Roma, ballottaggio: Gualtieri punta sui rifiuti, Michetti sulla sicurezza (e sui voti di Raggi)

La gara per i voti M5S: il candidato del centrodestra difende Virginia sulle discariche, i dem scommettono su Conte

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di Fabio Rossi

Rifiuti, sicurezza, fondi del Recovery. Tra il futuro di Roma e i dossier ancora aperti, Roberto Gualtieri ed Enrico Michetti si sfidano partendo dai temi più sentiti dai romani. Con l'ombra di Virginia Raggi che aleggia sul primo confronto diretto tra i due contendenti per lo studio al primo piano di Palazzo Senatorio, ospitato ieri dalla trasmissione Porta a porta, condotta da Bruno Vespa. Lo schema è chiaro: l'avvocato-tribuno punta il dito contro la Regione Lazio (a guida Pd), strizzando l'occhio all'amministrazione capitolina uscente: «La sindaca ha fatto un ottimo lavoro» sulla candidatura per Expo 2030, sostiene Michetti. Con l'obiettivo di catturare i voti grillini al ballottaggio, per i quali l'ex ministro dell'Economia ha invece dalla sua l'endorsement di Giuseppe Conte e di altri pezzi del mondo M5S. E il candidato dem risponde biasimando «gli attacchi scomposti» di Giorgia Meloni contro il ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese, e ricordando gli «esponenti di Casapound nelle liste di Michetti, che sarebbero eletti se lui vincesse».


I nodi - Il candidato del centrodestra, che cita più volte Guido Bertolaso come possibile pezzo da 90 della sua futura amministrazione, attacca a testa bassa sul tema dello smaltimento dell'immondizia della Città eterna, pungendo la giunta di Nicola Zingaretti: «La Regione Lazio doveva prevedere degli impianti, è rimasta inadempiente», dice l'avvocato. Poi sulle risorse del Pnrr: «Gualtieri mise zero per Roma e nel Pnrr Roma è citata solo tre volte». Infine sul Governo, che secondo Michetti dovrebbe «iniziare a pensare a Roma: Parigi ebbe 44 miliardi, noi zero». Affondi contro i quali l'ex ministro replica punto su punto: sui rifiuti «è bizzarro scaricare sulla Regione le responsabilità del Comune - sottolinea Gualtieri - Dovrebbe sapere che la responsabilità di fare gli impianti è del Comune». Sul Pnrr offre ironicamente a Michetti «una copia sottolineata del piano: Roma è l'unica città che ha fondi dedicati e, inoltre, partecipa alle altre risorse». Quindi i rapporti con Palazzo Chigi, per i quali Gualtieri mette all'indice le dichiarazioni della leader di Fratelli d'Italia: «Come si fa ad avere un rapporto proficuo con il governo, che sta lavorando bene, con queste posizioni estreme?».


I temi - Michetti vira poi su un abituale cavallo di battaglia del centrodestra: «La sicurezza è fondamentale, farò un tavolo permanente con forze dell'ordine, Viminale e Prefettura, perché se c'è una legge va rispettata - propone l'avvocato - Se ci sono questioni sociali vanno risolte ma sempre nel rispetto della legge, su questo ci sarà tolleranza zero: paghiamo le tasse ed è giusto che Roma venga liberata da occupanti che non hanno alcun titolo per stare in Italia». E Gualtieri offre la sua ricetta per risolvere uno storico problema della Capitale: «I romani passano troppe ore nel traffico - ricorda l'esponente dem - bisogna potenziare il trasporto pubblico, a partire dalle nuove infrastrutture: abbiamo già ottenuto il commissario per quattro linee tranviarie, ma serve anche il prolungamento della linea C della metropolitana e l'avvio della D. Con i fondi del Pnrr compreremo 500 bus di nuova generazione». Michetti alla fine gioca il jolly calcistico: «Sono pronto ad avviare subito la conferenza servizi per ottenere il pubblico interesse per i nuovi stadi di Roma e Lazio». Ma Gualtieri si propone come l'uomo giusto per il rilancio della Città eterna: «La filiera Pnrr, Giubileo e Expo è irripetibile - sottolinea l'ex ministro - Chiederò al governo fondi aggiuntivi per la mobilità e le infrastrutture a Roma. Un grande lavoro anche sociale e di inclusione». Stasera il secondo atto, negli studi di Sky.



 


Ultimo aggiornamento: Venerdì 15 Ottobre 2021, 10:06
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