Vaccinati tempo reale in Italia: 307.182. Medici di base: «Impossibile vaccinare, noi in coda per immunizzarci»

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Vaccinati in Italia in tempo reale. I dati in tempo reale sottolineano come i vaccinati in Italia in totale, ad oggi, siano 307.182 (188.019 donne, 119.163 uomini). Sono oltre 307 mila le dosi di vaccino contro il Covid-19 somministrate al momento in Italia. «Un altro importante risultato giornaliero - fa sapere Palazzo Chigi - dopo i 73 mila vaccini della giornata di ieri che rappresenta il miglior dato tra i Paesi UE. Il nostro Paese si conferma al secondo posto in Europa, secondo solo alla Germania, che però superiamo nelle dosi somministrate in rapporto alla popolazione. Il trend sta crescendo progressivamente in tutte le Regioni, da Nord a Sud. Dati che danno fiducia anche in vista delle prossime settimane, quando la macchina organizzativa sarà a pieno regime e con l’arrivo dei nuovi vaccini».

Oggi si è svolto un incontro tra governo e regioni per fare il punto. Al momento è stato presentato un programma con 5,9 milioni di vaccinati entro fine marzo, 13,7 ad aprile, 21,5 milioni entro fine maggio e si può completare la vaccinazione volontaria entro agosto. Lo ha detto - a quanto si apprende - il Commissario Arcuri, durante il vertice Governo-Regioni. Soddisfazione è stata espresso dal ministro Speranza: «Ora è in atto quell'accelerazione nella campagna vaccinale necessaria. La grande maggioranza delle regioni ha raggiunto percentuali rilevanti». Il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia ha sottolineato che «tutte le Regioni stanno facendo sui territori un intenso lavoro per attuare il piano nazionale messo a punto dal commissario per la campagna di vaccinazione. Noi restiamo sempre al loro fianco disponibili per fornire tutto il supporto necessario. Con l'impegno di tutti abbiamo avviato un percorso che ci porterà a uscire gradualmente dall'emergenza entro l'estate».

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Ira medici base«Finchè tutti i medici di famiglia ed i pediatri di libera scelta non saranno vaccinati, è impossibile che questi possano essere coinvolti come vaccinatori anti-Covid perchè ciò rappresenterebbe un rischio sia per i medici sia per i cittadini». Lo afferma all'ANSA il segretario generale della Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg) Silvestro Scotti. «Ad oggi - rileva - in molte regioni proprio i medici di base sono invece considerati tra le ultime linee nelle priorità per l'accesso all'immunizzazione».

 

Vaccinati, i numeri ----> in tempo reale

 

I numeri dei vaccini. La campagna di vaccinazione accelera. Sono 259.037 le vaccinazioni eseguite in Italia, il 54% rispetto alle 479.700 dosi consegnate per la prima tranche di vaccini Pfizer destinati all'Italia. Di queste, sono oltre 70 mila le somministrazioni effettuate martedì 5. I dati sono aggiornati alle ore 0.11 del 6 gennaio. 

Degno di nota lo slancio di vaccinazioni nella regione Lombardia che con 9.167 vaccinati, ha iniettato l'11,4% dei sieri a disposizione. Un numero sorprendente questo se si considera che lo scorso 2 gennaio l'efficienza della regione viaggiava intorno al 3%, nel pieno delle polemiche. L'assessore al Welfare, Giulio Gallera, aveva parlato in quell'occasione di «polemiche pretestuose» e «ingustificate», dal momento che i ritardi nelle vaccinazioni erano dovute ai «giorni festivi» intermedi.

Ma lo sprint lombardo non archivia le tensioni con il governo. «Se la Regione a guida leghista - che aveva già combinato disastri con la vaccinazione anti influenzale - non è in grado di attuare quella contro il Coronavirus, è giusto che subentri lo Stato esercitando i poteri sostitutivi», ha detto il viceministro dell'Economia Antonio Misiani, che lo ha scritto in un post su Facebook aggiungendo che «la salute dei lombardi è troppo importante per continuare a lasciarla in mano a chi ha fallito». 

«Quartultima - ha sottolineato Misiani -. Dopo Molise, Calabria e Sardegna. È la posizione della Regione Lombardia come quota di vaccini somministrati in rapporto alle dosi consegnate: 11,4%, a fronte del 38,1% medio nazionale (e le punte del 67,7% della provincia autonoma di Trento e del 63,3% del Lazio)». E da questo dato, Misiani è partito per criticare i vertici della Regione, anche in vista di possibili cambi in squadra. «Il presidente Fontana - ha osservato - può fare tutti i rimpasti di Giunta possibili e immaginabili. L'assessore Gallera è perfetto, come capro espiatorio. Avrebbe dovuto dimettersi da mesi. Lo farà adesso, su richiesta del presidente Fontana e con il via libera decisivo del suo dante causa: Matteo Salvini». «Ma il problema - è convinto - è nel manico: una gestione della sanità lombarda catastrofica, una classe politica che in Regione comanda ininterrottamente da più di vent'anni e che si è dimostrata per l'ennesima volta incapace di ammettere i propri errori e men che meno di porvi rimedio». «Il programma di somministrazione dei vaccini - ha aggiunto l'esponente bergamasco del Pd - è vitale per uscire dall'emergenza COVID-19. A maggior ragione lo è in Lombardia, che detiene il tragico primato per numero di decessi». 

 

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Speranza: secondi in Europa

«Siamo secondi per numero di vaccinazioni in Europa, dietro solo alla Germania, e abbiamo tutte le capacità per accelerare. Il Piano sarà incrementato man mano che Ema autorizzerà gli altri vaccini. Sono stati fatti degli sforzi straordinari da parte di tutte le regioni per mettere a regime la macchina, che vuol dire 70 mila vaccini al giorno a livello nazionale finché non si avranno gli alti vaccini autorizzati». Così - a quanto si apprende - il ministro della Salute al vertice Governo-Regioni sui vaccini.

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Regioni: più personale alle regioni virtuose

Dare maggiore personale a quelle regioni che fanno tante vaccinazioni e non a chi tiene le dosi in magazzino, per evitare che con la giacenza vengano sprecate. È questa la richiesta avanzata da alcui governatori - a quanto si apprende - durante il vertice Governo-Regioni sui vaccini.

 


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 6 Gennaio 2021, 22:15
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