Omicron e green pass, emergenza controlli. «Mancano agenti», nodo trasporto pubblico
di Cristiana Mangani

Omicron e green pass, chi controlla? Mancano agenti. Lamorgese: «Organici carenti»

Una stretta sui controlli, compatibilmente con le risorse disponibili. La ministra Luciana Lamorgese terrà questa mattina una riunione in remoto con i venti prefetti dei capoluoghi di regione, con il capo della Polizia e con i comandanti generali dei Carabinieri e della Guardia di finanza, per concordare un piano di intervento in vista dell’entrata in vigore del Green pass rafforzato a partire dal 6 dicembre, e della circolazione della variante Omicron che sta facendo alzare il livello di allarme in Italia.

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L'appello alla responsabilità

«È il momento della responsabilità», ha ribadito ieri Lamorgese, continuando a fare appello ai cittadini, alle aziende e ai gestori dei locali, affinché rispettino al massimo le regole. Sa bene, la ministra, che le forze dell’ordine, da sole, non saranno sufficienti per garantire controlli massicci. Ma «nonostante gli organici in sofferenza, gli straordinari al massimo, si farà il possibile» per monitorare la situazione nella stazioni, sui mezzi di trasporto cittadino, nei ristoranti e nei bar. Il nodo, in particolare, è quello di assicurare verifiche a campione su bus e metropolitane. Le forze dell’ordine, con i sindacati in testa, lamentano carenze negli organici, ma si punterà ad ottimizzarne al massimo l’impiego per garantire un Natale presidiato.

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Il potenziamento

Del resto, il premier Mario Draghi, dopo l’ultimo cdm, è stato chiaro: «le forze dell’ordine saranno mobilitate in modo totale. C’è tutta una aneddotica sui mancati controlli, bisogna potenziarli». E alla ministra dell’Interno che ha eccepito la scarsità di risorse a disposizione, ha sottolineato che bisognava andare oltre, trovare la soluzione. E quindi, se ci sarà il Green pass da verificare a centinaia di persone sui treni ci penseranno i capotreni, nelle stazioni della metro e sugli autobus saranno le aziende a doversene fare carico, anche se al loro fianco ci sarà, magari, una pattuglia per garantire l’ordine e la sicurezza.

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Il tema dei controlli

«Viene richiesto un impegno notevole alle forze dell’ordine - ha spiegato ancora la responsabile del Viminale  ma c’è tutto l’intento di fare il massimo. Peraltro - ha aggiunto - non è che, finora, non è stato fatto nulla. Dall’1 gennaio sono state controllate 28 milioni di persone e 3,6 milioni di locali. Ora si farà di più con le forze che abbiamo, ma per riuscire a passare in modo sereno il periodo natalizio tutti dobbiamo fare la nostra parte».
Nessun ricorso ai militari che continueranno a presidiare gli obiettivi sensibili. «Non si può certo fargli controllare i Green pass», spiegano al Viminale. Mentre i sindacati di Polizia insistono: «La coperta è corta». Del resto, anche Lamorgese ricorda «i tagli agli organici fatti ai tempi della spending review: se fossimo di più sarebbe meglio». Si tratta dunque di impiegare nel modo più efficiente il personale a disposizione, ricorrendo al supporto delle polizie locali e liberando il più possibile agenti dal lavoro amministrativo per dedicarli ai servizi di controllo.
Il punto delicato rimane quello del trasporto pubblico. Impensabile ipotizzare verifiche a tappeto su bus e metro (solo a Roma si calcola ogni giorno un volume di 500mila passeggeri). Saranno organizzati - con la collaborazione delle aziende municipalizzate che saranno chiamate a contribuire in sede di Comitato provinciale per l’ordine pubblico - verifiche a campione su capolinea di autobus e fermate della metropolitana, nonché nelle principali stazioni. Sul tavolo c’è, poi, l’ipotesi tornelli per la lettura dei pass, ma non è una soluzione immediata e ha costi che le aziende non sembrano disposte ad accollarsi così, come quelli legati all’incremento del numero di controllori. Impossibile anche mettere un agente in ogni ristorante, bar o piscina: in questi casi la ministra auspica «la collaborazione dei gestori che devono vagliare il pass dei clienti, così come nei cinema viene controllato il biglietto di chi entra». 

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La relazione

Sotto stretta osservazione ci saranno, poi, le zone della movida e le aree cittadine a rischio assembramenti. Un potenziamento del monitoraggio sarà fatto ai valichi di frontiera e negli aeroporti, specie alla luce della diffusione di Omicron. E dopo il confronto di oggi che darà le indicazioni generali, si riuniranno i Comitati provinciali che attiveranno i piani di controllo sulla base delle esigenze del territorio. Ogni settimana ciascun prefetto farà una relazione sui controlli svolti e la invierà alla titolare del Viminale.
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Ultimo aggiornamento: Martedì 30 Novembre 2021, 08:37
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