli anziani che non hanno avuto ancora contatti con il virus.

Veneto, il numero dei positivi non cala: nelle ultime ore 24 ore 2.655 casi e 191 morti

Per ultimo chi ha avuto il Covid

Poi, sempre in questa prima fase quindi con la massima priorità, verranno vaccinati i medici che hanno avuto il Covid, quelli già contagiati: dovranno fare comunque il vaccino per una maggiore protezione anche perché ci sono stati casi in cui il contagio si è ripresentato.

 

 

 

 

Prenotazione al Cup, ma non solo

Ci saranno poi le fasi successive, a partire da aprile e fino a dicembre, quando le dosi dovranno arrivare a tutta la popolazione e usciranno quindi dall’ambiente medico ospedaliero. Prima toccherà agli over60 e alle persone con patologie croniche a rischio, poi al personale scolastico, delle forze dell’ordine e ai malati di medio rischio e infine a tutto il resto della popolazione. Verranno coinvolti i medici di base che contatteranno prima i pazienti a rischio, in linea con quanto avviene nella maggior parte dei casi con la campagna di vaccinazione influenzale. In questo caso saranno operative anche le Asl per organizzare gli appuntamenti: il paziente che riceve la chiamata dal medico di base deve poi dare la sua adesione e quindi prenotare l’appuntamento anche tramite il Cup, un centro di prenotazione unico con un numero dedicato. Il vaccino si farà in strutture ad hoc: per ora non è previsto che venga fatto negli studi medici di famiglia ma la situazione potrebbe cambiare da qui ad aprile.

 

Covid, l'Oms: «La mortalità è bassa, dobbiamo prepararci a pandemie più gravi»

Una app per tracciare anche il vaccino

Si sta pensando di lanciare una app che possa servire a velocizzare le procedure di prenotazione del vaccino. Ma non solo: “Credo sia interessante puntare su una simile app - spiega Fabrizio Pregliasco, virologo dell'università di Milano e direttore sanitario dell'Irccs Galeazzi di Milano - una volta operativa potrà aiutarci anche a ricevere le segnalazioni da parte die pazienti di eventuali effetti collaterali: potremmo registrare in questo modo quante persone hanno riscontrato mal di testa o altro. Spero che il progetto vada a buon fine”.


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 30 Dicembre 2020, 09:10
© RIPRODUZIONE RISERVATA