Natale, caos spostamenti: prima del 21 dicembre decine di migliaia in viaggio, controlli con i droni

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di Michela Allegri

Il timore è concreto: la settimana prima del 21 dicembre, e in particolare venerdì 18, sabato 19 e domenica 20 sono previste giornate da bollino nero sulle strade, nelle stazioni e negli aeroporti, con il rischio altissimo di assembramenti che potrebbero vanificare gli sforzi di contenimento del coronavirus. A Roma la situazione potrebbe essere critica. Solitamente, nella settimana tra Natale e Capodanno la città si svuota, perché molti abitanti sono originari di altre regioni - soprattutto del Sud - e tornano in famiglia per le vacanze. Quest’anno potrebbe andare diversamente, perché nella Capitale ci sono circa 70mila studenti fuori sede che, però, stanno in gran parte svolgendo le lezioni universitarie da remoto e quindi potrebbero essere rimasti nei comuni di residenza.

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Le prenotazioni in hotel sono poche: solo 80 strutture su 1.200 in città saranno aperte durante le Feste. Una circostanza determinata soprattutto dall’assenza dei turisti dall’estero per via delle quarantene necessarie dopo l’arrivo. A preoccupare sono i possibili assembramenti nelle stazioni - Termini e Tiburtina in primis - e negli aeroporti. Mentre trovare un posto in treno tra il 18 e il 20 dicembre sta diventando una missione impossibile, alcuni dati sulle partenze arrivano da Alitalia: nei due aeroporti romani è già stato registrato un più 50 per cento delle prenotazioni per la settimana tra il 14 e il 20 dicembre, prima che scatti il divieto di spostamento tra regioni. E la percentuale si sta incrementando di giorno in giorno. Nelle date con divieto di viaggio, cioè dal 21 dicembre al 6 gennaio, le prenotazioni sono comunque aumentate del 13%. Probabilmente si tratta di persone che dovranno fare ritorno alla residenza - spostamento sempre consentito dal Dpcm, così come quello per motivi lavorativi, o di salute -, assistere genitori o familiari in difficoltà, oppure di “furbetti” che cercheranno di aggirare i divieti.

LA SICILIA

La meta di volo più richiesta, in tutta l’Italia, è la Sicilia. Saranno almeno 60mila, secondo le previsioni, gli italiani che arriveranno nell'isola per trascorrere le festività. E la regione sta iniziando ad attrezzarsi per evitare una nuova e drammatica ondata di contagi: sono previsti test rapidi negli aeroporti “Vincenzo Bellini” di Catania e “Falcone e Borsellino” di Palermo, nella stazione ferroviaria di Messina e nei punti di sbarco dei vettori marittimi. Se negli aeroporti si sta lavorando per riuscire a sottoporre al tampone tutti i passeggeri in arrivo, a Messina si valuta l’organizzazione di un drive-in nel serpentone della Rada San Francesco, dedicato agli automobilisti sbarcati da Villa. Per quanto riguarda i treni, i convogli a lunga percorrenza potrebbero fare tappa al binario 10 e i viaggiatori potrebbero essere sottoposti a tampone prima di lasciare lo scalo. Ma ci saranno anche controlli delle forze dell’ordine sugli spostamenti da regione a regione e, dal 21 dicembre al 6 gennaio, soprattutto su domicili e residenze.

I CONTROLLI

La parte più consistente del flusso in uscita è infatti attesa con mezzi privati. E intanto nelle farmacie cittadine che effettuano test rapidi - soprattutto nelle grandi città - è già in atto la corsa a prenotare tamponi per i giorni a ridosso del 20 dicembre, nella speranza di mettersi in viaggio in sicurezza. In una circolare inviata ai prefetti, il Viminale ha dettato le linee guida: «Attenzione andrà rivolta ai controlli da effettuarsi sulle principali arterie di traffico e sui vari nodi delle reti di trasporto, in considerazione, soprattutto, degli spostamenti conseguenti alle particolari restrizioni previste dal Dpcm». I controlli verranno effettuati anche attraverso elicotteri e droni. L’attenzione, in particolare, si concentrerà sul rispetto del coprifuoco e sui divieti di spostamento, con verifiche a campione e ispezioni più serrate nei giorni di festa e nei weekend, e con il monitoraggio di strade e piazze per evitare gli assembramenti. La stessa circolare chiarisce: «Tra le situazioni di necessità, per le quali resta fermo l’uso del modulo di autodichiarazione, può farsi rientrare, a mero titolo di esempio, l’esigenza di raggiungere parenti, ovvero amici, non autosufficienti, allo scopo di prestare ad essi assistenza».

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LA PUGLIA

«Fate un sacrificio: rimanete dove siete. L’esodo di massa va evitato, perché, senza adeguate cautele e andando a convivere immediatamente, si può determinare l’accensione di molti focolai». E' l’appello del governatore pugliese, Michele Emiliano. Secondo le previsioni per le feste dovrebbero arrivare in Puglia circa 30mila persone. A preoccupare è il sold out già registrato in questi giorni a bordo dei treni che collegano le stazioni delle principali città del Nord e Centro Italia alla Puglia e al Salento. Il picco delle prenotazioni è, ovviamente, tra il 18 e il 20 dicembre. Il presidente della regione ha anche ricordato la prima fase della pandemia e l’esodo di massa di inizio marzo: tra il 7 e l’8 marzo Emilano aveva dovuto emanare un’ordinanza di quarantena obbligatoria per chi arrivava. Un sistema che potrebbe venire replicato per Natale.
A lanciare l’allarme è anche il governatore della Lombardia, Attilio Fontana: «Il 19 dicembre, ovvero nel weekend alla vigilia del blocco agli spostamenti tra regioni, ci potrebbe essere un esodo di persone da Milano verso familiari, seconde case e luoghi di villeggiatura». Fontana chiede di intervenire: «Rischiamo di rivivere la notte tra il 7 e l’8 marzo. Il rischio è quello. Ma visto che lo possiamo prevedere, dobbiamo attrezzarci in modo che ci sia più attenzione in aeroporto e in stazione. Bisognerà parlare con le prefetture, forze dell’ordine per evitare che in quei giorni si creino più danni rispetto a quelli che si cercano di evitare con il Dl Natale».

 

 


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 9 Dicembre 2020, 16:58
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