Cesare Battisti, lettera di Salvini a Leggo: «Ora marcisca in carcere. E l'Italia finalmente torna a farsi rispettare»

di Matteo Salvini
L'abbiamo preso. E ora dovrà marcire in galera. Cesare Battisti non è un perseguitato o un semplice scrittore di romanzetti: è un terrorista comunista. Un assassino. Un codardo. Da decenni si era rifugiato all'estero per non pagare le sue colpe. È stato protetto e coccolato da donne e uomini di sinistra, presunti intellettuali, vip e politici. Adesso, alcuni di questi personaggi attaccano il sottoscritto per la linea dura sui clandestini.
È anche grazie alle coperture politiche che Battisti è riuscito a fuggire a Parigi e poi in Sudamerica. In Brasile, è stato visto sorseggiare cocktail in spiaggia, alla faccia delle vittime e dei loro famigliari.
 
 


Ora la pacchia è finita. Merito di un governo che ha ridato prestigio all'Italia. Non è un caso se il nuovo presidente brasiliano, Bolsonaro, aveva promesso pubblicamente di riconsegnarci Battisti. Ha mantenuto la parola, dando prova di una serietà e di una lealtà per cui lo ringrazio a nome degli italiani. Ringrazio Bolsonaro ma ringrazio anche le autorità boliviane e le nostre straordinarie donne e uomini dell'Intelligence e delle Forze dell'Ordine. Siamo orgogliosi dei nostri investigatori, della nostra Polizia e in generale delle nostre divise!
Oggi il nostro Paese ha rialzato la testa. Non siamo più l'Italietta che l'Europa trasformava nel campo profughi del Mediterraneo e che veniva snobbata dalle superpotenze mondiali.
Stiamo vivendo una nuova fase. In poco più di sei mesi abbiamo fatto quello che altri governi avevano provato a realizzare in decenni, fallendo.
Aspetto le famiglie rovinate da Cesare Battisti al Viminale.
Mentre le nostre galere aspettano lui.
La pacchia è finita. Era ora.

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Ultimo aggiornamento: 17:12 © RIPRODUZIONE RISERVATA