Luca Morisi, il festino con due romeni, la cocaina e il racconto dei vicini. Pillon lo «stronca», poi il dietrofront

Luca Morisi, il festino con due romeni, la cocaina e il racconto dei vicini. Pillon lo «stronca», poi il dietrofront

Quella notte di metà agosto: «Rumori dal piano di sopra». Salvini furioso

I guai per Luca Morisi, guru social di Matteo Salvini dimissionario qualche giorno fa, e coinvolto ora in un’indagine per droga, sono iniziati in piena estate: era la notte tra il 13 e il 14 agosto quando i vicini di casa di Morisi, a Belfiore (Verona) chiamano i carabinieri per gli eccessivi rumori provenienti dalla casa.

 

Nella cascina, oltre a Morisi e un altro uomo - scrive Repubblica - c’erano due ventenni di nazionalità romena, «conosciuti online», che trascorrono lì circa 12 ore e poi vanno via: quando i carabinieri, poco dopo li fermano e ispezionano l’auto, trovano una boccetta di liquido, che i due ventenni dicono essere Ghb, droga dello stupro. Chi gliel’ha data? Secondo quanto dicono i due, è stato proprio Morisi, di cui forniscono l’indirizzo ai carabinieri, che entrano nella cascina dell’ex guru di Salvini e trovano due grammi di cocaina.

 

Morisi e il caso della droga, ira di Salvini: «Disgustato dalla schifezza mediatica»

 

Oggi il quotidiano La Stampa scrive di quella notte dal racconto dei vicini di casa: una di loro racconta di aver visto arrivare tre ragazzi, di cui uno con un berretto da baseball rosso. «Per tutta la notte abbiamo sentito rumori dal piano di sopra - il afferma - la cagnolina non ci faceva dormire di notte. Il fatto è che non c’era mai nessuno, lei sentiva i movimenti e correva nel giardino abbaiando». Una specie di festino, dunque. «Poi nel pomeriggio del 14 agosto - continua - sono arrivati i carabinieri, sono stati al piano di sopra per un’ora e li abbiamo visti andare via con un borsone gonfio di roba».

 

Salvini: «Sbattono il mostro in prima pagina»

 

L'inchiesta, a detta anche dello stesso Procuratore di Verona Angela Barbaglio, è poca roba: «Un fatto banale». Analisi sono in corso sulla presunta droga liquida, e i due grammi di cocaina rientrano nella sfera dell'uso personale. Ma nella Lega è scoppiata la bufera, con lo stesso Matteo Salvini che tuona: «Sono spiaciuto della schifezza mediatica che condanna le persone prima che sia un giudice, un tribunale a farlo». Ci sono giornalisti che sbattono «il mostro in prima pagina. Se poi la settimana prossima uscirà, come sono convinto, che il dottor Luca Morisi non ha commesso alcun reato, chi gli restituirà la dignità? chi gli chiederà scusa?».

 

«In un Paese civile prima di condannare qualcuno, prima di sputtanare qualcuno - ha proseguito il segretario del Carroccio - si aspetta che sia la giustizia a fare il suo corso. E faccio un esempio. Per mesi le prime pagine dei giornali hanno parlato dei fondi russi, Salvini ha preso i soldi dalla Russia, scandali, inchieste intercettazioni. E il risultato dopo anni di infamie: zero». «Se tutti attaccano solo la Lega - ha aggiunto - siamo gli unici che danno veramente fastidio a un sistema che vorrebbe portare indietro l'Italia»: «Se Luca ha sbagliato nella sua vita privata sono il primo a dirgli 'ma che diamine hai fatto? ma perché? però è una vicenda privata. Io non mi sono mai permesso di commentare le vicende del figlio di Grillo o degli amici di Conte o di qualche altro politico di sinistra. Io mi fermo davanti all'uscio di casa» ha concluso.

 

Pillon durissimo. Poi cambia idea

 

Ma c’è chi, anche all’interno della Lega, Morisi non lo ha mai visto di buon occhio: è il caso di Simone Pillon, senatore cattolico ormai celebre per la sua opposizione alla legge Zan, che al quotidiano Il Foglio non lesina frecciatine nei confronti dello stesso Morisi. «Non mi stupisce, viste le note attitudini del personaggio - ha detto - la giustizia divina ha fatto il suo corso. A me questo Morisi non è mai piaciuto, mai. Mi ha sempre fatto la guerra, ora capisco tante cose».

 

«Adesso - aggiunge Pillon - capisco quando a Verona, al congresso mondiale della famiglia, Morisi si mise di traverso: non voleva che Matteo vi partecipasse, diceva che era divisivo, poco conveniente politicamente». «Luca decideva tutto, diceva lui chi andava in tv e chi no. Non mi mandava mai in tv. Per me è una brutta notizia per l’uomo, ma magari è una bella notizia per la Lega». Poi conclude: «I gay nella Lega? Li conosco tutti».

 

Poco dopo però, il dietrofront, con Pillon che nega di aver rilasciato quelle dichiarazioni: «Sono molto dispiaciuto e amareggiato per quanto a me attribuito oggi su 'Il Foglio' in ordine alla vicenda di Luca Morisi. Un mix di molte parole che non ho detto, miscelate con alcune parole strumentalmente decontestualizzate, nel quale non mi riconosco in alcun modo, e che non rendono giustizia né a Luca Morisi, né a Matteo Salvini e neppure a me. Ribadisco la mia vicinanza e solidarietà a Luca Morisi per il difficile momento che sta attraversando. Incontrerò oggi stesso i miei legali per valutare ogni ulteriore azione». 


Ultimo aggiornamento: Giovedì 30 Settembre 2021, 16:52
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