Salvini e Berlusconi sempre più lontani. Il Cav si smarca: «Italia regalata alla sinistra»

Il centrodestra è più trino che uno. Le consultazioni con il premier incaricato hanno messo in mostra tutte le divisioni fra i papabili alleati. Silvio Berlusconi si è presentato da Giuseppe Conte annunciando una opposizione «composta». Giorgia Meloni e Matteo Salvini hanno invece disertato l'incontro, mandando avanti i loro fiduciari. Ma anche fra loro si allargano le distanze. Entrambi progettano di scendere in piazza contro l'alleanza Pd-M5S, ma se FdI ha annunciato una manifestazione quando ci sarà la fiducia al nuovo governo, in via Bellerio si pensa a una iniziativa analoga, ma in un giorno diverso, il 19 ottobre.

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E i leghisti tengono a marcare le differenze: «Noi abbiamo le nostre manifestazioni», ha detto il sottosegretario Claudio Durigon, lasciando intendere un: «e quelli di Fratelli d'Italia le loro». Le divisioni non sono solo di strategia e di tattica. Non c'è bisogno di interpretare le mosse dei tre partiti per scovare le differenze. Berlusconi ha detto chiaro e tondo cosa pensa del partito di Salvini: «Il fatto che la Lega abbia riproposto di resuscitare l'esperienza gialloverde rappresenta per noi un problema politico molto serio, su cui gli elettori di centrodestra devono riflettere seriamente, perché così si è consegnato il Paese alla sinistra».

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Per la Lega un'accusa dal retrogusto amarissimo. E infatti il capogruppo al Senato, Massimiliano Romeo, ha risposto sullo stesso tono: «Noi, a differenza di altri non abbiamo mai governato insieme a Pd», come è avvenuto, per esempio, con il governo di Enrico Letta. All'opposizione, nonostante le alleanze in diverse regioni, convivono visioni diverse della missione politica da portare avanti. Berlusconi lo ha ripetuto: «Solo Forza Italia può essere il centro pensante ed operativo per riformare il centrodestra. Solo noi siamo continuatori della tradizione liberale, democratica e garantista. Dobbiamo rilanciare quel centrodestra in cui avevano piena cittadinanza le idee della destra democratica e del regionalismo, non un'alleanza di sovranisti e populisti».

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La sensazione è che i tre partiti di centrodestra stiano cominciando a segnare il territorio, a marcare le distanze per rendersi riconoscibili a quel bacino di consensi che, prima o poi, da alleati o da avversari, saranno chiamati a contendersi. I sondaggi, come quello fatto da Youtrend per Sky, certificano una realtà consolidata da tempo: la Lega saldamente in testa, al 31,9 per cento, poi Fdi all'8,8 per cento e dietro Forza Italia, al 6,8 per cento. Ma questa estate politicamente surreale potrà influenzare anche la percezione degli elettori. I giochi si possono riaprire. Anche nel centrodestra gli equilibri possono cambiare.

Venerdì 30 Agosto 2019, 20:54
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