Ucraina, linea dura di Draghi contro la Russia: «Ue minacciata, ora massima fermezza»

Linea dura di Draghi contro la Russia: «Ue minacciata, ora massima fermezza»

Mario Draghi esprime «il pieno e convinto appoggio» dell'Italia al pacchetto di misure contro la Federazione Russa presentato dalla Commissione Europea e commenta: «L'aggressione dell'Ucraina è un atto barbaro e una minaccia per tutta l'Europa» che «deve reagire con la massima fermezza». La cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari all'Ucraina arriverà già domani in Consiglio dei Ministri.

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Nuovi aiuti a Kiev che andranno ad integrare i contenuti del decreto approvato il 25 febbraio e che, insieme alle sanzioni in ambito Swift per la Russia e alla chiusura dello spazio aereo a Mosca, costituiranno l'ossatura del patto di ferro con l'Ue per fermare Putin.  Mentre l'escalation della guerra e lo spettro del nucleare mettono in allarme il mondo, il governo italiano deve attrezzarsi anche su un altro fronte: quello energetico. E per questo approverà una norma che, in caso di vera crisi nelle forniture di gas, consenta di usare temporaneamente le centrali a carbone. Vista l'emergenza e il veloce susseguirsi degli eventi, per il premier non c'è tempo da perdere. Così, in stretto coordinamento con l'Ue, mette mano a due provvedimenti pesanti che solo in un secondo momento potrà illustrare al Parlamento.

 

Sarà, infatti, martedì il giorno della nuova informativa del capo del governo alle Camere, che - in quella stessa occasione - voteranno anche una risoluzione. I tempi sono strettissimi e il conflitto in continua evoluzione, così domani mattina è prevista la prima riunione dei gruppi parlamentari, con l'obiettivo di mettere d'accordo con un testo unitario maggioranza ed opposizione. Il sostegno unanime del Parlamento italiano, a cui peraltro ha fatto appello lo stesso presidente del Consiglio, in un momento tanto delicato sarebbe rilevante.

Ma lo scoglio da aggirare attiene alle diverse sensibilità tra gli stessi partiti che sostengono l'esecutivo (Matteo Salvini, ad esempio, è critico sull'invio di armi all'Ucraina), oltre al timore diffuso e trasversale che le sanzioni si trasformino in un boomerang per l'economia dell'Italia, più esposta di altri Paesi insieme alla Germania, per le dipendenze dal gas russo. A tal proposito, sarebbe già in corso un approfondimento su come gestire le difficoltà delle imprese italiane che potrebbero essere colpite dall'esclusione di Mosca da Swift. Il secondo atto che arriverà in Consiglio dei ministri introduce una procedura che consente maggiore flessibilità nell'uso delle diverse sorgenti di energia elettrica.

Oltre all'ipotesi del carbone, il governo sta definendo strategie e piani di emergenza se la situazione dovesse precipitare: si va da una maggiore flessibilità dei consumi di gas alle sospensioni nel settore industriale, dall'incremento del gas naturale liquefatto dagli Usa (con in prospettiva il miglioramento delle capacità di rigassificazione) fino ai gasdotti Tap dall'Azerbaijan, Transmed da Algeria e Tunisia e Greenstream dalla Libia portati a pieno carico. Come risposta il colosso pubblico algerino degli idrocarburi Sonatrach si è detto pronto a fornire più gas all'Europa proprio attraverso il gasdotto Transmed. E sono in corso fitte relazioni diplomatiche per trovare anche altre forme alternative di approvvigionamento, a partire dagli Usa.

In giornata Draghi sente il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi con cui parla degli ultimi sviluppi della crisi. Il Cav garantisce appoggio anche sulle iniziative contro il caro energia. Il segretario dem Enrico Letta chiede la sospensione del patto di stabilità europea finché dura la crisi: «Interi settori, lavoratori, famiglie andranno aiutati». Matteo Salvini si distingue: «All' Europa non chiedo di distribuire armi ma di perseguire la via del Santo Padre: confronto, dialogo diplomazia, sanzioni e non armi letali». La frase gli attira una pioggia di critiche, da Iv al Pd fino ad Azione. M5s, con Giuseppe Conte, invoca invece «sostegni e accoglienza per gli ucraini» e «sanzioni alla Russia per fermare la violenza». La proposta del Movimento è varare un Recovery di guerra per non lasciare famiglie ed imprese ad «affrontare uno tsunami con l'ombrello».


Ultimo aggiornamento: Martedì 1 Marzo 2022, 09:15
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