Gregoretti, sì del Senato al processo a Salvini. Lui: mio dovere difendere confini

Sì del Senato al processo a Salvini sul caso Gregoretti. I senatori della Lega hanno lasciato l'Aula del Senato, e non hanno quindi preso parte al voto sull'autorizzazione al processo per il leader della Lega in relazione alla vicenda Gregoretti. Il capogruppo Massimiliano Romeo aveva annunciato pochi minuti fa la non partecipazione al voto del suo gruppo.

«Se c'è qualcuno che scappa oggi non è tra la Lega ma tra i banchi del governo»,  ha esordito il leader della Lega nel suo intervento in aula prima del voto. «La difesa della patria è un sacro dovere, ritengo di aver difeso la mia patria, non chiedo un premio per questo ma se ci deve essere un processo che ci sia. In quell'aula non andrò a difendermi ma a rivendicare quello che, non da solo, ma collegialmente abbiamo fatto». 

«Se avessi dovuto ragionare per opportunismo e convenienza personale non avrei preso la decisione che ho preso: è un processo e non una passeggiata. E lo faccio per rispetto della carica che ho ricoperto, per gli italiani e per i miei figli che hanno il diritto di sapere che difendere i confini era un suo dovere, non un suo diritto».

Dai banchi del Senato è spuntata qualche critica contro le sue parole sulla preoccupazione solo per i suoi figli. «Chi borbotta contro di me non ha ricevuto, come me, un messaggio oggi con scritto: 'Forza papà!'. Allora lei taccia! Taccia per rispetto per mio figlio non per me. Portate rispetto a due ragazzi che vanno a scuola e non rispondono delle accuse al padre». 

«Questa politica migratoria di rigore ha salvato migliaia di vite umane: la strategia del buonismo e dei porti aperti han portato a 15mila cadaveri in diversi anni», ha aggiunto. 
«Voglio andare in tribunale contando sull'indipendenza della magistratura per poi tornare davanti ai miei elettori a testa alta», ha spiegato Salvini. 

Salvini ha anche accusato il governo di immobilismo. Tra le accuse «state sequestrando genovesi e liguri». «Questo è un governo tenuto insieme dalla paura del voto e applica il rinvio eterno: il non scegliere sul Mes, sulla prescrizione, sulle autostrade, state tenendo ferma la Gronda, state tenendo in ostaggio i genovesi e i liguri, fate qualcosa ma decidete sull'Ilva, sull'Alitalia. Sono sei mesi che litigate su tutto ma uniti da Salvini è cattivo».



IL CASO
Il Senato che esaminerà la richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti del leader della Lega. All'ex ministro dell'Interno il tribunale del ministri contesta l'ipotesi di sequestro di persona per i 131 migranti, rimasti per 4 giorni sulla nave militare prima dello sbarco ad Augusta il 31 luglio 2019. Il voto del Senato - palese e a maggioranza assoluta dei componenti del Senato - sarà definitivo e dovrebbe arrivare prima di pranzo. L'esito finale sarà però ufficializzato in serata perché le urne resteranno aperte fino alle 19 circa per lasciare il tempo a tutti di esprimersi.

«Ho scelto io contro il mio quieto vivere di andare davanti a un tribunale. Orgoglioso di aver salvato migliaia di vite umane», ha detto Matteo Salvini parlando ai cronisti. «Confido nella terzietà dei giudici, a differenza di altri io non scappo». 

 



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Ultimo aggiornamento: Giovedì 13 Febbraio 2020, 07:16
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